Vacco se sono rimasto indietro in cosi poche ore di assenza.
Volevo rispondere nel dettaglio ad alcuni commenti pre volo di rientro a casa (Giovedi tarda sera), ma poi ci sono stati cosi tanti messaggi che ho perso completamente il filo, ho appena terminato di leggerli tutti e appunto il filo è perso.
Mi ha appassionato moltissimo la diatriba tra
@Arcistufo ,
@ParmaLetale e
@ipazia.
Qui cerchiamo inevitabilmente di generalizzare e stabilire delle dinamiche comuni e orizzontali a tutti i tradimenti, ma credo che questo sia assolutamente impossibile.
E credo esistano situazioni dove la responsabilità è tutta del traditore, che davvero "va in confusione" e si lancia in questa scelta che poi si rivela veramente un errore, e per definirlo tale mi riferisco a quegli errori dove si è tradito il proprio desiderio (vorresti tornare indietro, l'esperienza non è stata significativa, non ti rappresenta e tanto altro).
Analogamente ci saranno anche quelle situazioni dove la responsabilità è davvero tutta del tradito, dove veramente ha spinto il partner nelle braccia di un'altro, con mancanze evidenti al limite del disinteresse totale. E il tradimento è invece stato un vero momento di verità e liberazione, la sliding door migliore che il traditore possa aver mai immaginato e il suo ricordo più caro.
Si tradisce all'interno di coppie felici, di relazioni funzionali e con comunicazioni eccellenti.
Cosi come si tradisce all'interno di coppie infelici, relazioni disfunzionali e senza comunicazione alcuna.
Però in mezzo la varietà è talmente tanta e tale che cercare di stabilire delle regole è quasi ridicolo.
Ma se siamo qui, difficile resistere alla tentazione di scrivere la "legge universale del tradimento" e tutti ogni tanto ci proviamo.
Poi in realtà a mala pena riusciamo a comprendere il caso singolo