Cosa prova per la moglie il mio amante?

Foglia

utente viva e vegeta
Ok, Siamo al dialogo fra sordi. Il teatro sono io! Cosa faccio, esco da me stesso? Se non sbaglio era il titolo di un vecchio album di elio. E, come tutti i teatri ci viene l'abbonato del verdi, quello che passa solo per l'evento o l'attore famoso, Ho semplicemente chi è curioso di portare a casa qualche ricordo da ricordare. Io di mio Ci tengo a rimanere il teatro. Di fare lo spettatore Ormai non ho più fantasia
Va bene. Allora fossi nel teatro avrei problemi a ricordare le scenografie del giorno precedente, e soprattutto a non proporre all'abbonato del lunedì-mercoledì -venerdì una sceneggiatura che magari lo può ricondurre all'attore della domenica.
Uscendo per un attimo dalla scena (ops... Metafora), credevo fosse chiaro che la mia perplessità riguardasse la tenuta di certi comparti stagni della memoria. Una volta (non ricordo se qui o altrove) raccontasti che alle tue amanti non fornivi nemmeno il nome di battesimo. Correggimi se sbaglio. Per me sarebbe pazzesco. Ma proprio straniante.
 

Marjanna

Utente di lunga data

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Va bene. Allora fossi nel teatro avrei problemi a ricordare le scenografie del giorno precedente, e soprattutto a non proporre all'abbonato del lunedì-mercoledì -venerdì una sceneggiatura che magari lo può ricondurre all'attore della domenica.
Uscendo per un attimo dalla scena (ops... Metafora), credevo fosse chiaro che la mia perplessità riguardasse la tenuta di certi comparti stagni della memoria. Una volta (non ricordo se qui o altrove) raccontasti che alle tue amanti non fornivi nemmeno il nome di battesimo. Correggimi se sbaglio. Per me sarebbe pazzesco. Ma proprio straniante.
Invece a me aiuta proprio il fatto di essere in centro della faccenda. Per me sarebbe estremamente faticoso inventarmi ogni volta una identità segreta. Storie, nomi, sovrapposizioni. Poi per carità, avere un'ottima memoria aiuta, Però penso che nei rapporti interpersonali, tutti, non solo quelli extraconiugali ovviamente, sia importante la qualità di quello che dai alle altre persone. Io posso anche mentire sulle circostanze o sui nomi, però devo fornire un'esperienza autentica all'altra persona. Altrimenti l'impressione che dai è come quella degli agenti immobiliari tutta pnl. Plasticosi, non so se mi sono capito da solo.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Va bene. Allora fossi nel teatro avrei problemi a ricordare le scenografie del giorno precedente, e soprattutto a non proporre all'abbonato del lunedì-mercoledì -venerdì una sceneggiatura che magari lo può ricondurre all'attore della domenica.
Uscendo per un attimo dalla scena (ops... Metafora), credevo fosse chiaro che la mia perplessità riguardasse la tenuta di certi comparti stagni della memoria. Una volta (non ricordo se qui o altrove) raccontasti che alle tue amanti non fornivi nemmeno il nome di battesimo. Correggimi se sbaglio. Per me sarebbe pazzesco. Ma proprio straniante.
Ma se sei il teatro, mica ti confondi. :)
Sei nella posizione, invece, di goderti, le diverse serate lasciandole semplicemente scorrere.

Non ci sono vincoli interni.
E' semplicemente in te che accadono le cose che sono in te.

Non è questione di memoria, è questione di presenza di sè e a sè nei diversi posti in cui ci si collloca.

E' quella famosa fedeltà a chi si è in essenza, nelle diverse declinazioni di chi si è.
Nei diversi contesti e nelle diverse situazioni.
Nei comparti stagni, mica ti confondi il tuo essere compagna oppure moglie con il tuo essere amante.
Sei autenticamente te, a prescindere dal ruolo che rivesti.

Il compartimentare ha esattamente la funzione di permettere di svestirsi di un ruolo per rivestirsi di un altro ruolo. Scegliendo il ruolo sulla base di ciò che si desidera giocare di sè in particolare.
Senza smettere di essere chi si è (il famoso teatro).

Non è il teatro a dipendere dallo spettacolo, è lo spettacolo a dipendere dal teatro.
 
Ultima modifica:

Foglia

utente viva e vegeta
Invece a me aiuta proprio il fatto di essere in centro della faccenda. Per me sarebbe estremamente faticoso inventarmi ogni volta una identità segreta. Storie, nomi, sovrapposizioni. Poi per carità, avere un'ottima memoria aiuta, Però penso che nei rapporti interpersonali, tutti, non solo quelli extraconiugali ovviamente, sia importante la qualità di quello che dai alle altre persone. Io posso anche mentire sulle circostanze o sui nomi, però devo fornire un'esperienza autentica all'altra persona. Altrimenti l'impressione che dai è come quella degli agenti immobiliari tutta pnl. Plasticosi, non so se mi sono capito da solo.
Questo l'ho capito. Non stavo a discutere sulla autenticità. Non finiremmo più, io ho un approccio senz'altro diverso, ma non mi metto certo a pesare la consistenza di ciò che si lascia agli altri.
Stavo pensando proprio al meccanismo che ti porta a non fare casino. Dentro di te e con gli altri. Ripeto: e' una cosa che per me sarebbe impossibile. Cioè: dovermi ricordare come mi chiama Tizia. Come mi chiama Caia. E come mi chiamo io. O dove sono non un paio di notti al mese, ma per 15 notti al mese. Non ci capirei più niente. Non siamo solo "essenze". Siamo ben fatti per stare nello spazio e nel tempo.
 

Foglia

utente viva e vegeta
Ma se sei il teatro, mica ti confondi. :)
Sei nella posizione, invece, di goderti, le diverse serate lasciandole semplicemente scorrere.

Non ci sono vincoli interni.
E' semplicemente in te che accadono le cose che sono in te.

Non è questione di memoria, è questione di presenza di sè e a sè nei diversi posti in cui ci si collloca.

E' quella famosa fedeltà a chi si è in essenza, nelle diverse declinazioni di chi si è.
Nei diversi contesti e nelle diverse situazioni.
Nei comparti stagni, mica ti confondi il tuo essere compagna oppure moglie con il tuo essere amante.
Sei autenticamente te, a prescindere dal ruolo che rivesti.

Il compartimentare ha esattamente la funzione di permettere di svestirsi di un ruolo per rivestirsi di un altro ruolo. Scegliendo il ruolo sulla base di ciò che si desidera giocare di sè in particolare.
Senza smettere di essere chi si è (il famoso teatro).

Non è il teatro a dipendere dallo spettacolo, è lo spettacolo a dipendere dal teatro.
Ipa. Uno può essere autentico finché vuole pure nella sua mancanza di autenticità.
Non lo discuto.

Discuto molto più semplicemente che al contrario di un teatro (che è immobile e muto), io mi muovo, parlo e posso fare casino.
 

alberto15

Utente di lunga data
Quindi per scopare bene e diversificato voi uomini vi complicate la vita in questo modo? Interessante prospettiva...
calma, parla per il tuo amante. Non generalizzare. Comunque voi donne , per generalizzare siete campionesse mondiali delle seghe mentali.Lui vuole solo scopare, dammi ascolto. Non e' un rapporto sano a meno che non ti vada di fare l'amante a tempo indefinito. Prova a suggerirgli una cosa tipo : e se chiamo tua moglie e le dico di noi?? In quel momento vedrai la sua vera faccia. Auguri.Se invece non ti vuoi rovinare la vita (e la famiglia altrui) lascialo perdere.Poi una cosa che non ho mai capito di voi donne: perche' vi fissate abbestia su un uomo anche quando scoprite che e' un falso traditore e cercate di difenderlo quando andrebbe preso a frustate con un gatto a 9 code?? E che soddisfazione c'e' a fare l'amante e fare una vita di merda da sole? Ci sono 3 miliardi e mezzo di uomini che vi aspettano , non c'e' solo "lui"
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Invece a me aiuta proprio il fatto di essere in centro della faccenda. Per me sarebbe estremamente faticoso inventarmi ogni volta una identità segreta. Storie, nomi, sovrapposizioni. Poi per carità, avere un'ottima memoria aiuta, Però penso che nei rapporti interpersonali, tutti, non solo quelli extraconiugali ovviamente, sia importante la qualità di quello che dai alle altre persone. Io posso anche mentire sulle circostanze o sui nomi, però devo fornire un'esperienza autentica all'altra persona. Altrimenti l'impressione che dai è come quella degli agenti immobiliari tutta pnl. Plasticosi, non so se mi sono capito da solo.
Io ho capito.

Penso che la chiave sia nel grassetto.

Solo che se si lega il mentire alla autenticità, non se ne esce.

Io sono autentica anche se mento.
Tanto che non ho bisogno di ricordarmi le menzogne, nel senso che sono verità in un contesto pur essendo bugie in un altro.
Non fingo col mio compagno allo stesso modo in cui non fingo col mio amante.
Solo che quel non fingo è legato all'autenticità di chi sono e di quello che presento di me, e non all'assoluto dell'interezza di me.
Semplicemente certe parti le posso dare ad uno e all'altro no.

Ma se questo, decidere cosa dare viene visto come mentire su di sè, non se ne esce.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ipa. Uno può essere autentico finché vuole pure nella sua mancanza di autenticità.
Non lo discuto.

Discuto molto più semplicemente che al contrario di un teatro (che è immobile e muto), io mi muovo, parlo e posso fare casino.
Non è mancanza di autenticità.

Semmai è non interezza di esposizione.

Io a lavoro esprimo solo quello che riguarda il lavoro.
Tutta una serie di cose che mi riguardano le tengo per me, perchè non fanno parte di quell'ambito.
Sono meno autenticamente me?
Rischio di confondermi?
Rischio di portare nell'ambito del lavoro cose di me che riguardano la mia sfera privata?

Sì, lo rischio. Lo rischio quando io non ho chiara la distinzione fra le mie sfere.

Se la distinzione è chiara e conosco i confini, no. Non rischio.
E se mi avvicino alla zona rossa, faccio retro marcia. Perchè automaticamente scatta la tutela di me.

E in questo senso, poi mi correggerà [MENTION=6817]Arcistufo[/MENTION] che la metafora del teatro è la sua, che il teatro è il contenitore vivo di diverse vite che si sfiorano, che internamente confluiscono nell'essenza di ciò che sono.

Se fai casino, significa che hai tentato esattamente di essere muto e fermo.
Cosa che in quanto teatro vivente non puoi essere.

Che è poi il motivo per cui chi semplicemente usa metodi pnl sembra plasticoso spesso e volentieri.
Recita.
Non impersona.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Va bene. Allora fossi nel teatro avrei problemi a ricordare le scenografie del giorno precedente, e soprattutto a non proporre all'abbonato del lunedì-mercoledì -venerdì una sceneggiatura che magari lo può ricondurre all'attore della domenica.
Uscendo per un attimo dalla scena (ops... Metafora), credevo fosse chiaro che la mia perplessità riguardasse la tenuta di certi comparti stagni della memoria. Una volta (non ricordo se qui o altrove) raccontasti che alle tue amanti non fornivi nemmeno il nome di battesimo. Correggimi se sbaglio. Per me sarebbe pazzesco. Ma proprio straniante.
Questo l'ho capito. Non stavo a discutere sulla autenticità. Non finiremmo più, io ho un approccio senz'altro diverso, ma non mi metto certo a pesare la consistenza di ciò che si lascia agli altri.
Stavo pensando proprio al meccanismo che ti porta a non fare casino. Dentro di te e con gli altri. Ripeto: e' una cosa che per me sarebbe impossibile. Cioè: dovermi ricordare come mi chiama Tizia. Come mi chiama Caia. E come mi chiamo io. O dove sono non un paio di notti al mese, ma per 15 notti al mese. Non ci capirei più niente. Non siamo solo "essenze". Siamo ben fatti per stare nello spazio e nel tempo.
Ma io per 15 notti al mese sono in giro dove devo andare a lavorare :rotfl:
Mica faccio la pornostar in tournée, vado in giro con il mio nome e cognome e se mi capita un'avventura utilizzo sempre lo stesso passaporto falso. Anche Superman aveva Clark kent, non è che avesse 150 identità segrete. Il passaporto falso tra l'altro, ha anche l'indubbio vantaggio di poter essere prestato.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
In pratica la bugiarda sincera, la stangona nana il buio luminoso l'acqua asciutta.....:sonar::sonar::sonar::rotfl::rotfl::rotfl:
Non mento a me. :)

Mica significa che non mento ad altri.
Significa che se mento agli altri, raramente mi sgamano perchè la mia menzogna mi rappresenta, mi serve ed è funzionale a me.
Sono autentica nei miei confronti.

Il che significa che sono una stronza che non ha timore di esserlo.
E che si assume le conseguenze dell'esserlo.
Perchè sono esattamente quello.

E' facile ;)
 
Ultima modifica:

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Io ho capito.

Penso che la chiave sia nel grassetto.

Solo che se si lega il mentire alla autenticità, non se ne esce.

Io sono autentica anche se mento.
Tanto che non ho bisogno di ricordarmi le menzogne, nel senso che sono verità in un contesto pur essendo bugie in un altro.
Non fingo col mio compagno allo stesso modo in cui non fingo col mio amante.
Solo che quel non fingo è legato all'autenticità di chi sono e di quello che presento di me, e non all'assoluto dell'interezza di me.
Semplicemente certe parti le posso dare ad uno e all'altro no.

Ma se questo, decidere cosa dare viene visto come mentire su di sè, non se ne esce.
Sei proprio una ragazza fortunata! Hai appena vinto il ruolo di biografo ufficiale del papero. Tanto pare che tu sia la unica persona che riesce a capire al 100% quello che mi passa per la testa e la mia filosofia di vita. Poi, in virtù del fatto che ti piace affettare La realtà, riesci pure a spiegarla agli altri abbastanza bene
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Non mento a me. :)

Mica significa che non mento ad altri.
Significa che se mento agli altri, raramente mi sgamano perchè la mia menzogna mi rappresenta, mi serve ed è funzionale a me.
Sono autentica nei miei confronti.

Il che significa che sono una stronza che non ha timore di esserlo.
E che si assume le conseguenze dell'esserlo.
Perchè sono esattamente quello.

E' facile ;)
la coerenza interna è un talento. Più ci ragiono, più mi convinco che non si insegna.
 

Skorpio

Utente di lunga data
Io a lavoro esprimo solo quello che riguarda il lavoro.
Tutta una serie di cose che mi riguardano le tengo per me, perchè non fanno parte di quell'ambito.
Non verrà capito mai

Ed è un concetto di una semplicità inquietante
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Non è mancanza di autenticità.

Semmai è non interezza di esposizione.

Io a lavoro esprimo solo quello che riguarda il lavoro.
Tutta una serie di cose che mi riguardano le tengo per me, perchè non fanno parte di quell'ambito.
Sono meno autenticamente me?
Rischio di confondermi?
Rischio di portare nell'ambito del lavoro cose di me che riguardano la mia sfera privata?

Sì, lo rischio. Lo rischio quando io non ho chiara la distinzione fra le mie sfere.

Se la distinzione è chiara e conosco i confini, no. Non rischio.
E se mi avvicino alla zona rossa, faccio retro marcia. Perchè automaticamente scatta la tutela di me.

E in questo senso, poi mi correggerà [MENTION=6817]Arcistufo[/MENTION] che la metafora del teatro è la sua, che il teatro è il contenitore vivo di diverse vite che si sfiorano, che internamente confluiscono nell'essenza di ciò che sono.

Se fai casino, significa che hai tentato esattamente di essere muto e fermo.
Cosa che in quanto teatro vivente non puoi essere.

Che è poi il motivo per cui chi semplicemente usa metodi pnl sembra plasticoso spesso e volentieri.
Recita.
Non impersona.
Già so che ti rivenderai la metafora... Ricordati che voglio i diritti.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Non verrà capito mai

Ed è un concetto di una semplicità inquietante
Non viene Capito perché tu pensi che sia un concetto che può essere insegnato in età adulta. Quel concetto o ce lo hai dentro, o te lo insegnano da piccolo, o nessuno potrà mai pianta arte l'ho in testa da grande. Se ti viene insegnato fin da piccolo che si crea un legame empatico con le persone nella misura in cui tu rispondi alle loro aspettative e costruirei il concetto stesso della tua autenticità, quella che diceva foglia, sullo specchio che ti rimandano gli altri indietro. Se invece Cresci basando il tuo essere te su dati oggettivi e misurabili quali che possono essere vittorie, sconfitte, graduatorie, o quello che ti pare, cercherai l'essenza della tua autenticità nel dato oggettivo. Da grande questa roba Non si impara, ripeto. Secondo me è un discrimine fondamentale
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Sei proprio una ragazza fortunata! Hai appena vinto il ruolo di biografo ufficiale del papero. Tanto pare che tu sia la unica persona che riesce a capire al 100% quello che mi passa per la testa e la mia filosofia di vita. Poi, in virtù del fatto che ti piace affettare La realtà, riesci pure a spiegarla agli altri abbastanza bene
E' vero!
Sono una ragazza fortunata :)

Preferivo ghost writer :p
 

Skorpio

Utente di lunga data
Non viene Capito perché tu pensi che sia un concetto che può essere insegnato in età adulta. Quel concetto o ce lo hai dentro, o te lo insegnano da piccolo, o nessuno potrà mai pianta arte l'ho in testa da grande. Se ti viene insegnato fin da piccolo che si crea un legame empatico con le persone nella misura in cui tu rispondi alle loro aspettative e costruirei il concetto stesso della tua autenticità, quella che diceva foglia, sullo specchio che ti rimandano gli altri indietro. Se invece Cresci basando il tuo essere te su dati oggettivi e misurabili quali che possono essere vittorie, sconfitte, graduatorie, o quello che ti pare, cercherai l'essenza della tua autenticità nel dato oggettivo. Da grande questa roba Non si impara, ripeto. Secondo me è un discrimine fondamentale
Probabilmente è così..

Però esiste anche una oggettività incontestabile sotto gli occhi di TUTTI ogni giorno

Ma molte volte al giorno sotto gli occhi di tutti

Ma davvero non si capisce una cosa così elementare.. boh
 
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