Miciolidia
Utente di lunga data
Allah è grande
storiella vissuta attraverso la testimonianza diretta di un mio amico che me ne dava cronaca attraverso il cellulare.
Parte per la capitale. Volendo stare in pace durante le 6 ore di viaggio ( doveva lavorare) acquista biglietto in prima classe con prenotazione obbligatoria.
Parte ...e... poco dopo, prima di bologna salgono 2 donne, un uomo e un bambino ...mussulmani tutti e 4.
le signore con appena i due occhietti che appaiono da quella fessura che mi piace tanto.ma sappiamo bisogna garantire i LORO diritti anche in un paese diverso dal loro
ENTRANO IN PRIMA CLASSE, SCOMPARTIMENTO A 6 POSTI, due dei quali occupati da questo mio amico e da una anziana signora.
Incominciano a parlare in ITALIANO e in arabo tra di loro, parloacce, un tono di voce altissimo, la bambina che piange..insomma...questo mio amico mi chiama incazzato nero sfogandosi perchè non riusciva a lavorare in pace come si era ripromesso, nemmeno a leggere, nè tantomeno a riposarsi.
Arriva finalmente il controllore.
invita a presentare il biglietto..e...sorpresa: i seguaci di Allah NON hanno Né prenotazione, nè tantomeno il biglietto di PRIMA CLASSE.
invitati ad uscire...incominciano a urlare e a minacciare dichiarando apertamente che da quel posto NON SE ne sarebbero andati.
Nel frattempo a bologna arriva il passeggero che aveva acquistato e prenotato uno dei posti che quei quattro occupavano abusivamente.
Apre lo scompartimento e
chiede gentilmente di fruire del diritto acquisito .
chiede gentilmente di fruire del diritto acquisito .
Volete sapere come è andata a finire?
Indovinate.
ve la faccio breve:
Quei quattro NON SI SONO MOSSI da quello scompartimento, e il povero signore è stato accompagnato in un posto in seconda classe.Il treno era stracolmo.
I mussulmani,invece, non solo NON hanno pagato la differenza, ma hanno inveito con tutto il repertorio di bestemmie in italiano verso quel povero pirla di controllore ..argomentando che non essendo in grado di comprendere la nostra lingua non potevano capire nulla di quello che gli veniva contestato.