Con me è un modo per non ottenere nulla in genere.
Tranne una cospicua sequela di domande e osservazioni volte a contestualizzare quel "brava" che solitamemente scoraggia anche i più arditi.
In pratica, la prendo con ironia.
Ma devo dire che, raramente, mi viene rivolta la frase.
Quando mi capita intorno sento un fondo di disprezzo che da giovane mi spingeva a vedere chi accetta come una sorta "vittima" ponendomi di conseguenza. Ho realizzato tardi che spesso chi accetta si muove sullo stesso identico asse.
In me funziona come una specie di chiave.
Tutto ciò che appartiene al campo "se ..... allora ....".
Se colgo questo tipo di prospettiva, o allo stesso modo l'accettazione di questo tipo di prospettiva, per me è la chiave che apre la porta ad ogni cosa sia funzionale a me. Le premure relazionali sono spente.
L'altro che appartiene a questa prospettiva di ragionamento, attivamente o passivamente, per me è carne da macello.
E' oltre il disprezzo, nella mia percezione. Il disprezzo mi richiede la considerazione dell'esistenza dell'altro.
Qui viro proprio nella non considerazione dell'altro. Nella sua inesistenza in relazione a me.
Posso fare sconti se colgo deficit cognitivi o di derivazione ambientale/culturale.
Ma se un tempo quei deficit finivano nel sacco delle giustificazioni, dopo aver girovagato fra chi giustificavo, ho capito che è proprio un assetto mentale e di stile di vita. Filosofico direi. E l'ignoranza stupida è una aggravante. (nel senso che l'ignoranza degli stupidi è infestante ben peggio dell'ignoranza degli intelligenti).
Quindi sono più che altro sconti sull'uso. (a seconda dell'umore, per la verità).
Ora come ora, o c'è di mezzo una patologia, e quindi la mia considerazione è in luce della sintomatologia della patologia, oppure sei carne da macello.
Da giovane ero più reattiva. E sentivo di dover rispondere immediatamente.
Mi sentivo punta sul vivo nella considerazione di me. (una cosa tipo "ma pensi che sia imbecille?)
Adesso non sono particolarmente interessata alla considerazione generale di me.
Quindi archivio. Tengo lì in memoria.
Quando mi serve, vado a prendere l'appunto.
E' una informazione importante per delineare la prospettiva di chi si affida a questo tipo di struttura comunicativa.
Chi comunica usando il "se tu .... allora io..." ha quel tipo di modalità relazionale.
Che è poi il motivo per cui ascolto se mi vengono rivolte frasi di questa impostazione e non metto paletti a riguardo. Anzi.
A volte lascio proprio lo spazio perchè si esprimano, Stimolo l'espressione, in modo anche accogliente. E raccolgo.
Mi serve per stabilire le licenze nella relazione.
E' uno dei miei inferni preferiti.
Freddo. Calmo. Lento. Costante.
