Ipa, di annientare il virus non se ne parla per ora
Di convicerci limitando i danni nella popolazione sì.
Nel momento in cui restano interdetti gli spazi di aggregazione hai una potente limitazione della diffusione.
Poi ci possono anche essere i coglioni che ti organizzano un rave party con 4000 persone in una fabbrica abbandonata.
Con un decente controllo del territorio arrivi, muri tutto e li lasci dentro per un mese a morire di stenti, isolando il tutto come fosse Chernobyl, poi passi il napalm e hai sterilizzato tutto.
Scherzi a parte, il compromesso è l'unica scelta possibile.
Mia moglie riprenderà a lavorare senza stipendio. La ditta riapre per riuscire a fare il fatturato sufficiente per pagare le spese e le tasse e sopravvivere, mia moglie per mantenere il posto.
Per altri sarà anche peggio.
È un compromesso, non una soluzione.
Non si risolveranno tutte le situazioni e non si può non pensare che ci potranno essere ancora un certo numero di malati e morti per un po' e che tante ditte chiuderanno e ci sarà una crisi economica.
Non c'è in questo momento alcuna scelta possibile che consenta di proteggere tutti.
Mi ricito, ho il sospetto che non ci siamo intesi dopo averti letto in questo post.
Per me invece la fase due è vivere CON il virus.
Malgrado...sono troppo pigra. E la vita è troppo breve per combattere con le circostanze.
Il CON al posto di MALGRADO, nelle mie intenzioni esprime un qualcosa di ben preciso.
Ossia il fatto che a coinvolgermi non è la guerra con un virus (se ne è parlato parecchio della differenza concettuale fra guerra e pandemia).
Per me il virus non è un nemico, men che meno da distruggere.
E' un attore in più che partecipa alla mia vita.
O meglio, che mi impone di partecipare della sua presenza.
A coinvolgermi è la sfida del cambiamento.
Di pensiero. Di stile di vita. Di organizzazione.
Io sono positivamente coinvolta.
Ecco perchè CON.
E non malgrado.
Non mi sento passiva di fronte a questa situazione.
Mi piacciono le sfide che vedo. Sono curiosa.
Per certi versi entusiasta del cambiamento.
che per me ci voleva comunque.
Lo dicevo ridendo mesi fa con
@abebis che più che al sole io guardavo alla natura.
Un esempio molto concreto.
vivo con tre gatti da più di 15 anni.
Vivere CON loro, mi rende entusiasta - anche se a volte stanca - di avere vestiti per la casa (che possono essere impelati da loro che mi vengono in braccio, si strusciano, si rotolano) avere un budget dedicato a loro e alle loro necessità. Organizzare la mia vita tenendo conto della loro presenza.
Col un virus...per me è una cosa molto simile.
E' nella mia vita. Io l'ho accolto.
Ci vivo insieme scegliendo come per quanto mi è possibile.
E non mi costa fatica, come ho ripetuto più volte, è solo questione di organizzazione e pianificazione.
E adattamento a NUOVE condizioni.
Innovazione. Cambiamento.
Certo è che, a differenza dei miei gatti, col regal virus, non mi dimentico la strage nelle RSA, le falle del sistema sanitario, il sacrifico della salute in forza dell'economia, le sperimentazioni che si sono fatte, si fanno e si faranno, i disabili e gli psichiatrici dimenticati, le donne abbandonate nella violenza, il silenzio su tutto quello che era già, non fosse la straordinarietà della tensione al ritorno a qualcosa che dal mio punto di vista è stato già semplicemente spazzato via.
Ma. Se devo cercare le cause di tutto questo, non le trovo comunque in un virus.

Il virus è stato un detonatore di qualcosa che era già lì. E che è responsabilità delle persone.
E' ben chiaro che il mio gatto difficilmente potrà uccidermi (ma non è detto), al regal virus la cosa riesce piuttosto facilmente, specialmente nelle condizioni in cui siamo.
Quindi avrò attenzioni diverse che coi miei mici nella convivenza.
Il non dimenticare entra a far parte della mia nuova organizzazione di vita.
E comprende il render onore.
L'annientamento del virus, non mi ha mai neanche sfiorata.
Vedo molto più probabile che un virus, se non questo un prossimo, annienti noi.
Una cosa mi si è ben fissata in mente.
Non è sulla responsabilità e sulla flessibilità della gente che si può contare.
Anzi.
Come dicevo, mi spaventa più la gente sbalinata che vuol tornare indietro, del virus stesso.