Sinceramente se sullo stadio ci guadagna Caltagirone o simile o un fondo estero, non vedo grandi differenze.
Anche perché, come Mani pulite ci ha insegnato, vi è un sistema di matrioske o di scatole cinesi di società che possiedono società che possiedono altre società ed è arduo risalire a chi realmente è il proprietario. Se il territorio lo devasta un italiano non sono più contenta. Abbiamo fatto da soli dal dopoguerra devastando ovunque. Ma ora la devastazione è finanziaria. Ne ho parlato più volte. Ma il problema sembra essere Zara, spagnola, che vende vestiti fatti in oriente.
La differenza rispetto al passato è notevole ed è l'altro problema grande dell'Italia.
Finché il sistema di corruzione manteneva i soldi sul territorio, tutto sommato rientravano in qualche modo nell'economia reale.
E' un po' come il nero dei commercianti, che magari serviva a comprare la seconda casa a Cervinia o l'Alfetta.
Con l'elusione per esempio i soldi escono dall'Italia e non contribuiscono in alcun modo all'economia reale.
Gli stessi fondi mantengono edifici inutilizzati senza alcun problema: non hanno interessi produttivi, ma finanziari.
Frega zero a loro se un palazzo uffici viene utilizzato esattamente per la funzione per cui è stato realizzato, non è quello l'obiettivo.
L'economia finanziaria pian piano parassita le risorse dell'economia reale, se non sei abbastanza forte o hai governanti stolti o corrotti.
Gli Italoamericani faranno gli interessi quindi di chi ha investito in quel Fondo, drenando risorse dal nostro territorio.
Il sistema è ottimale anche per altri scopi, come è intuibile, avendo a disposizione risorse di dubbia origine.
Il problema si ha anche cl debito, dove TUTTI commettono l'errore di attribuire al debito il problema, quando in realtà sono gli interessi il termine della questione e il rapporto sfavorevole col PIL.
Il paragone frequente col Giappone denota l'ignoranza: è sempre e solo sul debito.
Il debito non era un problema nel momento in cui era in mano agli italiani e forniva loro un discreto guadagno. Oggi è in mano a investitori istituzionali e non preserva nemmeno dall'inflazione. Si capisce che chi lo acquista lo fa a determinate condizioni, in pratica tiene la popolazione italiana per le palle, e non come prima, esattamente il contrario.
Dopo anni così, dopo un accordo di cambio sfavorevole per lira/euro, dopo aver accettato supinamente, anzi convalidato, la legge sulla compensazione di CO2, ovvero il drenaggio di risorse dai produttori di auto tradizionali a quelle elettriche, meravigliarsi che l'economia italiana consenta ancora qualche spazio di crescita minima è quasi un obbligo. Ma sarà per poco.