Ma è proprio sbagliata l'idea che si debba avere fiducia, oltretutto incondizionata, in un sistema.
In sistema è un insieme di procedure, applicate da esseri umani, con finalità predeterminate. Quindi, le procedure sono imperfette e chi le applica ancora di più.
Poi parliamo di un sistema che ha come oggetto la ricerca della verità, che è un oggetto sfuggente e non raggiungibile pienamente.
Bisogna conoscere il sistema e metterlo costantemente in dubbio, non averne fiducia.
Hai ragione.
Per "fiducia" intendo comunque una cosa molto semplice: la ragionevole certezza che un giudice non sia un imbecille, non sia professionalmente incapace e non agisca in malafede.
Pretendo che il "sistema", una volta accertata l’assoluta idiozia e inettitudine di un magistrato, lo espella di fatto da qualunque percorso di carriera, impedendogli di continuare a produrre danni sotto la copertura dell’irresponsabilità istituzionale.
Se proprio non si ha il coraggio di licenziarlo, lo si releghi almeno a mansioni innocue, dove non possa rovinare vite: ad esempio far fotocopie.
Il caso Tortora resta la "colonna infame" del Novecento italiano, una vergogna incancellabile inflitta dallo Stato a un innocente, dalla quale la magistratura italiana ha subìto un danno di immagine incalcolabile.