L'attesa di un'attesa

Cmaj7

Utente
Io ho letto il tuo post iniziale e mi ricollego qui

Come lo intendi tu sentirti amato?
E una donna che ti faccia "sentire uomo"?

Puoi spiegare con qualche esempio?
Difficile da descrivere. Ci provo, magari cercando di semplificare il concetto, per entrambe le domande.
Sentirsi stimato, cercato, protetto, comprensivo nei momenti di sofferenza per un familiare; vedere interesse su ciò che l'altro vive quotidianamente, sentirsi complice nel sesso; evitare di dare sempre tutto per scontato del proprio partner.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Difficile da descrivere. Ci provo, magari cercando di semplificare il concetto, per entrambe le domande.
Sentirsi stimato, cercato, protetto, comprensivo nei momenti di sofferenza per un familiare; vedere interesse su ciò che l'altro vive quotidianamente, sentirsi complice nel sesso; evitare di dare sempre tutto per scontato del proprio partner.
Ho appena aperto un thread sull’amo.
Vuoi riportare il tuo contributo lì?
 

Cmaj7

Utente
Benvenuto. Una lira è fatta (storicamente) di 20 soldi e ti posso garantire che ci sono persone che farebbero qualsiasi cosa per arrivare ad essere amati al 95% da una persona :). Questo come metafora per dire che le aspettative assolute sono spesso irrealistiche. Quale è il tuo livello minimo di soddisfazione, come obiiettivo, come aspirazione? La realtà è fatta di persone imperfette.
Grazie per il benvenuto.
Ma non si tratta di aspettative assolute, è chiaro che non esiste la perfezione e nemmeno una cosa che le somigli.
Nel post precedente ho descritto il senso del sentirsi uomo amato, ma quello sarebbe appunto il massimo, ed è irreale. Il minimo è che mi si dica di amarmi e lo si dimostri buttandomi le braccia al collo tornando a casa, o sorprendendomi - ogni tanto - sotto le coperte invece di leggere un libro e mettersi a dormire, o negarsi quando lo faccio (facevo) io.
Mi sorprendo ancora quando sento parlare coppie che vivono il quotidiano con il 50% di quello a cui aspiravo. Allora esistono, mi dico. A meno che non raccontino tutti cazzate.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Grazie per il benvenuto.
Ma non si tratta di aspettative assolute, è chiaro che non esiste la perfezione e nemmeno una cosa che le somigli.
Nel post precedente ho descritto il senso del sentirsi uomo amato, ma quello sarebbe appunto il massimo, ed è irreale. Il minimo è che mi si dica di amarmi e lo si dimostri buttandomi le braccia al collo tornando a casa, o sorprendendomi - ogni tanto - sotto le coperte invece di leggere un libro e mettersi a dormire, o negarsi quando lo faccio (facevo) io.
Mi sorprendo ancora quando sento parlare coppie che vivono il quotidiano con il 50% di quello a cui aspiravo. Allora esistono, mi dico. A meno che non raccontino tutti cazzate.
Pensa che io davo molto di più e sono stata tradita...
 

Cmaj7

Utente
Beh, non credo che esista nessuno che possa "comporre" il tutto. Anche perché se esistesse sarebbe una persona che si metterebbe in una posizione assolutamente non invidiabile, vale a dire in quella di corrispondere al 100% di te. Altra cosa rispetto ad aprirsi con l'altro riconoscendone l'alterità. Lo trovo eh, un po', quel bambino, in tutto questo discorso. Soltanto che avere a che fare con un bambino adulto presuppone giocare a ruoli "pari". Non è che l'altro non è "pari" a te in quanto non ti capisce (e quindi per certi versi tu lo poni in un dislivello emotivo). Non è "pari" a te in quanto naturalmente "altro". Altro verso il quale mi pare di capire ti presenti con le tue mancanze e le tue omissioni, sia pure manierate.
Anche in famiglia: definisci la relazione mutilata. Monca. Ma nessun adulto da' a un altro adulto le attenzioni che un genitore da' a un bambino. Dici che da bambino hai ricevuto attenzioni "mancanti" di attenzione. E ora da adulto mi sembra che tu stia ripetendo dentro te lo stesso schema.
Prima buttavi all'esterno il desiderio di una che ti capisse, in un mondo in cui "c'è di meglio".
Guardati oggi, stai facendo la stessa cosa. E il passare del tempo, che "soffri", dice che di lì non ti stai muovendo.
Anche se fuori ti sei mosso. Non converrebbe lavorare per sincronizzare dentro e fuori, anziché restare in attesa di una attesa?
Condivido la tua riflessione. Ma non so come lavorare, come gestirmi, sono sincero. Mi arrovello, mi dico che è ora di fare ma non so da dove iniziare. Analisi basta, non avrei neanche le risorse economiche oggi.
Anni fa, a terapia già conclusa, ho incontrato casualmente in un negozio il mio analista. Mi ha detto che ha chiuso lo studio perché, dopo tanti anni, si era stufato di sentire le cazzate della gente. Mi ha ucciso.:D Da allora immagino le risate o gli sbadigli a bocca chiusa che si fanno quando i loro pazienti si sdraiano su quel lettino.
 

Cmaj7

Utente
Per me prescinde dalla ricerca (attesa? Frequentazione?) di una amante.

E' abbastanza chiaro che le frequenti "per noia", e per coltivare quella noia. Anche nel significato virante alla malinconia, che è alla radice della etimologia di questa parola.

Noia noia noia. Il mondo manca di "comprensione", e questo mi dà noia.
Ma lui alla fine di tutto questo discorso, non è un "disadattato". E' uno (come tanti) che vive nel mondo in cui ha ben visto che esistono le scopate extra. E non è che pensa di essere compreso dall'amante. Quello lo da' già per escluso, secondo me. Perché "già quella che va con uno sposato" non è controparte "pari" per lui. Lui lo fa perché vive la sua situazione come una malinconica e "romantica" condanna, nella quale dieci anni di analisi lo hanno portato a parlare in prima persona (lo fa molto) ma a non spostare di una virgola il suo punto di vista di quando era bambino. Sono gli altri a "mancare", anche quando parla di sé.
In realtà non sono un collezionista di storie clandestine; la noia incide, ma quella fase di cui tu parli l'ho passata prima della mia attuale vita "ufficiale". Comunque, l'amante che accetta di esserlo in realtà è controparte pari. Specie perché strasposata. Che a sua volta ha bisogno di mascherare a sé stessa le proprie lacune coniugali, accettandosi tra le braccia di un altro. Nel nostro caso, una relazione durata diversi anni, senza voli pindarici relativi ad un futuro insieme, via via sempre con meno frequentazioni perché minata continuamente dai suoi sensi di colpa, fino a sfinimento.
 

Skorpio

Utente di lunga data
Difficile da descrivere. Ci provo, magari cercando di semplificare il concetto, per entrambe le domande.
Sentirsi stimato, cercato, protetto, comprensivo nei momenti di sofferenza per un familiare; vedere interesse su ciò che l'altro vive quotidianamente, sentirsi complice nel sesso; evitare di dare sempre tutto per scontato del proprio partner.
Ma non essere scontati in un contesto matrimoniale è semplicemente illusorio..

Siamo tutti destinati alla scontatezza..

Da qui alle ore 22,00 io do per scontate almeno 50 cose, espressioni, commenti, movimenti di mia moglie e lei di me

E non può essere che così

È così per tutti..
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Condivido la tua riflessione. Ma non so come lavorare, come gestirmi, sono sincero. Mi arrovello, mi dico che è ora di fare ma non so da dove iniziare. Analisi basta, non avrei neanche le risorse economiche oggi.
Anni fa, a terapia già conclusa, ho incontrato casualmente in un negozio il mio analista. Mi ha detto che ha chiuso lo studio perché, dopo tanti anni, si era stufato di sentire le cazzate della gente. Mi ha ucciso.:D Da allora immagino le risate o gli sbadigli a bocca chiusa che si fanno quando i loro pazienti si sdraiano su quel lettino.

Probabilmente è uno dei motivi per cui la tua terapia è rimasta dove la descrivi :)

Il lavoro grosso lo fa ovviamente chi è in terapia, ma un terapeuta che è legato al giudizio verso chi entra nel suo studio, non è un terapeuta.

Quella roba lì si chiama born out, ad ogni buon conto.
Ma è un problema del terapeuta, non dei pazienti. O clienti che dir si voglia.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Finalmente ho capito perché sei pazza di me :D
Anche G. ha perso del tempo a cercare di trovare un appoggio a quel che lui riteneva essere il mio pazza di lui.
Ha concluso che semplicemente sono pazza (di lui è solo un complemento, ritiene):rotfl::carneval:
 
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