Ci ho pensato tante volte anche io [emoji23][emoji23]L'ottimismo proprio!
Un mio ex affamato di vita sosteneva che bisognava nascere vecchi e morire neonati![]()
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Guarda che su questo sfondi una porta aperta. Soltanto che se uno non è in grado di capire che nel momento in cui decidi di mettere su famiglia la tua felicità te la metti da parte perché il progetto viene prima, il ruolo codificato di moglie o marito ti starà sempre stretto.Nonché nuovo NUCLEO chiamato FAMGLIA
Un paio di palle. Conto di rimanere ventenne fino all'ultimo secondo. Almeno in amore.L'ottimismo proprio!
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Se lo dici tu. Io vedo un Progresso generale. Se c'è un rallentamento, questo è dovuto semplicemente alla lentezza di liberarsi dalle tradizioni ormai obsolete. La religione non ha nessun motivo di esistere se non per paura della morte. C'è una minoranza ancora politicamente molto forte che tende a coagulare attorno alle festività religiose alcuni vantaggi molto pratici, tanto per dirne una la tredicesima, per cui la gente spende di più sotto natale. Ma francamente io questo tornare indietro rispetto a x anni fa non lo vedo. Gesù Cristo predicava la povertá, na questo è un problema suo e di quei rincoglioniti che lo seguono. Considerando che da quando abbiamo iniziato questo post in Africa saranno morti un paio di centinaia di bambini di malnutrizione francamente prima ci liberiamo della mitologia della povertà come qualcosa di buono meglio è.
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non è esatto :smile:
I ruoli sono fondamentalmente schemi di comportamenti e attitudini socialmente identificabili e attribuibili a differenti individualità.
Esistono fondamentalmente, per dirla sintetica, in afferenza a organizzazioni di ordine sociale (che sociale sia impresa, società umana o comunque gruppi umani in cui è necessario differenziare a livello formale le funzioni di ogni individuo).
In solitaria, per dire un estremo, i ruoli così come li conosciamo non hanno ragione di esistere.
Non sto qui ad aprire parentesi etologiche riguardo i ruoli.
A mio vedere una grossa differenza è che nei gruppi umani al ruolo e alle funzioni che gli vengono attribuite si è aggiunta una definizione anche etica e morale che va a descrivere, fra le altre cose, anche la dignità dell'individuo.
Nell'ultimo periodo ho giocato un po' con il ruolo di "moglie". E' divertente.
Quando dico "mi sposerò" (e quindi sarò moglie) nelle persone a cui lo dico cambia la percezione della mia relazione con G., e cambia anche la percezione di me e di lui.
Con G. si ridacchia paragonando la cosa all'acquisizione di una sorta di cartellino di riconoscimento. E' simpatica la cosa :mrgreen:
Non entro nella correlazione fra ruoli formali (schemi direttamente collocabili all'interno di una organizzazione che necessita proprio di quegli schemi) e ruoli informali (ossia che non sono strettamente necessari nella definizione e nel collocamento di quello specifico individuo nell'organizzazione ma sono comunque correlati al ruolo formale e lo condizionano nelle sue funzioni)
Ovviamente tutta questa roba, è in circolarità e comunicazione fra individuo e società, uno definisce l'altro in feedback.
Ed è in questi termini che parlo di maschere.
Io socialmente posso accettare di lasciarmi attribuire il ruolo di "moglie".
Indosso socialmente quella "maschera" sociale (dove maschera non significa nascondimento ma invece riconoscimento lineare) e applico i comportamenti di quello schema comportamentale (è facile, basta solo individuare i comportamenti correlati). quello che poi io sono come individuo che "recita" (ossia applica comportamenti definiti che rendono riconoscibile la mia posizione nell'organizzazione) è una cosa che io (se mi concedo di farlo) decido e lo decido nella mia informalità (ossia all'interno dell'organizzazione più ristretta della mia famiglia di origine prima, poi nell'organizzazione familiare ristretta - con mio marito - e poi nella mia intimità - ossia nella relazione con me stessa che ha accettato di attribuirsi e farsi attribuire quel ruolo).
E in questo senso hai ragione tu, senza ruoli e relative funzioni (mansioni) nell'organizzazione sarebbe un casino.
Lasciare tutto questo unicamente alla definizione individuale creerebbe una marea di disfunzioni comunicative e fraintendimenti. E non sarebbe possibile l'organizzazione stessa, a livello economico, di diritto, culturale, religioso e anche piscologico.
Quindi io, se accetto il ruolo di moglie, assumerò lo schema comportamentale concordato storicamente socialmente e psicologicamente.
Poi però, se lo desidero, posso declinarmelo a modo mio. Aderendo completamente al modello dato dall'organizzazione (mainstream) oppure discostandomene più o meno. Anche a seconda della mia capacità di creare adattamento fra la mia individualità e le richieste sociali, a cui comunque è conveniente per certi versi rispondere per ottenere i vantaggi che derivano dal vivere in una organizzazione invece che nell'eremo sulla montagna.
Quelle che a cui fai riferimento sono le mansioni, le funzioni.
Che compongono il ruolo, nei termini della sua esplicazione pratica, ma non lo definiscono completamente.
Il tradimento, per esempio, è una rottura interessante a questo livello.
Crea una dissonanza fra il ruolo dato (moglie/marito) con quello che comporta anche in termini relazionali (non parlo di amore, parlo anche soltanto del mantenimento dell'organizzazione famiglia) e lo schema comportamentale individuale, in cui si inserisce la "trasgressione" (ossia oltrepassare la regola concordata) dell'individuo in alcune sfere ma non in altre.
In questo senso per esempio il tradimento mi incuriosisce moltissimo.
Per "trasgredire" la regola, è necessario riconoscere il valore di quella regola. Se non la si riconosce, semplicemente non è possibile trasgredirla.
Un seriale per esempio è tendenzialmente legato alle regole dell'organizzazione familiare.
E protegge quell'organizzazione anche creandosi doppia, tripla vita parallela.
Io mi sono sempre sentita traditrice atipica, nel senso che non riconoscendo l'organizzazione familiare faccio veramente fatica a sentirmi "traditrice". E mi sono dovuta riscrivere il tradimento come un qualcosa che riguarda i patti con me stessa all'interno di una relazione.
Per il semplice motivo che nelle mie relazioni, tranne quando ero ragazza, il patto della fedeltà non ho mai voluto fosse inserito. Ho cercato declinazioni individuali per prove e tentativi allontanandomi gradualmente dall'organizzazione data.
Da ragazza accettavo il patto come se non avessi scelta. E tradivo.
Crescendo ho provato a declinare il patto. Solo che invece di parlare apertamente del patto, riducevo lo spazio relazionale disponibile.
Poi ho iniziato a parlare apertamente del patto rifiutando la fedeltà completamente. E anzi proponendo l'antitesi.
Con il mio ex il patto di fedeltà era macchinoso...avevo circoscritto le funzioni relazionali di ruolo (compagna- compagno) all'ambito emotivo e razionale, ma avevo chiesto che il corpo fosse escluso (fra noi il patto era che del corpo avremmo potuto far quello che volevamo in osservanza del rispetto dell'ambito emotivo e di quello razionale di tutela del progetto, sarebbe stata in ogni caso una sfera individuale in cui l'altro non entrava).
Con G. ci stiamo lavorando insieme alla ridefinizione cercando di trovare armonia fra interno ed esterno di ognuno se stesso, della relazione e della comunicazione sociale di noi. E questo comprende l'attribuirci pure i ruoli.
Ma con la libertà di declinarceli internamente senza che l'esterno entri nella descrizione anche pratica che noi ne facciamo, pur essendo capaci di presentare all'esterno la "maschera" richiesta per ottenerne i vantaggi.
sembrano. ti consiglio di affinare i tuoi strumenti di percezione della realtà, magari potresti arrivare oltre la D'Urso :rotfl:Mi riferivo anche a livello sociale in generale. Per esempio i giovani di oggi sembrano sessualmente molto più frenati rispetto ai loro padri e nonni.
Io trovo idiota celebrare più o meno qualunque cosa che non sia funzionale alla mia felicità, figurati. Però capisco molto bene la funzione della ritualità nella società romana. Per cui va studiata. E utilizzata quando serve.p.s. Mi farebbe molto piacere che rispondessi alla domanda di Fiammetta su come conosci Oscuro. Interagire con chi ha a che fare con certa gente di merda non mi fai impazzire. Ti sto rispondendo in virtù del beneficio del dubbio, ma sarebbe cosa buona e giusta tu chiarissi.Oppure, secondo te, al di la dell'evoluzione tecnologica, medica ecc. dal punto di vista della società, trovi sia più "intelligente" celebrare le stagioni, l'albero sacro, i rituali di fecondazione ecc. o credere nel bambin gesù nato per inseminazione divina?
CiaoMi riferivo anche a livello sociale in generale. Per esempio i giovani di oggi sembrano sessualmente molto più frenati rispetto ai loro padri e nonni.
Oppure, secondo te, al di la dell'evoluzione tecnologica, medica ecc. dal punto di vista della società, trovi sia più "intelligente" celebrare le stagioni, l'albero sacro, i rituali di fecondazione ecc. o credere nel bambin gesù nato per inseminazione divina?
Ipazia, non ho capito se sei sposata o no
Intendi più saporiti?e dai che è Natale e dobbiamo essere tutti più buoni
nuhaffamata?
Ciao sono pio e sono stufo.tieni fame di qualcosa di buono.
però non essere troppo maliziosa, chè questo è pur sempre un forum di persone pie e devote![]()
sei anche un profondo conoscitore delle Tesi di Cassiciacum? chè siamo molto sensibili alle istanze sedevacantiste
Ciao :smile:
Primo grassetto: in base a cosa ti sembrano come li hai descritti? (i giovani d'oggi)
Secondo grassetto: trovi differenze che permettono di compiere un paragone fra i diversi tipi di celebrazione?
Quanto a me...fra le parole (o nelle parole...), che immagine trovi?
Sono sposata o no? :smile:
sembrano. ti consiglio di affinare i tuoi strumenti di percezione della realtà, magari potresti arrivare oltre la D'Urso :rotfl:
Io trovo idiota celebrare più o meno qualunque cosa che non sia funzionale alla mia felicità, figurati. Però capisco molto bene la funzione della ritualità nella società romana. Per cui va studiata. E utilizzata quando serve.p.s. Mi farebbe molto piacere che rispondessi alla domanda di Fiammetta su come conosci Oscuro. Interagire con chi ha a che fare con certa gente di merda non mi fai impazzire. Ti sto rispondendo in virtù del beneficio del dubbio, ma sarebbe cosa buona e giusta tu chiarissi.
Mi ero perso questa risposta. Pensa che ho cercato tra gli utenti il nick D'urso. Poi ho googlato e ho visto chi è (non la conoscevo). Cmq cercando D'urso nella sezione cerca del forum esce che la nomini spessissimo. ti piace come tipo di donna?sembrano. ti consiglio di affinare i tuoi strumenti di percezione della realtà, magari potresti arrivare oltre la D'Urso :rotfl:
Io trovo idiota celebrare più o meno qualunque cosa che non sia funzionale alla mia felicità, figurati. Però capisco molto bene la funzione della ritualità nella società romana. Per cui va studiata. E utilizzata quando serve.p.s. Mi farebbe molto piacere che rispondessi alla domanda di Fiammetta su come conosci Oscuro. Interagire con chi ha a che fare con certa gente di merda non mi fai impazzire. Ti sto rispondendo in virtù del beneficio del dubbio, ma sarebbe cosa buona e giusta tu chiarissi.
Stammi bene dalle tue parti.Mi ero perso questa risposta. Pensa che ho cercato tra gli utenti il nick D'urso. Poi ho googlato e ho visto chi è (non la conoscevo). Cmq cercando D'urso nella sezione cerca del forum esce che la nomini spessissimo. ti piace come tipo di donna?
Per il neretto... la frase è contraddittoria. Perché nessuno celebra nulla che non sia funzionale alla proprio felicità. Quindi qualunque celebrazione che ci da felicità è accettabile, rispettabile. A meno che intendevi che è da idioti celebrare qualcosa di non funzionale al tuo concetto di felicità.
Riguardo a oscuro... non so cosa ti abbia fatto, ma dalle mie parti non tendiamo a ragionare in questi termini. Da noi ci smadonniamo dietro oggi, e domani non ci ricordiamo nemmeno di avare litigato. Se mi fai qualcosa di grave te, non tendiamo ad includere anche i tuoi amici e parenti: rimane solo una cosa tra me e te. Tu sei pronto a non voler interagire con me solo per una presunta "amicizia", anche virtuale, con il tal oscuro...non esiste da noi una cosa del genere
Altrettanto :up:Stammi bene dalle tue parti.
Coltivo scientemente la fametieni fame di qualcosa di buono.
però non essere troppo maliziosa, chè questo è pur sempre un forum di persone pie e devote![]()