Posso portarvi questo racconto di cose avvenute più o meno una decina di anni fa.
I nomi (compreso quello dello studio legale) sono stati tutti pubblicati. Io non ne farò perché credo che chiunque ad un certo punto abbia diritto all'oblio.
Il contesto e' quello di uno tra i più importanti studi legali con varie sedi (anche estere), dipartimenti eccetera. Lui 50 anni, uno dei soci, sposato, ciellino, coordinatore di una area di quello studio.
Lei neo avvocatessa, non ancora trent'anni, che arriva in quello studio. Ha molto talento, finisce a lavorare sotto la supervisione di lui. E ben presto hanno una storia. Fatta di lavoro e di varie scappatelle. E non dico tutti (perché davvero in quello studio c'erano più anime che in ben altri contesti lavorativi) ma diversi avevano ben presto assistito a lui che faceva il pirla. E le voci circolano. Lei, che in quel momento lavorava dodici ore al di', iniziava pure una carriera di relatrice a convegni (quindi un ruolo che ti porta anche a "rappresentare" il nome dello studio in giro), e guadagnava comunque bene (ovviamente in rapporto ad una collaborazione) dopo un paio di anni di questa routine rimane incinta. Pare un antibiotico che avesse invalidato l'efficacia della pillola. Lui le dice di abortire, lei rifiuta. E da quel momento in studio per lei cala il gelo. Dopo anni quasi tutti facevano fatica a salutarla. Ometto altri episodi. Lavora persino il giorno in cui partorisce. Riceve telefonate di lavoro anche dall'ospedale, il giorno dopo il parto. Rientra in studio dopo neanche due mesi di maternità. Finché lui la convoca. Le dice di aver raccontato tutto a sua moglie. Di non potere (lui) trovare un lavoro adeguato nello stesso settore. E che la condizione posta dalla moglie e' quella di non proseguire nello stesso ambiente di lavoro. Lui ovviamente non si sporca le mani. La "lettera" (per i collaboratori non è invero nemmeno prevista, ma tant'è che nessuno evidentemente sapeva come levarsi il disturbo) la mandano i responsabili dell'area lavoro. E lei si è trovata a casa con una bambina. Il tempo è passato, la storia come dicevo e' stata pubblicata anche con tanto di nomi e cognomi di tutti. Lo studio ha affermato di essersi messo d'accordo con la collaboratrice per l'interruzione della collaborazione ancora durante la gravidanza (strano eh? Che ad una siano state deviate chiamate persino in ospedale.... E che rientrata nessuno le abbia fatto trovare un altro al suo posto...). Ma tant'è. La cosa che comunque le ha fatto più male e' stata l'ostilità di chi intorno a lei... Nulla aveva da recriminare a lei.
Lei ha trovato lavoro in altro studio, e continua la sua carriera anche da relatrice.
Lui e' ancora in quello studio, e' diventato pure "prof", e ha riconosciuto la bambina dopo qualche anno. Con disappunto della moglie, che più che altro mai avrebbe voluto che sui media il nome di suo marito fosse associato a quella figlia della gran vergogna.