Arcistufo
Papero Talvolta Posseduto
E allora falla giocare.Quest'estate
Terapia di coppia, tentativi, colloqui… tutte cose che, male che vada, tornano utili per dimostrare che ci hai provato quando servirà metterlo nero su bianco davanti a un giudice.
Però il punto è un altro, e qui stai sbagliando proprio domanda.
Non è: cosa l’ha spinta a tradirti.
Quella è la domanda che ti tiene agganciato ai dettagli, alle briciole.
La domanda vera è:
cosa ti sei perso tu, guardando la persona che avevi accanto per come volevi vederla invece che per com’era davvero, che ha reso possibile quello che è successo.
E, per conseguenza, cosa avresti potuto fare per evitare che succedesse quello che è successo. E magari la risposta è NIENTE.
E la risposta, in questi casi, non sta mai nei particolari.
Non sta nei messaggi, nei sospiri, nelle ciocche di capelli sul cuscino o nelle ricostruzioni da CSI del weekend incriminato.
Sta sempre nelle macrostrutture.
Nel tipo di rapporto che avevate costruito.
Nel tipo di dinamica che si era consolidata.
Nel non detto che è diventato sistema.
Tu adesso vuoi sapere anche l’odore delle unghie dei piedi del tizio che ti ha dormito nel letto, perché il cervello cerca appigli concreti, roba che si può masticare.
Ma così ti perdi l’elefante in mezzo alla stanza.
E l’elefante è sempre lì: enorme, immobile, evidente.
Solo che o non lo vedi, o ti conviene non vederlo, oppure lo sostituisci con mille granelli di sabbia più facili da gestire.
E finché guardi la sabbia, l’elefante resta lì.