ipazia
Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ho editato l'altro post.Chi ti vede, vede quello che vuole e che PUÒ vedere.
Quando in quel "potere" si riversa qualcosa che sento come un "DOVERE IO (impedirti di vedere), e quando questa cosa si fa preponderante nel quotidiano, per me sarebbe inevitabile una sorta di scissione. Che nulla ha a che fare con parzialità e distanza.
Io non sento dovere niente.
Nemmeno sbattermi per la ampiezza o riduzione della visione dell'altro. Mi occupo della mia. Perché dovrei farmi carico di quella dell'altro? Io sono autonoma e tanto pretendo.
G. mi è prezioso perché della sua visione si occupa da solo, e a me chiede lo stesso. Senza sconti e premure.
È parte del patrimonio comune, l'impegno riguardo il limite di visione.
E ognuno è responsabile del suo limite.
Come della condivisione del limite.
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