Che tristezza Iago ...
... stamane e' morto un'altro grande!
2008-03-03 19:38
MORTO IL TENORE GIUSEPPE DI STEFANO
Il famoso tenore Giuseppe Di Stefano è morto questa mattina alle 5, vicino a Milano. Era in coma dal 23 dicembre scorso. Ne dà notizia l'agenzia specializzata in classica Studio Musica.
Giuseppe Di Stefano è morto all' alba di stamane a casa sua, a Santa Maria Hoé (Lecco), un paesino di 2.000 abitanti, in Brianza, dove l'anziano tenore viveva con la moglie Monica, una soprano tedesca che, in gioventù, fu sua allieva. Di Stefano non si era più ripreso dall'aggressione subita da alcuni rapinatori il 3 dicembre 2004, mentre si trovava nella sua villa di Diani, in Kenya. Ricoverato all'ospedale di Mombasa, il 7 dicembre 2004 entrò in coma e il 23 dicembre fu trasportato in Italia. Da allora, la moglie, descritta come una bellissima signora, oggi sulla sessantina, gli è stata vicina fino a oggi. Prima dell'aggressione, il tenore, che ha continuato a esibirsi fino ai primi anni '80, era molto attivo, soprattutto a favore dei giovani talenti: fu lui a lanciare, a Trapani, il concorso per nuove voci Giuseppe Di Stefano, con una giuria di giornalisti e una di cantanti, di cui lui stesso era presidente. Di Stefano era particolarmente attaccato al concorso a suo nome, perche' dava la possibilità ai giovani di esibirsi su un vero palco, in una vera opera lirica, durante la stagione del teatro trapanese.
IL TENORE PREFERITO DALLA CALLAS
(di Maurizio Giammusso)
La sua magica voce, il fraseggio perfetto e naturale insieme, il genio della sua interpretazione: tante ragioni artistiche e umane, tante doti naturali e di studio concorrono a rendere unica la personalità e la leggenda di Giuseppe Di Stefano, il grande tenore spentosi oggi presso Milano, all'età di 86 anni.
Espresse il meglio di sé come cantante lirico dagli anni '40 fino alla meta' dei '70, periodo in cui il suo nome era anche legato artisticamente e affettivamente a quello di Maria Callas. I due avevano cantato insieme per la prima volta nel 1951 a San Paolo del Brasile, in una Traviata diretta dal maestro Tullio Serafin. Assieme alla cantante greco-americana si esibi' negli anni successivi in opere e concerti, registrando anche dischi di grande valore artistico. Osannato dal pubblico, per oltre venti anni calcò i palcoscenici più famosi del mondo, formando una coppia inossidabile con la Callas. E fu ancora lui nel 1973, ad accompagnarla nell'ultimo tour intorno al mondo. Nato a Motta Sant'Anastasia (Catania) il 24 luglio, Di Stefano, detto Pippo, era figlio di un calzolaio, ex carabiniere e di una sarta.
Educato in seminario dai Gesuiti, per qualche tempo meditò di abbracciare il sacerdozio, quindi debuttò nella musica leggera presentandosi con uno pseudonimo. Studiò poi con il baritono Montesanto, e subitò bruciò le tappe: prima il vero debutto lirico nel 1946 a Reggio Emilia, dove cantò la parte di Des Grieux nella Manon di Massenet; poi il medesimo ruolo alla Scala di Milano; quindi nel 1948 gli applausi del Metropolitan di New York, quale Duca di Mantova nel Rigoletto di Verdi: un ruolo che al Metropolitan tornò a interpretare per molti anni.
E' invece del 1957 l'esordio sul suolo britannico, dove al Festival lirico di Edinburgo, interpretò Nemorino nell'Elisir d'amore di Donizetti. Quattro anni dopo, il Covent Garden di Londra lo applaudiva nella parte di Mario Cavaradossi nella pucciniana Tosca. Dotato di una voce chiara, di una spiccata sensibilità interpretativa e di un'innata simpatia, poté rivestire interpretare con successo oltre cento ruoli da protagonista in un ampio repertorio: dal lirico puro dei primi anni, come Des Grieux nella Manon di Massenet o Arturo nei Puritani di Bellini; fino al repertorio lirico drammatico, come Cavaradossi nella Tosca di Puccini, Don Alvaro nella Forza del Destino di Verdi, Calaf nella Turandot di Puccini o lo Chenier in Andrea Chenier di Umberto Giordano. Notevole la sua discografia, sempre diretto dai principali direttori dell'epoca, Victor De Sabata, Tullio Serafin, Antonino Votto, fino a Herbert Von Karajan. Ma il meglio lo dava nel caldo rapporto diretto con il pubblico. La generosità del temperamento lo portò ad includere in repertorio opere che non si addicevano del tutto alla sua vocalità. Con generosità, dalla metà degli anni Settanta in poi si dedicò a master e seminari per giovani artisti, come quello a Spoleto, nel 1975, quando per i vincitori del Concorso Nazionale di canto, A. Belli, firmò anche la regia della Bohéme di Puccini. Il 3 dicembre 2004, mentre si trovava nella sua casa di Diani, in Kenya, Giuseppe Di Stefano rimase gravemente ferito durante un'aggressione da parte di alcuni rapinatori. Ricoverato all'ospedale di Mombasa, fu poi trasferito a Milano, dove entrò in coma. E da infermo ha vissuto fino alla morte.
ANSA.it