mah...io alle superiori ero una sfigata, dal punto di vista dello studio.
Trovavo noiosissimo il frequentare, in particolare dovermi alzare e iniziare alle 8 di mattina.
Il programma non l'ho mai trovato stimolante, mi bastava leggere una volta e sapevo le cose, mi annoiavo da morire!
Gli insegnanti erano settoriali, a me si aprivano collegamenti e domande nella testa e raramente trovavo risposte da loro.
Mi arrangiavo studiando da sola.
Ho trovato stimolante per davvero solo qualche prof di filosofia e uno in particolare di religione che, forse mi aveva vista, e mi aveva iniziata alla teologia e all'antropologia.
Ergo non facevo un cazzo e pensavo piuttosto a socializzare. E a fare cazzate
Ed era veramente mortificante...poter fare il cazzo che volevo e uscirne comunque praticamente impunita.
A parte le reprimende moralistiche e bigotte, che trovavo comunque infondate da un punto di vista logico e che quindi mi toccavano il tanto che serviva per contenermi e non esser maleducata.
Mai stata bocciata, mai copiato.
Consegnavo direttamente in bianco se non avevo voglia di fare.
Alla fine mi bastava il secondo quadrimestre. Ed era mortificante per me...non trovare nessuna sfida nelle loro proposte.
Poi finalmente sono andata all'università, mi sono presa due lauree, qualche master...e pure oggi studiare è la mia passione fondamentale.
La scuola non è una buona rappresentazione delle persone.
E' una buona rappresentazione solo di una fetta di popolazione, ma esclude una gran fetta.
D'altro canto non potrebbe esser diversamente.
Direi che è però riduttivo utilizzarla come termine di paragone.