Com'è finita?

perplesso

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Staff Forum
La statistica nelle scienze umane trova il tempo che trova, te lo dico da esperta del settore. Spesso interpretiamo i dati in un modo perché siamo convinti che le persone facciano delle scelte simili a quelle che faremmo noi, ed è sbagliato. Una persona che sposa un’altra piena di soldi verrà etichettata come persona che cercava un partner con i soldi, ma magari il detto partner è la persona più dolce del mondo ed è per questo che è stato scelto. Il fatto che sia ricco è un piacevole effetto collaterale, non il motivo primario. Tra l’altro, come dice giustamente Danny, la casualità degli eventi porta le persone a scelte che non c’entrano nulla con le leggi della normalità. Mia mamma voleva un marito pieno di soldi, ma ha sposato un uomo che di soldi ne aveva pochi. Lei era ed è sempre stata una bella donna, quindi poteva avere diversi uomini, ma la situazione famigliare l’ha fatta scappare di casa presto con qualcuno non ricco come lei voleva. La legge della normalità qui ha fallito a favore di altri fattori.
Le persone non fanno scelte razionali, siamo troppo complessi per usare solo il cervello o solo i genitali. Anch’io spesso cado nell’errore di mettere gli altri nei miei panni, e rimango puntualmente contraddetta.
insomma è il solito discorso per il quale un tornando in una ferramenta non può assemblare un aereo da ricognizione?
 

stany

Utente di lunga data
Ma guarda che io credo che basterebbe molto poco, invero.

Chiaro che se vediamo nell'altro la solita minestra riscaldata non basta niente.

Il resto? Sono emozioni. Chi le trova in qualcuno che le dà, chi pensa a trovarle in sé. Il più delle volte la seconda ipotesi e' quella che risponde alle scopate extra. Le emozioni del primo tipo sono invece quelle in cui è bello avere una casa in cui condividerle. Però voglio dire... Nessuno credo che non si senta a casa per mancate condivisioni dell'ovvio. Si parlava di rinunce, laddove e' chiaro che la nostra casa e' solo una delle nostre case possibili. E che sta a noi vederla bella, oppure un posto dove c'è la zuppa rancida. Se casa e' coppia occorre però lavorarci in due. In un rapporto in cui la coppia sta fuori dal mondo, direi che come minimo quel "fuori" deve essere assai bello. Poi ognuno la bellezza la intende come vuole. In linea generale, con un uomo nel mondo la finanza aiuta, ma non crea. In una bolla, crea anche il fatto di non trovarsi di fronte a un tirchio.
Ma tutte queste caratteristiche si vogliono anche nell'amante,in genere; proprio perché sono esigenze di chi è alla ricerca.Non siamo solo carne e sangue, e la dimostrazione è che siamo tutti alla ricerca di emozioni; a volte non sono resuscitabili con le persone che originariamente le avevano destate.
 

stany

Utente di lunga data
C'era una donna che li frequentava, era più grande di me, ma ti parlo di una cosa come vent'anni fa. Lei era strana, aveva una storia tosta (era stata violentata da una persona di colore a 18 anni quando era ancora vergine). Ogni tanto facevo un salto in bici a trovarla. Frequentava ragazzi di colore, non mi sentivo per la sua condizione di dirle in modo spudorato che forse non vedevano in lei... bè hai capito. Così un giorno trovo da lei uno di questi, ed eravamo in giardino tutti e tre a bere qualcosa, e ho parlato a lui. Gli facevo domande sull'Africa. Non ricordo più come era venuto fuori il discorso delle donne italiane ne le parole esatte che mi disse, ma più o meno il succo era che loro all'inizio credevano di "dominarli", finchè non era coinvolte, e poi erano disposte ad accettare qualsiasi cosa. Aveva detto questo come per dire che invece le donne africane non erano così, come mentalità erano diverse. Però non mi ricordo più in dettaglio.
Battutaccia: il sunto è che si era trovata bene..
Il nero oggi, più di ieri,data anche la maggior disponibilità , va'molto. Io ho le mie idee su cosa siano coinvolte le donne occidentali. Ho amici africani ,sposati con italiane e , in alcuni casi sono "diretti" dalle mogli. Non tutte le situazioni sono omologabili.
Nell'immaginario collettivo i charter di turiste tedesche o polacche hanno esclusive finalità sessualricreative;a non sempre è così.
 

Marjanna

Utente di lunga data
Battutaccia: il sunto è che si era trovata bene..
Il nero oggi, più di ieri,data anche la maggior disponibilità , va'molto. Io ho le mie idee su cosa siano coinvolte le donne occidentali. Ho amici africani ,sposati con italiane e , in alcuni casi sono "diretti" dalle mogli. Non tutte le situazioni sono omologabili.
Nell'immaginario collettivo i charter di turiste tedesche o polacche hanno esclusive finalità sessualricreative;a non sempre è così.
Bè insomma. Le era morta la madre nello stesso periodo. Per "curare" il dolore l'han chiusa in una clinica dove l'han bombardata di litio. Non son cose belle. Lasciamo perdere è meglio :)
 

stany

Utente di lunga data
Bè insomma. Le era morta la madre nello stesso periodo. Per "curare" il dolore l'han chiusa in una clinica dove l'han bombardata di litio. Non son cose belle. Lasciamo perdere è meglio :)
Purtroppo una violenza subita lascia tracce indelebili.
Poi ci sono persone che pare attirino le situazioni negative come un parafulmine.
Lasciamo perdere,vero ..
 

danny

Utente di lunga data
C'era una donna che li frequentava, era più grande di me, ma ti parlo di una cosa come vent'anni fa. Lei era strana, aveva una storia tosta (era stata violentata da una persona di colore a 18 anni quando era ancora vergine). Ogni tanto facevo un salto in bici a trovarla. Frequentava ragazzi di colore, non mi sentivo per la sua condizione di dirle in modo spudorato che forse non vedevano in lei... bè hai capito. Così un giorno trovo da lei uno di questi, ed eravamo in giardino tutti e tre a bere qualcosa, e ho parlato a lui. Gli facevo domande sull'Africa. Non ricordo più come era venuto fuori il discorso delle donne italiane ne le parole esatte che mi disse, ma più o meno il succo era che loro all'inizio credevano di "dominarli", finchè non era coinvolte, e poi erano disposte ad accettare qualsiasi cosa. Aveva detto questo come per dire che invece le donne africane non erano così, come mentalità erano diverse. Però non mi ricordo più in dettaglio.
Vero.
Per conoscenza diretta e per esperienze raccontate da persone che conosco.
In particolare ho memoria di una situazione di umiliazione subita tra l'altro da parte di una donna che potremmo definire femminista di sinistra come mentalità, una ex 68ina, impensabile in altri contesti.
Per fortuna a un certo punto è riuscita ad uscirne fuori, ovviamente dopo aver buttato via tanti, tanti soldi.
L'europeo medio non capisce un cazzo della complessità africana e si avvicina con la stessa struttura mentale che può avere nel suo contesto, senza fare distinguo o sapersi muovere. Spesso lo fa avendo incosciamente introiettato il mito europeo del buon selvaggio e sentendosi - senza averne cognizione - superiore culturalmente e in grado di gestire pertanto benissimo il rapporto.
Almeno leggere qualche libro africano potrebbe essere utile per tentare un approccio credibile... ma spesso neanche quello.
 
Ultima modifica:

danny

Utente di lunga data
Diciamo che non è proprio una inchiesta sociologica. Peggio dei vicini di casa di Danny :carneval:
I nigeriani?
Comunque, ricordo a Cuba una bella conversazione avuta una sera sulle donne nere e quelle bianche, con un cubano.
Effettivamente non c'è storia.
Va beh, lui poi era andato anche sui particolari anatomici, alla fine...:rolleyes:
 

danny

Utente di lunga data
La felicità devi trovarla dentro di te, non credo l'amore sia una delega da dare in mano ad un altro per essere felici.
Se sto bene e sono serena sono felice oggi e lo decido io.

Sei sicuro di non confondere la felicità con l'ebrezza di un giro sulla montagne russe?
E chi cerca la felicità?
 

Brunetta

Utente di lunga data
I nigeriani?
Comunque, ricordo a Cuba una bella conversazione avuta una sera sulle donne nere e quelle bianche, con un cubano.
Effettivamente non c'è storia.
Va beh, lui poi era andato anche sui particolari anatomici, alla fine...:rolleyes:
Vabbè, anche conversare con Feltri può essere interessante. Non credo che sia rappresentativo di tutti gli italiani, visto che non lo è neppure del figlio.
Poi dire africano è molto più generico del dire italiani o europei, senza dire delle influenze europee attraverso la colonizzazione tradizionale e poi culturale.
A dir la verità io ho qualche problema anche a essere definita lombarda o del mio paese di residenza...
 

Marjanna

Utente di lunga data
Vero.
Per conoscenza diretta e per esperienze raccontate da persone che conosco.
In particolare ho memoria di una situazione di umiliazione subita tra l'altro da parte di una donna che potremmo definire femminista di sinistra come mentalità, una ex 68ina, impensabile in altri contesti.
Per fortuna a un certo punto è riuscita ad uscirne fuori, ovviamente dopo aver buttato via tanti, tanti soldi.
L'europeo medio non capisce un cazzo della complessità africana e si avvicina con la stessa struttura mentale che può avere nel suo contesto, senza fare distinguo o sapersi muovere. Spesso lo fa avendo incosciamente introiettato il mito europeo del buon selvaggio e sentendosi - senza averne cognizione - superiore culturalmente e in grado di gestire pertanto benissimo il rapporto.
Almeno leggere qualche libro africano potrebbe essere utile per tentare un approccio credibile... ma spesso neanche quello.
Io questo l'ho notato sin da piccola. Quando in spiaggia giravano i venditori ambulanti detti "vu cumprà" e tutte le signore si mettevano a dibattere sul prezzo, alcune facendo moine per avere un poco di sconto. Loro d'altro canto approcciano donne "spiaggiate" coperte di sudore e anche non attraenti con "bellissima".
Alcune li fermano per noia, come fosse un passatempo. Ma se stai 5 minuti a guardare asciugamani, e questo s'è fermato ha poggiato tutta la sua merce, l'ha aperta per mostrartela, non puoi mandarlo via dicendo "grazie ma ne ho già di asciugamani", un italiano ti direbbe "azzo mi hai fermato a fare allora", ma con l'africano si fa.
Comunque sarebbe interessante se ti andasse di aprire un topic a parte dove raccontare un po' della complessità africana a cui fai riferimento, visto che ormai non si tratta più di poche persone, ma sempre più ci sono famiglie intere che si possono incontrare. Condividiamo con loro le stesse strutture e per alcuni anche di più, ma non conosciamo niente della loro cultura.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Io questo l'ho notato sin da piccola. Quando in spiaggia giravano i venditori ambulanti detti "vu cumprà" e tutte le signore si mettevano a dibattere sul prezzo, alcune facendo moine per avere un poco di sconto. Loro d'altro canto approcciano donne "spiaggiate" coperte di sudore e anche non attraenti con "bellissima".
Alcune li fermano per noia, come fosse un passatempo. Ma se stai 5 minuti a guardare asciugamani, e questo s'è fermato ha poggiato tutta la sua merce, l'ha aperta per mostrartela, non puoi mandarlo via dicendo "grazie ma ne ho già di asciugamani", un italiano ti direbbe "azzo mi hai fermato a fare allora", ma con l'africano si fa.
Comunque sarebbe interessante se ti andasse di aprire un topic a parte dove raccontare un po' della complessità africana a cui fai riferimento, visto che ormai non si tratta più di poche persone, ma sempre più ci sono famiglie intere che si possono incontrare. Condividiamo con loro le stesse strutture e per alcuni anche di più, ma non conosciamo niente della loro cultura.
Ma perché capiamo tutte le famiglie pugliesi o venete?
E poi, suvvia, credo che qui nessuno possa pensare di vivere in una famiglia modello.
 

Marjanna

Utente di lunga data
Ma perché capiamo tutte le famiglie pugliesi o venete?
E poi, suvvia, credo che qui nessuno possa pensare di vivere in una famiglia modello.
No ma se Danny conosce qualcosa di più a me piacerebbe leggerlo.
 

danny

Utente di lunga data
Io questo l'ho notato sin da piccola. Quando in spiaggia giravano i venditori ambulanti detti "vu cumprà" e tutte le signore si mettevano a dibattere sul prezzo, alcune facendo moine per avere un poco di sconto. Loro d'altro canto approcciano donne "spiaggiate" coperte di sudore e anche non attraenti con "bellissima".
Alcune li fermano per noia, come fosse un passatempo. Ma se stai 5 minuti a guardare asciugamani, e questo s'è fermato ha poggiato tutta la sua merce, l'ha aperta per mostrartela, non puoi mandarlo via dicendo "grazie ma ne ho già di asciugamani", un italiano ti direbbe "azzo mi hai fermato a fare allora", ma con l'africano si fa.
Comunque sarebbe interessante se ti andasse di aprire un topic a parte dove raccontare un po' della complessità africana a cui fai riferimento, visto che ormai non si tratta più di poche persone, ma sempre più ci sono famiglie intere che si possono incontrare. Condividiamo con loro le stesse strutture e per alcuni anche di più, ma non conosciamo niente della loro cultura.
Non potrei farlo. L'Africa è un continente, diviso tra tante culture, con tradizioni anche tribali diverse e differenti tra loro, che ho volutamente compresso nel termine complessità africana, tanto per dire che hanno più punti in comune un tedesco e un italiano che un capoverdiano e un senegalese.
il vero problema è che l'Europeo li considera uguali a noi e grossomodo equivalenti tra loro, proprio perché non ha questa sensibilità e cultura per discernere.
L'esempio che cito sempre è quello dei turisti che vanno a Capoverde e comprano maschere del cazzo finte senegalesi dai senegalesi pensando che siano testimonianze locali, quando i capoverdiani non sopportano i senegalesi, loro vicini dal punto di vista geografico.
L'approccio del'Europeo dovrebbe essere umile e timoroso.
Umile perché l'incontro di culture diverse non deve diventare scontro ma se possibile occasione di arricchimento: già pensare che si possano cancellare secoli di storia diversa semplicemente avendo la possibilità di vivere in Europa accedendo al consumismo è un atto di presunzione. Chi vive da noi porta con sé la sua cultura e la sua struttura, per la cui assimilazione forse ci vorranno parecchie generazioni, ma solo se i matrimoni misti prevarranno sui matrimoni all'interno dello stesso gruppo etnico, ovvero si mescoleranno le diverse culture.
Timoroso perché nessuna delle due culture prevarrà sull'altra e come ho detto prima l'Africa è un continente complesso, vuol dire assimilare a un Italia che ha un secolo di mezzo di storia ma può dirsi vagamente unita solo da 50 anni altre culture neppure miscibili tra loro. Noi italiani mettiamo sullo stesso piano Mauritani con Libici, Egiziani con Algerini, Tunisini con Nigeriani etc etc ma spesso è tutta gente che mal si tollera tra loro, anche all'interno dei singoli stati, non per niente l'Africa ha la maggior quantità di tribù del mondo: pensa solo al Kenya che ne ha 44 tribuconclamate divise in 3 grandi gruppi ma sul piano effettivo ne ha molte di più!!!!
Il Kenya non è solo quella fantastica meta turistica che è Malindi... Vogliamo parlare dei Mungiki? 500.000 adepti tempo fa?
L'italiano ha un approccio tremendo con l'Africa: ne rimane affascinato ma non capisce un cazzo.
Quella nostra amica - non posso raccontare bene la storia perché il padre è persona nota in politica - arrivò al punto di diventare quarta moglie di un uomo in uno stato dell'Africa Centrale.
Pensava con la solita mentalità da europea media cresciuta nel 68 di potercela fare...
Ha solo buttato via parte del patrimonio di famiglia.
E non è difficile capire perché...
 
Ultima modifica:

Marjanna

Utente di lunga data
Non potrei farlo. L'Africa è un continente, diviso tra tante culture, con tradizioni anche tribali diverse e differenti tra loro, che ho volutamente compresso nel termine complessità africana, tanto per dire che hanno più punti in comune un tedesco e un italiano che un capoverdiano e un senegalese.
il vero problema è che l'Europeo li considera uguali a noi e grossomodo equivalenti tra loro, proprio perché non ha questa sensibilità e cultura per discernere.
L'esempio che cito sempre è quello dei turisti che vanno a Capoverde e comprano maschere del cazzo finte senegalesi dai senegalesi pensando che siano testimonianze locali, quando i capoverdiani non sopportano i senegalesi, loro vicini dal punto di vista geografico.
L'approccio del'Europeo dovrebbe essere umile e timoroso.
Umile perché l'incontro di culture diverse non deve diventare scontro ma se possibile occasione di arricchimento: già pensare che si possano cancellare secoli di storia diversa semplicemente avendo la possibilità di vivere in Europa accedendo al consumismo è un atto di presunzione. Chi vive da noi porta con sé la sua cultura e la sua struttura, per la cui assimilazione forse ci vorranno parecchie generazioni, ma solo se i matrimoni misti prevarranno sui matrimoni all'interno dello stesso gruppo etnico, ovvero si mescoleranno le diverse culture.
Timoroso perché nessuna delle due culture prevarrà sull'altra e come ho detto prima l'Africa è un continente complesso, vuol dire assimilare a un Italia che ha un secolo di mezzo di storia ma può dirsi vagamente unita solo da 50 anni altre culture neppure miscibili tra loro. Noi italiani mettiamo sullo stesso piano Mauritani con Libici, Egiziani con Algerini, Tunisini con Nigeriani etc etc ma spesso è tutta gente che mal si tollera tra loro, anche all'interno dei singoli stati, non per niente l'Africa ha la maggior quantità di tribù del mondo: pensa solo al Kenya che ne ha 44 tribuconclamate divise in 3 grandi gruppi ma sul piano effettivo ne ha molte di più!!!!
Il Kenya non è solo quella fantastica meta turistica che è Malindi... Vogliamo parlare dei Mungiki? 500.000 adepti tempo fa?
L'italiano ha un approccio tremendo con l'Africa: ne rimane affascinato ma non capisce un cazzo.
Quella nostra amica - non posso raccontare bene la storia perché il padre è persona nota in politica - arrivò al punto di diventare quarta moglie di un uomo in uno stato dell'Africa Centrale.
Pensava con la solita mentalità da europea media cresciuta nel 68 di potercela fare...
Ha solo buttato via parte del patrimonio di famiglia.
E non è difficile capire perché...
Mi sembra ugualmente interessante visto che non sono cose di cui si parla spesso, e tra le tante da seguire spesso non c'è il tempo per approfondire.
Io non pensavo tanto a chi si trova in relazioni con persone africane, ma chi si trova a interagire con loro lavorando in qualche struttura. Mi è capitato in ospedale di sentire dei medici discutere di un caso dove X persona si era portata dietro il figlio di 8 anni per fare da traduttore. Loro all'inizio non avevano capito e avevano vietato al figlio di entrare in ambulatorio. Alla fine gli è toccato farlo entrare perchè neppure capivano che lingua parlasse la persona, ma era pur sempre un bambino che doveva tradurre anche cose "tecniche". E loro erano stupiti che questa persona fosse partita da casa con l'idea di far svolgere questo compito al figlio. Nella mentalità italiana ad un bambino si dice "la mamma sta poco bene, va dal dottore" e rimane a casa con la nonna. Non viene proprio a conoscenza di dettagli tecnici, specie nel caso di problematiche di una certa gravità.
 

danny

Utente di lunga data
Mi sembra ugualmente interessante visto che non sono cose di cui si parla spesso, e tra le tante da seguire spesso non c'è il tempo per approfondire.
Io non pensavo tanto a chi si trova in relazioni con persone africane, ma chi si trova a interagire con loro lavorando in qualche struttura. Mi è capitato in ospedale di sentire dei medici discutere di un caso dove X persona si era portata dietro il figlio di 8 anni per fare da traduttore. Loro all'inizio non avevano capito e avevano vietato al figlio di entrare in ambulatorio. Alla fine gli è toccato farlo entrare perchè neppure capivano che lingua parlasse la persona, ma era pur sempre un bambino che doveva tradurre anche cose "tecniche". E loro erano stupiti che questa persona fosse partita da casa con l'idea di far svolgere questo compito al figlio. Nella mentalità italiana ad un bambino si dice "la mamma sta poco bene, va dal dottore" e rimane a casa con la nonna. Non viene proprio a conoscenza di dettagli tecnici, specie nel caso di problematiche di una certa gravità.
Io so poco e niente e non mi permette neppure di trattare l'argomento.
Ci sono libri, articoli, testimonianze più puntuali di qualsiasi cosa posso dire.
Qualcosa lo so dai racconti di viaggio o dai viaggi, qualcosa da persone che ho conosciuto, qualcosa dagli amici di mia figlia.
Ma sempre troppo poco. Niente, direi.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Mi sembra ugualmente interessante visto che non sono cose di cui si parla spesso, e tra le tante da seguire spesso non c'è il tempo per approfondire.
Io non pensavo tanto a chi si trova in relazioni con persone africane, ma chi si trova a interagire con loro lavorando in qualche struttura. Mi è capitato in ospedale di sentire dei medici discutere di un caso dove X persona si era portata dietro il figlio di 8 anni per fare da traduttore. Loro all'inizio non avevano capito e avevano vietato al figlio di entrare in ambulatorio. Alla fine gli è toccato farlo entrare perchè neppure capivano che lingua parlasse la persona, ma era pur sempre un bambino che doveva tradurre anche cose "tecniche". E loro erano stupiti che questa persona fosse partita da casa con l'idea di far svolgere questo compito al figlio. Nella mentalità italiana ad un bambino si dice "la mamma sta poco bene, va dal dottore" e rimane a casa con la nonna. Non viene proprio a conoscenza di dettagli tecnici, specie nel caso di problematiche di una certa gravità.
Ma il bambino, “miracolosamente” per la madre, ha imparato la lingua in pochi mesi e lei crede che lui sia in grado di trovare nella lingua madre i termini italiani. Ovviamente questo non accade, non solo perché il bambino non conosce i termini tecnici, ma soprattutto perché la mentalità scientifica è proprio estranea a quella cultura.
Del resto anche da noi la mentalità scientifica viene quotidianamente messa in dubbio.
Ma, del resto, quella donna non avrebbe altro modo per comunicare.
Il problema è fornire le basi linguistiche, evitando gli errori compiuti altrove.
Ho conosciuto una americana di seconda generazione. È impressionante che tutte le sue amicizie fb abbiano cognomi italiani. L’integrazione vi è stata a livello lavorativo, ma non a livello amicale.
 
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