Breve tassonomia (non autorizzata) delle donne single intorno ai cinquanta.

Jim Cain

Utente di lunga data
A grande (ehm😀) richiesta, la versione femminile.

Breve tassonomia (non autorizzata) delle donne single intorno ai cinquanta

C’è un’età in cui le persone smettono di raccontarsi per quello che sono e iniziano a raccontarsi per quello che non vogliono più essere. Intorno ai cinquanta succede spesso questo: stessi contenuti di sempre, ma con una nuova interfaccia di autodifesa.

1. La Reclusa
Ha trasformato la solitudine in un piccolo trattato personale: casa, letto, libro, gatto e una pace interiore raccontata con tale convinzione da sembrare una verità universale.
La teoria è solidissima, a prova di discussione.
Poi entra in scena un uomo che le piace davvero e, senza troppi preamboli, letto, libro e gatto prendono il volo dalla finestra.
Se nessuno entra in scena, la solitudine resta una scelta di principio, elegante, ben raccontata.

2. La Prudente Disincantata
Le relazioni passate l’hanno resa diffidente: promesse mancate, finali poco eleganti, entusiasmi consumati.
Non è cinica per natura, lo è per esperienza.
Osserva molto, concede poco, pesa le persone prima ancora delle parole.
Resta spesso sulla soglia: non chiude la porta, ma non la spalanca.

3. La Comunicatrice Ambigua
Comunica come un trailer ben montato: poco dialogo, molte immagini.
Tacchi in primo piano, scollatura strategica, coscia che entra in scena con la discrezione di un cameo.
Non parla di legami, non parla di coppie: parla per suggestioni.
È un invito a guardare, non a entrare.
In fondo, il messaggio implicito è quello di una specie di casting permanente: attirare attenzioni, osservare chi si avvicina e poi decidere chi, eventualmente, merita il passo successivo.

3.1 La Falsa Morigerata
Sottoinsieme della precedente, parla di valori, di discrezione, di cose autentiche.
Poi, quando si tratta di dinamiche reali, coltiva con cura l’ambiguità: non mostra, ma suggerisce; non espone, ma allude.
Non gioca a fare la seduttrice, gioca a fare quella che “non gioca”, che è una seduzione più raffinata e, se vogliamo, più insidiosa.
Il messaggio implicito è: io non sono come le altre, salvo poi usare strumenti molto simili, solo con una confezione più rispettabile e ambigua.

4. La Donna Autosufficiente
Non ha bisogno di dimostrare di stare bene da sola: lo fa e basta.
Non teorizza l’indipendenza, la pratica.
Se c’è qualcuno nella sua vita è per scelta, non per riempire vuoti.
Non manda segnali, non costruisce personaggi, non gioca con l’ambiguità.
Se arriva qualcuno che vale la pena, apre la porta.
Se non arriva nessuno, continua a vivere la sua vita, senza farne un manifesto.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
3.1. mi sono ribaltato. Ottima finezza
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Adesso vanno declinate a letto. Fai te?
 

Etta

Utente di lunga data
A grande (ehm😀) richiesta, la versione femminile.

Breve tassonomia (non autorizzata) delle donne single intorno ai cinquanta

C’è un’età in cui le persone smettono di raccontarsi per quello che sono e iniziano a raccontarsi per quello che non vogliono più essere. Intorno ai cinquanta succede spesso questo: stessi contenuti di sempre, ma con una nuova interfaccia di autodifesa.

1. La Reclusa
Ha trasformato la solitudine in un piccolo trattato personale: casa, letto, libro, gatto e una pace interiore raccontata con tale convinzione da sembrare una verità universale.
La teoria è solidissima, a prova di discussione.
Poi entra in scena un uomo che le piace davvero e, senza troppi preamboli, letto, libro e gatto prendono il volo dalla finestra.
Se nessuno entra in scena, la solitudine resta una scelta di principio, elegante, ben raccontata.

2. La Prudente Disincantata
Le relazioni passate l’hanno resa diffidente: promesse mancate, finali poco eleganti, entusiasmi consumati.
Non è cinica per natura, lo è per esperienza.
Osserva molto, concede poco, pesa le persone prima ancora delle parole.
Resta spesso sulla soglia: non chiude la porta, ma non la spalanca.

3. La Comunicatrice Ambigua
Comunica come un trailer ben montato: poco dialogo, molte immagini.
Tacchi in primo piano, scollatura strategica, coscia che entra in scena con la discrezione di un cameo.
Non parla di legami, non parla di coppie: parla per suggestioni.
È un invito a guardare, non a entrare.
In fondo, il messaggio implicito è quello di una specie di casting permanente: attirare attenzioni, osservare chi si avvicina e poi decidere chi, eventualmente, merita il passo successivo.

3.1 La Falsa Morigerata
Sottoinsieme della precedente, parla di valori, di discrezione, di cose autentiche.
Poi, quando si tratta di dinamiche reali, coltiva con cura l’ambiguità: non mostra, ma suggerisce; non espone, ma allude.
Non gioca a fare la seduttrice, gioca a fare quella che “non gioca”, che è una seduzione più raffinata e, se vogliamo, più insidiosa.
Il messaggio implicito è: io non sono come le altre, salvo poi usare strumenti molto simili, solo con una confezione più rispettabile e ambigua.

4. La Donna Autosufficiente
Non ha bisogno di dimostrare di stare bene da sola: lo fa e basta.
Non teorizza l’indipendenza, la pratica.
Se c’è qualcuno nella sua vita è per scelta, non per riempire vuoti.
Non manda segnali, non costruisce personaggi, non gioca con l’ambiguità.
Se arriva qualcuno che vale la pena, apre la porta.
Se non arriva nessuno, continua a vivere la sua vita, senza farne un manifesto.
Tra 11 anni lo rileggerò e ti diro’ chi sarò. 😁
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
A grande (ehm😀) richiesta, la versione femminile.

Breve tassonomia (non autorizzata) delle donne single intorno ai cinquanta

C’è un’età in cui le persone smettono di raccontarsi per quello che sono e iniziano a raccontarsi per quello che non vogliono più essere. Intorno ai cinquanta succede spesso questo: stessi contenuti di sempre, ma con una nuova interfaccia di autodifesa.

1. La Reclusa
Ha trasformato la solitudine in un piccolo trattato personale: casa, letto, libro, gatto e una pace interiore raccontata con tale convinzione da sembrare una verità universale.
La teoria è solidissima, a prova di discussione.
Poi entra in scena un uomo che le piace davvero e, senza troppi preamboli, letto, libro e gatto prendono il volo dalla finestra.
Se nessuno entra in scena, la solitudine resta una scelta di principio, elegante, ben raccontata.

2. La Prudente Disincantata
Le relazioni passate l’hanno resa diffidente: promesse mancate, finali poco eleganti, entusiasmi consumati.
Non è cinica per natura, lo è per esperienza.
Osserva molto, concede poco, pesa le persone prima ancora delle parole.
Resta spesso sulla soglia: non chiude la porta, ma non la spalanca.

3. La Comunicatrice Ambigua
Comunica come un trailer ben montato: poco dialogo, molte immagini.
Tacchi in primo piano, scollatura strategica, coscia che entra in scena con la discrezione di un cameo.
Non parla di legami, non parla di coppie: parla per suggestioni.
È un invito a guardare, non a entrare.
In fondo, il messaggio implicito è quello di una specie di casting permanente: attirare attenzioni, osservare chi si avvicina e poi decidere chi, eventualmente, merita il passo successivo.

3.1 La Falsa Morigerata
Sottoinsieme della precedente, parla di valori, di discrezione, di cose autentiche.
Poi, quando si tratta di dinamiche reali, coltiva con cura l’ambiguità: non mostra, ma suggerisce; non espone, ma allude.
Non gioca a fare la seduttrice, gioca a fare quella che “non gioca”, che è una seduzione più raffinata e, se vogliamo, più insidiosa.
Il messaggio implicito è: io non sono come le altre, salvo poi usare strumenti molto simili, solo con una confezione più rispettabile e ambigua.

4. La Donna Autosufficiente
Non ha bisogno di dimostrare di stare bene da sola: lo fa e basta.
Non teorizza l’indipendenza, la pratica.
Se c’è qualcuno nella sua vita è per scelta, non per riempire vuoti.
Non manda segnali, non costruisce personaggi, non gioca con l’ambiguità.
Se arriva qualcuno che vale la pena, apre la porta.
Se non arriva nessuno, continua a vivere la sua vita, senza farne un manifesto.
Ovviamente qui dentro sono tutte 4 senza se e senza ma
 

hammer

Utente di lunga data
A grande (ehm😀) richiesta, la versione femminile.

Breve tassonomia (non autorizzata) delle donne single intorno ai cinquanta

C’è un’età in cui le persone smettono di raccontarsi per quello che sono e iniziano a raccontarsi per quello che non vogliono più essere. Intorno ai cinquanta succede spesso questo: stessi contenuti di sempre, ma con una nuova interfaccia di autodifesa.

1. La Reclusa
Ha trasformato la solitudine in un piccolo trattato personale: casa, letto, libro, gatto e una pace interiore raccontata con tale convinzione da sembrare una verità universale.
La teoria è solidissima, a prova di discussione.
Poi entra in scena un uomo che le piace davvero e, senza troppi preamboli, letto, libro e gatto prendono il volo dalla finestra.
Se nessuno entra in scena, la solitudine resta una scelta di principio, elegante, ben raccontata.

2. La Prudente Disincantata
Le relazioni passate l’hanno resa diffidente: promesse mancate, finali poco eleganti, entusiasmi consumati.
Non è cinica per natura, lo è per esperienza.
Osserva molto, concede poco, pesa le persone prima ancora delle parole.
Resta spesso sulla soglia: non chiude la porta, ma non la spalanca.

3. La Comunicatrice Ambigua
Comunica come un trailer ben montato: poco dialogo, molte immagini.
Tacchi in primo piano, scollatura strategica, coscia che entra in scena con la discrezione di un cameo.
Non parla di legami, non parla di coppie: parla per suggestioni.
È un invito a guardare, non a entrare.
In fondo, il messaggio implicito è quello di una specie di casting permanente: attirare attenzioni, osservare chi si avvicina e poi decidere chi, eventualmente, merita il passo successivo.

3.1 La Falsa Morigerata
Sottoinsieme della precedente, parla di valori, di discrezione, di cose autentiche.
Poi, quando si tratta di dinamiche reali, coltiva con cura l’ambiguità: non mostra, ma suggerisce; non espone, ma allude.
Non gioca a fare la seduttrice, gioca a fare quella che “non gioca”, che è una seduzione più raffinata e, se vogliamo, più insidiosa.
Il messaggio implicito è: io non sono come le altre, salvo poi usare strumenti molto simili, solo con una confezione più rispettabile e ambigua.

4. La Donna Autosufficiente
Non ha bisogno di dimostrare di stare bene da sola: lo fa e basta.
Non teorizza l’indipendenza, la pratica.
Se c’è qualcuno nella sua vita è per scelta, non per riempire vuoti.
Non manda segnali, non costruisce personaggi, non gioca con l’ambiguità.
Se arriva qualcuno che vale la pena, apre la porta.
Se non arriva nessuno, continua a vivere la sua vita, senza farne un manifesto.
L'argomento è interessante e intrigante.
Confesso la mia totale ignoranza sulla materia, ma il tipo 4 mi piace molto.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
a che devo questo filosofeggiare?
Niente di filosofico😄
È nato tutto dall’osservare come stanno evolvendo alcune persone che conosco.
La parte inquietante è che queste 'teorie da bar' poi funzionano davvero nella vita reale: le vedi camminare davanti a te con nome e cognome.
E la parte ancora più inquietante è che certi schemi li avevo anche previsti: non perché sia un genio, ma perché immagini che prima o poi debbano succedere, e poi puntualmente ti confermano la previsione.
Ci sono persone, comportamenti e relative evoluzioni estremamente prevedibili.
 
Ultima modifica:

Andromeda4

Utente di lunga data
Dico che non è facile ammettere che se non passa nessuno, la solitudine diventa improvvisamente una scelta altissima, quasi spirituale.

Tanto per dirne una.
Sai quante volte ho sentito le mie consorelle dirmi "non c'è nessuno che valga la pena! Quelli che incontro sono tutti stronzi... tutti uguali... tutti cafoni..." e via di seguito.
 
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