Per me il criterio è il bene dei figli.
Credo che tutti concordiamo che, se un figlio manifesta dei problemi, si chiudono i rubinetti, per il suo bene. Di certo non avrebbe senso finanziare il consumo di droga.
Ma se mio figlio mi dice, papà, voglio andare a vivere da solo o sposarmi o trasferirmi a Parigi per lavoro, trovo sia normale, se se ne ha la possiblità, aiutarlo a essere in condizione di fare la sua scelta. Ma la scelta deve essere del figlio. Non può essere ti do 100.000 euro, ma la casa la compri al terzo piano, perché a me piace così.
Io immagino il rapporto tra genitori e figli adulti come un rapporto appunto adulto, in cui ci si confronta e ci si aiuta, ma senza prevaricare.