È importante distinguere tra credo religioso e quello che può esistere di
supporto a questo (nel caso della Chiesa Cattolica Romana, il Vaticano).
Ognuno è libero di credere quello che preferisce, dato che non esiste
il reato di opinione, e di incontrarsi con un qualunque numero di persone
purchè non si configuri il reato di associazione a delinquere.
La mia opinione in merito, quale che sia, può essere condivisa o meno dal
prossimo che è anche libero di averne una opposta, nonchè di comportarsi
incoerentemente rispetto a qualunque cosa egli scelga di credere
C'è chi crede che dio è morto, precisamente il 16 Agosto del 1977, altri
potrebbero invece credere che viva in Africa, vicino di casa di uno
sciamano bianco che si fa chiamare Mr. Mojo Raisin.
Il problema è costituito dai politici che vedono come strategia di mercato
vincente la scelta di posizioni vicine al volere dei ministri di un culto
ritenuto condiviso dalla maggioranza dei cittadini, di fatto promuovendo
l'esistenza di una "religione di stato" che è ovviamente una contraddizione
in termini. Una collusione i cui vantaggi vengono percepiti dai politici in
termini di popolarità e quindi voti, e da parte del clero nella possibilità
di influenzare sia la vita politica di una data nazione che vicende
giudiziarie il cui iter potrebbe arrivare a causare danni d'immagine ai
ministri del culto in oggetto.
Nel caso specifico del Vaticano, la Santa Sede non esita inoltre a rivendicare
l'extraterritorialità delle indagini provenienti dall'esterno dell'enclave
riguardanti i propri uffici o collaboratori. Basti pensare che lo scandalo
che si abbattè sullo IOR, tuttora vivo e vegeto, ebbe presso la Santa Sede
il solo effetto noto, seppure tardivo, di terminare la carriera di monsignor
Marcinkus che lasciava dopo 18 anni la dirigenza della Banca Vaticana
trasferito in una anonima diocesi del midwest statunitense; sorte invidiabile
rispetto a quanti finirono invece protagonisti di brutti processi e bei
funerali...
Se pensiamo che ogni ditta può avere al suo interno persone non all'unisono
con la missione aziendale, questo può essere particolarmente vero per una
organizzazione che al fine di mantenere la propria presenza nel mondo intero
necessita di un quantitativo di personale sufficientemente elevato per tale
scopo.
Se commettere atti criminosi è incompatibile con la missione della Santa Sede
nel mondo, ciò non impedisce che esponenti del clero possano delinquere.
Questo non dovrebbe meravigliare nessuno, nè tantomeno la Santa Sede può
essere ritenuta responsabile di aver reclutato tali individui come parte
del proprio organico, ma lo è invece per il fatto di tentare di smorzare le
inchieste ed ostacolare le indagini relative ai crimini che la vedono
coinvolta. Pagare il silenzio di vittime e testimoni, trasferire i colpevoli
e vittimizzarsi pubblicamente arrivando anche a negare il proprio
coinvolgimento.