Se la tua percezione è quella di un abuso, quella è la tua percezione, e in quanto tale ha valore e dignità di per sè

Poi, uscendo dalla propria percezione credo sia importante oggettivare la percezione stessa. Collocarla.
L'abuso è una imposizione, un fare rifiutato dall'interno che viene imposto dall'esterno nella costrizione del fare stesso.
E invece tu hai deciso di fare il tuo fare. Era dentro di te la spinta a quel fare. Da dentro usciva fuori.
L'abuso segue la direzione inversa, dal fuori al dentro.
Veniva da te. Era una tua esigenza, rispondere al suo essere bisognoso.
E si torna per direttissima dentro di te. Dove c'è la percezione di abuso che è in te da collocare, perchè sei tu ad aver abusato di te. Con le conseguenze che descrivi anche nella relazione con lui.
Forse una buona domanda sarebbe chiederti da dove nasce quel tuo bisogno di rispondere ai bisogni dell'altro, usandoli per sottomettere i tuoi bisogni, per non ascoltarli, per metterli in secondo piano.
L'altro a mio parere, se è un buon alleato, stoppa questo genere di tensione. Non per amore, non per affetto, ma per dignità individuale. Per curiosità dell'altro. Per rispetto di se stesso.
E in questo a quanto racconti tuo marito non è stato un buon alleato. Ha preso, preso e preso. Senza metterti in discussione nel tuo dare. Sena verificare che fosse effettivamente una tua libera scelta il farlo. Senza occuparsi fondamentalmente di te.
Ma chi dava...eri tu.
Poi, vista da qui, non mi sembri una che si lascia mettere facilmente in discussione.
Prendi il via e vai. Fino a che in un qualche modo ti schianti. Contando sulla tua resistenza e sulla tua potenza.
E questo è secondo me l'altro aspetto su cui potresti ammorbidirti. Che deriva dallo stesso posto da cui deriva il tuo bisogno del bisogno dell'altro.
Da cui adesso giri largo, smaciullandoti in realtà. Tormentandoti.
Non puoi trovare serenità @
mistral se non ti esprimi pienamente per quella che sei.
Con la condizione di avere dall'altra parte una persona sufficientemente stabile e consapevole e presente da ringhiarti in faccia se esageri.
Qualcuno che si prenda cura del tuo oltrepassare i tuoi limiti ricordandoti con affetto che sei umana pure tu.
Insomma...gira e rigira...cerchi fuori.
Ma non puoi sfuggire a chi sei.
tu sei anche quella che ha sottomesso se stessa ai bisogni dell'altro, e se ci pensi da qualche parte ti portava un vantaggio il farlo.
Trova quel vantaggio. E usalo per te.
Sei una bestia, come tutti....descrivi i tuoi comportamenti come disfunzionali alla luce del senno di poi. Ma durante erano funzionali alle tue disfunzionalità.
Che capisco molto bene, fra l'altro...ho fatto la stessa identica stronzata col mio ex.
Mi dicevo che volevo salvare la faccia a lui...cazzate.
Era la mia faccia. Le mie scelte. Le mie posizioni che tutelavo tutelando lui.
Se lui avesse perso la faccia...io l'avrei persa con lui, in quel delirio, perchè io l'avevo scelto per me.
Ragionaci.
A partire dalla sensazione di abuso che senti.
Eri tu ad abusare di te.
Chi era quella te che abusava di te?
Fino a che non ci parli...continuerai ad averne paura, e a metterla fuori in qualche nemico, in qualche distanza esterna. Ma sei sempre tu.