Il dolore

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Old Asudem

Guest
Si parlava oggi di ferite e di dolore.
Il dolore con cui tutti conviviamo, chi più chi meno, che ci accompagna , ospite indesiderato quanto costante, durante tutto il corso della vita.
Io credo di avere raggiunto una buona soglia di sopportazione grazie al caparbio e fastidioso perpetrarsi di situazioni dolorose che mi hanno colpito per alcuni anni. Uno dei due doveva soccombere. Non sono stata io.Tanto che ,per un bel pezzo, ho avuto la percezione che la mia vita sarebbe stata costellata solo dal dolore.
Invece per qualche tempo si è dileguato.
Mi ha dato tregua anche se, ammetto, non ho mai abbassato la soglia di attenzione e di prontezza nell'affrontarlo. Sono convinta, infatti ,che una buona preparazione sia un'alleata impareggiabile nell'affronto.
Poi, l'anno scorso, si è ripresentato, come un odioso e puntuale esattore , dandomi una bella legnata nell'unica breccia aperta ed a rischio: gli affetti.
Mi ha strappato una persona a cui volevo molto bene. Un amico, un ex amante, una presenza molto viva e vicina alla mia vita e quotidiano.
E l'ha fatto nella maniera più subdola e schifosa:con la malattia, piano piano, lentamente, facendomi assaporare ogni bocconcino della sua perfidia.
Sbandamento totale, perdita di riferimenti,e crollo.
Non c'ero più abituata.
Non sapevo come affrontarlo questa volta.
Invece è passata.
Oggi mi punzecchia con le uniche armi che ha, i ricordi. Armi micidiali e subdole che lo ravvivano come legna in un camino acceso. Ma li ricaccio nell'angolino e vado avanti. Conscia che l'unica arma che ho è il tempo.
Tempo per dimenticare , non la persona che non ho più ma quel dolore che bruciava insopportabilmente al momento e che ora è un sordo malessere che riesco a dominare. Tempo per sostituire le emozioni con la testa, il raziocinio, la ragione.
Non sono guarita ma ho messo addosso l'armatura.
E per preparami ad altri colpi la indosso ogni giorno puntuale, come un vestito da provare.
Mi aspetto il colpo e mi preparo
E serve. Mi aiuta.
Quindi che ci serve? tempo e armature.
Alla fine si riduce a quello.
Basta mettersi il vestitino.
Pesante ma efficace.
Sembra niente ma ho già il viso più disteso.(I corti di Aldo, Giovanni e Giacomo)
 

MK

Utente di lunga data
Tempo per sostituire le emozioni con la testa, il raziocinio, la ragione.
Non sono guarita ma ho messo addosso l'armatura.
E per preparami ad altri colpi la indosso ogni giorno puntuale, come un vestito da provare.
Bisognerebbe passarci attraverso, senza armature... lo so, è disumano... Sono stata fortunata nella mia vita, ho sfiorato il dolore, pochi mesi fa. Cercavo di non pensarci. Al dopo. Sono stata fortunata, tutto si è risolto miracolosamente.
Ti abbraccio. Mai chiudersi comunque. Non passa il dolore ma non passa nemmeno l'amore...
 
O

Old Asudem

Guest
Bisognerebbe passarci attraverso, senza armature... lo so, è disumano... Sono stata fortunata nella mia vita, ho sfiorato il dolore, pochi mesi fa. Cercavo di non pensarci. Al dopo. Sono stata fortunata, tutto si è risolto miracolosamente.
Ti abbraccio. Mai chiudersi comunque. Non passa il dolore ma non passa nemmeno l'amore...
non mi chiudo affatto.
Anzi.
Anch'io sono stata e sono fortunata.
tanto, e considererei una bestemmia lamentarmi.
Era una riflessione.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Ognuno se lo cuce il vestitino...talvolta appare un po' liso...ma regge
 
O

Old Holly

Guest
Ho dovuto farci i conti presto con il dolore...
Avevo 9 anni e ho perso mio padre, ricordo che non ho versato una lacrima, al contrario delle mie sorelle.
A volte mi arrabbio con me stessa, perchè magari piango per delle emerite cavolate e non quando è il caso, provo quasi un senso di vergogna ad esternare il mio dolore, non riesco a spiegarmelo.
Mi capita spesso di sognare che per qualche motivo piango come una disperata e al risveglio sto meglio.
La perdita di mio padre mi ha fatto crescere ansiosa, sempre con la paura di perdere tutto, di rimanere sola.
Un po' con il tempo sono migliorata, ma va a periodi.
 
O

Old Asudem

Guest
Ho dovuto farci i conti presto con il dolore...
Avevo 9 anni e ho perso mio padre, ricordo che non ho versato una lacrima, al contrario delle mie sorelle.
A volte mi arrabbio con me stessa, perchè magari piango per delle emerite cavolate e non quando è il caso, provo quasi un senso di vergogna ad esternare il mio dolore, non riesco a spiegarmelo.
Mi capita spesso di sognare che per qualche motivo piango come una disperata e al risveglio sto meglio.
La perdita di mio padre mi ha fatto crescere ansiosa, sempre con la paura di perdere tutto, di rimanere sola.
Un po' con il tempo sono migliorata, ma va a periodi.
Holly che cosa incredibile!
la tua storia è la mia!
Anch'io a 9 anni ho perso mio padre e anch'io non ho pianto. Confusa , stupita e sentendomi maledettamente diversa e strana per la secchezza dei miei occhi tra il mare di lacrime che gli altri versavano.
E anch'io provo quasi un senso di vergogna ad esternare il mio dolore. Come se ne fossi la causa.
E quell'angoscia di perdere tutto è nella frase che ho scritto della percezione del dolore come compagno.
Incredibile.
 

Mari'

Utente di lunga data
Medusa, tutti i dolori che ho collezionato nella vita ne ho fatto una specie di collana ... sono le mie perle piu' care/preziose.

Col tempo il dolore si modella, e sembra quasi che tu possa ammaestrarlo, tenergli testa ... ma sono i ricordi che ti fottono, ma questo non e' grave anzi ... guai se sparissero i ricordi, non saresti quello che sei oggi.

Tienili cari e ben stretti nel tuo cuore, perche' sono i dolori che ti fanno crescere.
 
O

Old Asudem

Guest
Medusa, tutti i dolori che ho collezionato nella vita ne ho fatto una specie di collana ... sono le mie perle piu' care/preziose.

Col tempo il dolore si modella, e sembra quasi che tu possa ammaestrarlo, tenergli testa ... ma sono i ricordi che ti fottono, ma questo non e' grave anzi ... guai se sparissero i ricordi, non saresti quello che sei oggi.

Tienili cari e ben stretti nel tuo cuore, perche' sono i dolori che ti fanno crescere.
un prezzo caro, quello dei ricordi, che si paga volentieri.
Che strano però: si ha così pudore e ritrosia a parlare del proprio dolore quando è l'unica costante che ci unisce tutti indistintamente.
 
O

Old Holly

Guest
Io non sono voluta neanche andare al funerale, sono rimasta a casa con mia nonna che non stava bene, non mi sembrava neanche vero, o non volevo accettarlo... non so...
Certo è che sono insicura e per me non esistono certezze.
 
O

Old Asudem

Guest
Io non sono voluta neanche andare al funerale, sono rimasta a casa con mia nonna che non stava bene, non mi sembrava neanche vero, o non volevo accettarlo... non so...
Certo è che sono insicura e per me non esistono certezze.
quanti anni hai Holly?
 

MK

Utente di lunga data
Ho un grande rispetto

per il dolore... L'ho soltanto sfiorato, come ho detto prima. Ma la prima reazione è stata proprio quella, la non accettazione. Il solo pensiero di dovere affrontare il dolore davvero... Probabilmente non ce la farei...
 
O

Old Asudem

Guest
per il dolore... L'ho soltanto sfiorato, come ho detto prima. Ma la prima reazione è stata proprio quella, la non accettazione. Il solo pensiero di dovere affrontare il dolore davvero... Probabilmente non ce la farei...
ce la fai, ce la fai. Come tutti.
Non c'è nulla che non si riesca ad affrontare.
 
O

Old Asudem

Guest
Non lo so. Non ci penso. Non ci voglio pensare. E' un mio limite...
Certo. Pensare a come prepararsi al dolore è follia.
Solo che ci sono eventi nella vita che sono sistematici, prevedibili e calcolabili. E devi metterli in conto.
Penso alla perdita di una persona che ami. Penso alla perdita dei genitori, alla vecchiaia e ..
alègher alègher il bus del cu l'è negher

Scusate, come argomento non è proprio il massimo


perchè si sentiamo in dovere di sdrammatizzare e di sbeffeggiare anche il dolore? sarà un modo anche questo di scalfirlo?
 

Mari'

Utente di lunga data
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Old Asudem

Guest
53 tondi tondi, visto che oggi è il mio compleanno!!!!
auguri!!!

io ne ho 41. E ho iniziato a soffrire veramente, a sentire veramente la mancanza di mio padre dopo quasi 6 anni dalla sua morte.
E' stata una cosa improvvisa, me la ricordo ancora. Eri in palestra al liceo.
Che cosa strana.
Al dolore è subentrato un senso di rabbia nei suoi confronti.
E' capitato anche a te?
Oltre al fatto che, mannaggia sembra uno stereotipo, mi son spesso scelta uomini più grandi di me.
 

MK

Utente di lunga data
Certo. Pensare a come prepararsi al dolore è follia.
Solo che ci sono eventi nella vita che sono sistematici, prevedibili e calcolabili. E devi metterli in conto.
Penso alla perdita di una persona che ami. Penso alla perdita dei genitori, alla vecchiaia e ..
alègher alègher il bus del cu l'è negher

Scusate, come argomento non è proprio il massimo


perchè si sentiamo in dovere di sdrammatizzare e di sbeffeggiare anche il dolore? sarà un modo anche questo di scalfirlo?

Infatti quando è arrivato a me non ero preparata. Come sempre ho pensato a cosa fare, praticamente. Giorno per giorno. Come un automa. Senza pensare, senza riflettere. Non potevo fermarmi e pensare al dopo. Sarei crollata...
 

Mari'

Utente di lunga data
Certo. Pensare a come prepararsi al dolore è follia.
Solo che ci sono eventi nella vita che sono sistematici, prevedibili e calcolabili. E devi metterli in conto.
Penso alla perdita di una persona che ami. Penso alla perdita dei genitori, alla vecchiaia e ..
alègher alègher il bus del cu l'è negher

Scusate, come argomento non è proprio il massimo


perchè si sentiamo in dovere di sdrammatizzare e di sbeffeggiare anche il dolore? sarà un modo anche questo di scalfirlo?
Medu' ... ma va nu poc afffancul si
senza offesa eh
 
Stato
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