Adolescenti

Rebecca89

Sentire libera
Sì, mi è capitato.
In almeno due occasioni, ragazzini con evidenti disturbi i cui genitori, pur presenti, forse troppo, non riuscivano a vedere.
Genitori problematici hanno difficoltà a riconoscere nei figli problemi che nemmeno loro sono riusciti a superare.
Non è facile per una madre fare rinchiudere un figlio, denunciarlo. Lei ha altre due figlie da proteggere però, oltre che sé stessa. A un certo punto devi renderti conto che lo fai per due motivi, il bene suo e il bene di tutti.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Anche la mia, stavo osservando che sembra essere una variabile indipendente
Certo.
Pensando in generale al problema della violenza giovanile, ma importante per il singolo caso.
Certo poi di questo ragazzino non sappiamo GIUSTAMENTE niente.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Che ruolo hanno le famiglie?
«Sono incapaci nel gestire la rabbia dei figli. Gli adulti sono i grandi latitanti, inconsistenti, non vedono né intercettano le emozioni negative. Questo accade perché la genitorialità è percepita in modo molle, fluido. I genitori non abituano a gestire la rabbia. E, in chi è fragile, il rancore si trasforma in desiderio di vendetta».



 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Che ruolo hanno le famiglie?
«Sono incapaci nel gestire la rabbia dei figli. Gli adulti sono i grandi latitanti, inconsistenti, non vedono né intercettano le emozioni negative. Questo accade perché la genitorialità è percepita in modo molle, fluido. I genitori non abituano a gestire la rabbia. E, in chi è fragile, il rancore si trasforma in desiderio di vendetta».



Un tempo si diceva che "per educare un bambino serve un intero villaggio".
 

Brunetta

Utente di lunga data
Un tempo si diceva che "per educare un bambino serve un intero villaggio".
Altro che villaggio… c’è la scuola.
Ma uno che accoltella ha un grave problema mentale.
Se ne potessimo sapere di più (per fortuna un tredicenne viene protetto e non ne sapremo nulla) potremmo capire una famiglia ostile o incapace di contenere.
 
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ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Altro che villaggio… c’è la scuola.
Ma uno che accoltella ha un grave problema mentale.
Se ne potessimo sapere di più (per fortuna un tredicenne viene protetto e non ne sapremo nulla) potremmo capire una famiglia ostile o incapace di contenere.
Quindi potendo sapere la storia dovremmo aspettarci di trovare precedenti segnalazioni di altri insegnanti ai genitori o a qualcun altro, evidentemente rimaste lettera morta?
 

Brunetta

Utente di lunga data
Quindi potendo sapere la storia dovremmo aspettarci di trovare precedenti segnalazioni di altri insegnanti ai genitori o a qualcun altro, evidentemente rimaste lettera morta?
Ho letto che i genitori lo avevano mandato in terapia.
Quindi era chiaro a tutti che aveva problemi.
Questo non è il caso di un ragazzino difficile da coinvolgere nella scuola, ma di un disturbo su diversi piani, che mostra ostilità verso i genitori, le figure autorevoli, come gli insegnanti e con incapacità di relazionarsi con i coetanei. Le amicizie le ha trovate online con ragazzi altrettanto in difficoltà.
Un ragazzino che si sente vittima e debole e reagisce con una immaginaria superiorità.
È uguale ai colpevoli delle stragi nelle scuole americane.
Fortunatamente da noi non è facile come negli USA procurarsi armi da fuoco.
 

Brunetta

Utente di lunga data

Brunetta

Utente di lunga data
Nella classe elementare di mia figlia c'era un bambino che aveva aggredito e mandato all'ospedale la maestra.
Soffriva di disturbi mentali ed era pericoloso anche per i bambini a cui era stato dato un insieme di regole per cercare di non renderlo pericoloso e di attività negate.
Avevano tentato un inserimento sperando in una buona riuscita, che non ci fu.
Fortunatamente grazie all'intervento di una mamma ne fu deciso l'allontanamento.
Quando parlo di disturbi mentali parlo di necessità di intervento di ambulanza e sedazione necessaria in caso di crisi.
Era un bambino ucraino adottato da una coppia molto benestante.
Le notizie che apparvero sui quotidiani erano di parte e assolutamente parziali.
Noi non sappiamo nulla di questo ragazzino, ovviamente, per cui è impossibile definirne un profilo.
In ogni classe c’è almeno un caso di un bambino disturbato.
Ma nella maggioranza dei casi si tratta di bambini con famiglie inadatte che si possono far stare bene a scuola.
Poi c‘è una percentuale di disturbi mentali, che possono essere affrontati per tempo.
Purtroppo inevitabilmente è necessario il consenso dei genitori.
 

hammer

Utente di lunga data
In ogni classe c’è almeno un caso di un bambino disturbato.
Ma nella maggioranza dei casi si tratta di bambini con famiglie inadatte che si possono far stare bene a scuola.
Poi c‘è una percentuale di disturbi mentali, che possono essere affrontati per tempo.
Purtroppo inevitabilmente è necessario il consenso dei genitori.
Anche nei forum.
 

Brunetta

Utente di lunga data

bettypage

Utente acrobata
Io sono piuttosto smarrita, l'altra settimana restituzione sul corso sulla sessualità di mio figlio(3 media). Questa cianciava da fattona, sembrava uscita dal 68 con furore. Ebbene comincia a riportare domande anonime dei ragazzini. Insomma emerge già una sessualità attiva. Io ero basita perché il mio "bambino" (1.85m) in piena adolescenza e ormoni a palla non lo reputo mentalmente pronto per approcci sessuali. Questa che mi faceva passare per bigotta con l'avvallo della mamma moderna di turno. Come và? Insomma.
 

Nicky

Utente di lunga data
Io sono piuttosto smarrita, l'altra settimana restituzione sul corso sulla sessualità di mio figlio(3 media). Questa cianciava da fattona, sembrava uscita dal 68 con furore. Ebbene comincia a riportare domande anonime dei ragazzini. Insomma emerge già una sessualità attiva. Io ero basita perché il mio "bambino" (1.85m) in piena adolescenza e ormoni a palla non lo reputo mentalmente pronto per approcci sessuali. Questa che mi faceva passare per bigotta con l'avvallo della mamma moderna di turno. Come và? Insomma.
Quanti anni ha?
Guarda la maturazione è molto diversa tra i ragazzi oggi. Io ne ho visti passare un po da casa in questi anni e non sono affatto uniformi, in nulla.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Io sono piuttosto smarrita, l'altra settimana restituzione sul corso sulla sessualità di mio figlio(3 media). Questa cianciava da fattona, sembrava uscita dal 68 con furore. Ebbene comincia a riportare domande anonime dei ragazzini. Insomma emerge già una sessualità attiva. Io ero basita perché il mio "bambino" (1.85m) in piena adolescenza e ormoni a palla non lo reputo mentalmente pronto per approcci sessuali. Questa che mi faceva passare per bigotta con l'avvallo della mamma moderna di turno. Come và? Insomma.
Non è che le associazioni di psicologi che vengono accreditate per fare corsi estemporanei, siano composte da persone esperte e preparate. Più che altro sono laureati della triennale con poco esperienza.
Ci sono esami che potrebbero essere superati leggendo la pagina dello psicologo di Grazia, dicevo una volta, ora seguendo psicologi su Instagram.
La tecnica delle domande anonime è usata sempre con i bambini/ ragazzini. Introduce una idea di mistero e morboso che non mi piace.
Quando il percorso è stato fatto da me è stato del tutto inutile. Ma è stata responsabilità della preside, tremebonda, che temeva denunce e ha chiesto autorizzazione dei genitori e ha creato aspettative di… porno. Finito l’intervento i bambini ne hanno parlato con noi (che secondo le psicologhe avremmo inibito i bambini) a cui si sono rivolti per chiarimenti. È stata una condizione fortunata il fatto che avessi un collega uomo.
Ma ho sempre fatto incontri specifici, separatamente maschi e femmine, perché chi condiziona realmente è la presenza di compagni e compagne.
Ma quello che è importante è l’educazione al rispetto che si fa costantemente, anche mentre si fa analisi logica.
Naturalmente se l’insegnante è bravo.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Quanti anni ha?
Guarda la maturazione è molto diversa tra i ragazzi oggi. Io ne ho visti passare un po da casa in questi anni e non sono affatto uniformi, in nulla.
A mio figlio alle medie avevo chiesto se non aveva frequentato una ragazzina che era stata vicina di casa. Mi aveva risposto “quella mi fa paura!” Avevamo riso tanto.
 
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