La scelta

feather

Utente tardo
Bisogna capire non tanto il gesto e le ragioni ma cio' che la persona era (prima), e' stata (durante) e vuole essere (ora, nel futuro) - questa parte e' il riconoscimento.
Ma quale vuoi che sia la ragione? La stessa di tutti, vivere felici e appagati.
La butto lì, a lei mancava qualcosa nel rapporto con te, il problema è che invece di parlartene e cercare una soluzione insieme ha deciso di tentare di risolversi il problema da sola.
Io le farei una domanda sola: "perché non me ne hai parlato?"
Ma 9 su 10 la risposta onesta sarebbe stata: perché non potevo rischiare una tua mancata comprensione, aiuto o una tua incazzatura col rischio concreto di far saltare un matrimonio che le dà sicurezza e la fa stare bene. Da qui la conclusione di arrangiarsi.
Della serie, meglio chiedere perdono che permesso.
Ora, forse, in terapia uscirà cosa le è mancato e forse anche una soluzione per coprire questa sua necessità. Ma la garanzia che non succederà più non l'avrai mai. Ma neanche con un'ipotetica compagna futura che conosceresti ancora meno della tua moglie attuale ora che si è mostrata con le sue luci e ombre
 

Alphonse02

Utente di lunga data
E ma non posso capirlo essendo all'oscuro di tutto.
Le due cose vanno insieme, come posso sapere cosa significa per me se non so: cosa l'ha spinta, cosa si e' detta per autorizzarsi, come si e' sentita con quest'altra persona, come ha fatta a portarla cosi avanti se le sembrava sbagliato farlo, e' una cosa che considera sbagliata nei suoi valori, cosa le piaceva di lei nel tradimento, e tante altre domande che mi scrivo (sono tutte nel mio diario) e portero' in terapia.

Devo capire cosa ho davanti per sapere cosa significa per me.
Al momento non so cosa ho davanti: solo qualche fatto che ho scoperto da solo.

Ma il fatto in se' e' quasi irrilevante, e' la motivazione che c'e' dietro che svela tutto, rivela la persona.
E quindi solo allora potro' capire cosa significa per me questa parte della persona che ho di fronte.

Infatti anche la psicoterapeuta ci ha detto che bisognera' parlarne assolutamente, quando avremo un vocabolario comune - ma e' il motivo per cui siamo in terapia, altrimenti la decisione era gia' stata presa.
Trovo encomiabile la tenacia che dimostri nell' approfondire cosa sia passato per la testa di tua moglie (le motivazioni) ma sembri non avere idee chiare su quanto siano credibili le sue dichiarazioni in proposito. È una questione di fiducia, che tende a scomparire in molti traditi quando scopri di essere stato preso in giro.

Da ciò che hai precisato dopo, appari deciso a rinviare ogni decisione in proposito a quando lei ti avrà comunicato la "sua" versione. A quel punto, dovrai decidere se credere a quella versione e non è detto che tu non esiga altre versioni e che lei si presti a fornirle, con flessibilità.
E se e quando deciderai di crederle sappi che compi un "atto di fede", che non è razionale, ma che, a somiglianza del tradimento, è una decisione che è destinata a lasciare un segno indelebile nella vita di entrambi. Nulla è come prima, c' è sempre un rimescolio di sentimenti, rancori sommersi e rimpianti, desideri e bisogni di certezze. E una dose variabile di ipocrisia che serve ad impastare il tutto.

Provi a ricercare un "nuovo" equilibrio che ti troverai a verificare tra 6-12 mesi, quando la spinta passionale della riappacificazione si sarà attenuata e la nuova routine di coppia potrebbe rivelarsi insoddisfacente per uno o per entrambi i partners.

È quello il punto realmente "critico" della riappacificazione. Te l' hanno detto senza troppe cerimonie almeno tre avvocati (che si occupano di diritto di famiglia) qui nel forum, che ci sono passati personalmente in modo diretto o indiretto, che corri il rischio di sentirti lacerato dalla incertezza e sfiducia.
Parlano sulla base della esperienza, cioè dei riscontri dei fatti.

Passato quel punto, può risultare logorato ogni sentimento che rimane nella coppia, si cade nel baratro della insoddisfazione esistenziale.
Pochi riescono realmente a stabilire nuove basi di una convivenza matura e durevole.

Nella mia esperienza, all' incirca la metà delle coppie saltano definitivamente al primo vero "tagliando". Le altre vanno avanti come possono, fanno i conti con periodiche crisi di "rigetto", che richiedono tolleranza da parte di tutti (partners di coppia e talvolta pure i figli) per essere superate, spesso nascondendosi sotto lo stendardo del "bene" per i figli e della unità familiare. Il tempo trascorre e alla fine livella ogni escrescenza.

L' unico consiglio che mi sento di darti è quello di crearti interessi tuoi, un angolo di vita tutto tuo, nel quale poterti rifugiare quando spira vento di crisi.
 

Nicky

Utente di lunga data
Mah.
Generalmente donne e uomini vanno a letto insieme quando c'è reciproca attrazione sessuale.
Spesso, come sa bene chi frequenta questo forum, l'essere sposati è un dettaglio trascurabile.
Ma penso che il punto sia questo, lui vuole sapere se per lei il matrimonio è un dettaglio trascurabile o se è stata mossa da circostanze che difficilmente si ripresenteranno.
E può avere ragione, in fondo è più facile essere traditi da una persona che non lo ha mai fatto, che da una persona che lo ha fatto e lo ha elaborato.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Ciao a tutti, vi aggiorno un po’ sulle ultime.

Dopo il mio rientro a metà febbraio, i primi giorni sono continuati sulla falsa riga precedente: zero comunicazione, quasi astio. Poi c’è stata la prima seduta di psicoterapia di coppia. Io inizialmente ero uscito molto stanco (sono esausto dopo ogni seduta, ma allora non lo sapevo ancora) e avevo interpretato quella stanchezza come sconforto, quasi con la tentazione di sospendere.

Nei giorni immediatamente successivi però mia moglie è cambiata radicalmente: una mattina si alza e finalmente a colazione parla, è gentile con le bambine e con me. Ha iniziato anche a cercare un riavvicinamento tra noi, dicendomi una sera quanto fosse dispiaciuta di quello che ha fatto, che è stata una cosa orribile e che vuole mettercela tutta per riparare – la terapia le ha dato una speranza.
Tra noi è tornata anche una forte attrazione fisica, con grande intensità: c’erano di nuovo quella tensione tra di noi, gli sguardi, il desiderio di cercarsi. Inizialmente è stata lei a dirmi che lo voleva molto, ma io mi sono fermato: non volevo che il corpo corresse troppo avanti rispetto alla testa e al cuore. Poi mi sono lasciato andare e ritrovarsi nel sesso è stato molto intenso.

Tuttavia, mentre da un lato ci riavvicinavamo quasi “come se niente fosse”, dentro di me sentivo crescere sempre di più il grande nodo, l’“elefante nella stanza”: il tradimento e tutto quello che ancora non sapevo.

Una sera ho provato ad affrontare l’argomento fuori dalla terapia. Volevo farle capire quanto per me fosse importante la trasparenza e quanto fosse necessario dedicare energie specifiche alla riparazione del danno. Quella conversazione però è finita male. Lei ha vissuto il tutto come una pressione e la discussione è deragliata anche sul tema della separazione legale, che per lei rimane un grande ostacolo. Siamo finiti molto distanti e quella sera c’era parecchia tensione tra noi. Abbiamo quindi deciso di lasciare alla terapia le questioni spinose, almeno per ora. Nei giorni successivi la tensione è passata e siamo stati ancora molto bene insieme su tanti piani.

La seconda seduta è stata molto intensa, anche se preferisco non entrare troppo nei dettagli perché sono momenti molto personali. Posso dire però che è stata una seduta emotivamente molto forte, in cui il mio dolore è venuto fuori in modo molto evidente.

È emersa anche una dinamica che probabilmente ci accompagna da tempo. Io nelle relazioni e nella vita in generale tendo a dare molto, spesso al 120%: mi attivo, faccio, dimostro, mi prendo carico delle cose quasi in anticipo. È proprio un mio modo di stare nel rapporto e nella vita, che ho sempre dato per scontato, ma quando mi e’ stato mostrato come eccessivo mi ha sorpreso, come se per me fosse semplicemente normale, il modo in cui stanno tutti. Il problema è che davanti a questa intensità lei spesso si spegne e si ritrae. In terapia è venuto fuori che dietro questo c’è un forte senso di non essere abbastanza: come se la mia continua attivazione le facesse sentire di non riuscire mai a stare allo stesso livello o a ricambiare davvero. Quando percepisce di non riuscirci, scatta l’inadeguatezza e tende a chiudersi ancora di più.

È emerso anche chiaramente che per lei parlare del tradimento è estremamente difficile, dice per senso di colpa e vergogna. A un certo punto pero’ ha anche detto una frase che mi ha ferito molto: ha definito quella storia “una cosa sua”.

Mi ha ferito perché’ io sento il bisogno opposto: per poter restare in questa relazione ho bisogno di capire. Sia i dettagli, ma soprattutto il senso di quello che è successo: cosa ha rappresentato per lei, come è stato possibile, che posto occupa oggi dentro di lei.

Dentro di me convivono due immagini molto diverse della stessa persona, ed è come se ci fossero due animali che lottano.
Uno è quello che vede la donna che amo, la madre delle mie figlie, la persona con cui ho costruito la mia vita e con cui sento ancora una connessione molto forte.
L’altro è quello che vede la persona che mi ha mentito e tradito, e che in quei mesi ha fatto delle scelte che ai miei occhi appaiono meschine, quasi disgustose / spregevoli, difficili da conciliare con tutto il resto.
Finché questi due animali restano in lotta dentro di me, io non trovo pace.

Verso la fine della seduta la terapeuta ci ha chiesto di scrivere su un foglio quale emozione proviamo quando pensiamo al tradimento.
Io ho scritto “devastazione”, lei “paura”.
Mi è rimasto molto impresso questo contrasto. Io sono immerso nel dolore di quello che è successo, mentre lei sembra soprattutto spaventata da quello che ha fatto e dalle conseguenze. Forse è proprio in questo spazio tra devastazione e paura che dovremo lavorare nei prossimi mesi.

Alla fine torno sempre allo stesso punto: il vero nodo per me non è solo quello che è successo, ma cosa ha significato davvero per lei. Solo capendo questo potrò sapere se quei due animali possono convivere.

Nel frattempo continuiamo la terapia, la giudiziale ci attende e io cerco di rimanere il più possibile nel presente, sapendo che per ora non ho elementi per prendere nessuna decisione. Non è facile, perché il sistema dentro di me è molto attivo e spesso in allerta. Ma in questo momento mi sembra che l’unica cosa sensata da fare sia dare tempo ai fatti di mostrarsi.
Gioca pure a fare terapia di coppia.
Tanto la giudiziale corre
Quand'è la prima udienza?
 

danny

Utente di lunga data
Ma quale vuoi che sia la ragione? La stessa di tutti, vivere felici e appagati.
La butto lì, a lei mancava qualcosa nel rapporto con te, il problema è che invece di parlartene e cercare una soluzione insieme ha deciso di tentare di risolversi il problema da sola.
Io le farei una domanda sola: "perché non me ne hai parlato?"
Ma 9 su 10 la risposta onesta sarebbe stata: perché non potevo rischiare una tua mancata comprensione, aiuto o una tua incazzatura col rischio concreto di far saltare un matrimonio che le dà sicurezza e la fa stare bene. Da qui la conclusione di arrangiarsi.
Della serie, meglio chiedere perdono che permesso.
Ora, forse, in terapia uscirà cosa le è mancato e forse anche una soluzione per coprire questa sua necessità. Ma la garanzia che non succederà più non l'avrai mai. Ma neanche con un'ipotetica compagna futura che conosceresti ancora meno della tua moglie attuale ora che si è mostrata con le sue luci e ombre
Anche perché spesso ciò che manca in un rapporto non lo puoi assolutamente trovare in esso.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Ma penso che il punto sia questo, lui vuole sapere se per lei il matrimonio è un dettaglio trascurabile o se è stata mossa da circostanze che difficilmente si ripresenteranno.
E può avere ragione, in fondo è più facile essere traditi da una persona che non lo ha mai fatto, che da una persona che lo ha fatto e lo ha elaborato.
Confucio? Sun Tzu?
 

hammer

Utente di lunga data
Ma penso che il punto sia questo, lui vuole sapere se per lei il matrimonio è un dettaglio trascurabile o se è stata mossa da circostanze che difficilmente si ripresenteranno.
E può avere ragione, in fondo è più facile essere traditi da una persona che non lo ha mai fatto, che da una persona che lo ha fatto e lo ha elaborato.
Capisco, ma per me si tratta di tutte elucubrazioni che lasciano il tempo che trovano.
L’unico fatto rilevante è che mia moglie è stata con un altro uomo, per di più nel mio letto.
Le ragioni e le dinamiche riguardano lei: sarà lei, eventualmente, a doverle analizzare e spiegare a se stessa.
Non mi riguardano.
Per quanto mi riguarda, la considererei una pratica già chiusa e archiviata.
Sarei già lontano. Irraggiungibile. Altra vita, altre emozioni, altri amori, altre donne.
 

Nicky

Utente di lunga data
Capisco, ma per me si tratta di tutte elucubrazioni che lasciano il tempo che trovano.
L’unico fatto rilevante è che mia moglie è stata con un altro uomo, per di più nel mio letto.
Le ragioni e le dinamiche riguardano lei: sarà lei, eventualmente, a doverle analizzare e spiegare a se stessa.
Non mi riguardano.
Per quanto mi riguarda, la considererei una pratica già chiusa e archiviata.
Sarei già lontano. Irraggiungibile. Altra vita, altre emozioni, altri amori, altre donne.
Ma che il tuo punto di vista sia questo, è chiaro. Non ti interessa, perché non ti interessa stare con una donna che è stata con un altro uomo, non la vuoi più per quel fatto.
Altri non sono come te, è un fatto rilevante, ma non lo giudicano di per sé sufficiente per chiudere una relazione.
 

hammer

Utente di lunga data
Ma che il tuo punto di vista sia questo, è chiaro. Non ti interessa, perché non ti interessa stare con una donna che è stata con un altro uomo, non la vuoi più per quel fatto.
Altri non sono come te, è un fatto rilevante, ma non lo giudicano di per sé sufficiente per chiudere una relazione.
Non sono così estremo e intransigente come appare.
Ci sono casi di infedeltà che meritano accurate riflessioni prima di decidere se chiudere la pratica.
L'infedeltà può essere anche giustificata.
Sono proprio le dinamiche specifiche di questo caso che mi porterebbero a pensare di avere sposato, per errore, una donna non all'altezza.
 

cipolino

Utente di lunga data
Ma penso che il punto sia questo, lui vuole sapere se per lei il matrimonio è un dettaglio trascurabile o se è stata mossa da circostanze che difficilmente si ripresenteranno.
E può avere ragione, in fondo è più facile essere traditi da una persona che non lo ha mai fatto, che da una persona che lo ha fatto e lo ha elaborato.
Non ne sono convinto, neanche un po': volente o nolente, la prima volta che tradisci devi distruggere tutta un'impalcatura che hai dentro, devi abbattere dei muri, devi vincere quella che in fondo è la tua educazione, perché il concetto di "tradimento", quale che esso sia, è condannato in qualunque ambito, in qualunque società e in qualunque epoca storica.

Dopo, non resta più niente da distruggere: il lavoro è già fatto.

Certo, a meno che non inizi a tradire dalle medie, quando le relazioni sono un po'... così... e poi cresci continuando: a quel punto, è solo il tuo modus operandi!
 

Brunetta

Utente di lunga data
Mica è sempre così.
Succede quando si parte da un presupposto SBAGLIATO, ovvero che quella persona non sarà mai capace di fare quella determinata cosa.
L'errore è il tuo.
E ho ben visto che era un presupposto sbagliato!
 

Pincopallino

Utente di lunga data
Capisco, ma per me si tratta di tutte elucubrazioni che lasciano il tempo che trovano.
L’unico fatto rilevante è che mia moglie è stata con un altro uomo, per di più nel mio letto.
Le ragioni e le dinamiche riguardano lei: sarà lei, eventualmente, a doverle analizzare e spiegare a se stessa.
Non mi riguardano.
Per quanto mi riguarda, la considererei una pratica già chiusa e archiviata.
Sarei già lontano. Irraggiungibile. Altra vita, altre emozioni, altri amori, altre donne.
Magari ha messo pure il tuo accappatoio e le tue ciabatte….😂😂😂
 

Nicky

Utente di lunga data
Non ne sono convinto, neanche un po': volente o nolente, la prima volta che tradisci devi distruggere tutta un'impalcatura che hai dentro, devi abbattere dei muri, devi vincere quella che in fondo è la tua educazione, perché il concetto di "tradimento", quale che esso sia, è condannato in qualunque ambito, in qualunque società e in qualunque epoca storica.

Dopo, non resta più niente da distruggere: il lavoro è già fatto.

Certo, a meno che non inizi a tradire dalle medie, quando le relazioni sono un po'... così... e poi cresci continuando: a quel punto, è solo il tuo modus operandi!
E' vero, ma è una questione di "bisogno". Secondo me, se diventi consapevole di ciò che ti spinge in una direzione, che è quella del tradimento, è più facile indirizzarsi verso altri comportamenti.
Ovviamente questo presuppone volersi indirizzare su altri comportamenti, anche semplicemente perchè si è fatta una gran fatica a recuperare il rapporto con il partner.
Sono ipotesi, è chiaro che io sono anche una persona che preferisce il noto all'ignoto.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
E' vero, ma è una questione di "bisogno". Secondo me, se diventi consapevole di ciò che ti spinge in una direzione, che è quella del tradimento, è più facile indirizzarsi verso altri comportamenti.
Ovviamente questo presuppone volersi indirizzare su altri comportamenti, anche semplicemente perchè si è fatta una gran fatica a recuperare il rapporto con il partner.
Sono ipotesi, è chiaro che io sono anche una persona che preferisce il noto all'ignoto.
Allora buttiamo nel cesso più un secolo di studi sul comportamento secondo i quali non c'è miglior rinforzo per un comportamento che riuscire a sfangarla....
 

Brunetta

Utente di lunga data
Forse non ti è chiaro sin dall'inizio che lei non vuole farti andare via ma accettare ed accantonare.
Tu pretendi qualcosa che non vuole darti.
Come spesso accade parte della colpa verrà attribuita a te.
Quando avrai finito gli incontri sarai in grado di capire se quello che sarà riuscita darti sarà accettabile per te.
Però lui il tribunale lo considera come ultima spiaggia. Adesso stanno lavorando entrambi in psicoterapia con un mediatore che li aiuta a trovare le regioni profonde.
Mi fa ridere quando qualcuno semplifica con “è stata/o attratta/o da un’altra persona“. Sarebbe come spiegare ogni atto di violenza, da una sberla a un omicidio, con si è arrabbiata/o.
Siamo bestie quanto volete, ma il tradimento è inaccettabile per tutti, come è inaccettabile la violenza, per questo esistono regole e contratti.
Chi si sposerebbe mai con chi dicesse che se viene attratto, passa ai fatti? Come non sposeresti chi dicesse che se si arrabbia accoltella, avrebbe paura per sé e per i figli. Oltre che sarebbe indotto a pensare che sia una persona squilibrata.
 

Pincopallino

Utente di lunga data
Perché infierire? :)
Perché è ciò che accade quando ti porti l’amante a casa.
Quando hai la certezza che il marito torna tra N giorni, sei chiuso dentro con l’amante.
Hai una casa a disposizione per X ore.
Si passa dal letto, al bagno, al salotto ed alla cucina.
Ci si immerge nella vasca da bagno insieme prima e dopo aver scopato.
L’ospite si dovrà pur asciugare.
Non uscirà mica coi piedi bagnati?
Non vorrai non offrirgli cappuccio e brioche o magari una fetta di torta di mele fatta nel week end anche per il marito.
E via di seguito.
Spesso si pensa che portarsi a casa l’amante circoscriva l’attività alla camera da letto o al divano.
Ma non è così, quando sei dentro sei dentro e nessuno sa.
Per non parlare di quando si cucina eggs and bacon nudi.
Infierire?
Questo sta qua a pensare quello che sarebbe potuto essere per lei nel mentre che stava via per lavoro e questa potenzialmente svolgeva tutto il di cui sopra.
 
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