Certo comprendo il ragionamento, ma io e te non siamo coinvolti. Tu regali al tuo amore qualcosa che ricorda ad entrambi un momento felice, un luogo, una circostanza, e lo vedi a casa dell'amante. Tu puoi fare quello che vuoi, ovvio, la sostanza è quella, la forma è che nel momento che ami un altro cala il rispetto e l'attenzione per il soggetto. Non è inusuale, anzi è umanissima come reazione, come è ovvia quella dell'altro. Cerco di essere più precisa, una palla di vetro è nulla la valenza gliela dà il significato che le si attribuisce, non è un gioiello, un'auto, un oggetto strettamente personale, era la condivisione di qualcosa che lui ha comprato, regalato e stava nella loro casa... o poi la ritrova in quella dell'amante. Certo che lo poteva fare, ma era logico, prudente, perfino opportuno? La sola cosa che non poteva prevedere era che il marito andasse dall'amante... quanto al significato condiviso, mi pare fosse evidente da subito che era finito dal momento che lei si era innamorata dell'altro. C'è un mondo fuori dalla palla, ovvio, ma non sarebbe stato più corretto e delicato evitare di far incrociare i due mondi?