Secondo me, dopo i sessant'anni, se la vita sessuale è stata bella, ricca e piena prima, non è una tragedia farne a meno, per ragioni di salute o mancanza di stimoli, se si ha un buon rapporto con il coniuge.
Ma ho l'impressione che, invece, chi si trova in questa situazione non abbia mai avuto un buon rapporto davvero e sconti altro, sconti spesso anche il peso di avere una parte importante della vita andata e pochi margini di recupero.
È il motivo fondamentale per cui sono andara con il mio amante, anche se so che tu non approvi. Volevo provare, fare un tentativo oer avere ciò che mi mancava e poter affrontare il futuro senza pesi.
La
salute è un fattore dirimente, a qualsiasi età, siamo d'accordo. Si può fare una distinzione, secondo me, nell' ambito della salute, tra salute fisica e quella psicologica (ancora più, psichiatrica).
Quella fisica è più "facile" da comprendere, quella mentale (in un'ampia accezione, che estenderei alle divergenze caratteriali) meno facile, nel senso che allontana più rapidamente e profondamente.
Tra l' altro, mia impressione personale, nei problemi di salute "fisica" è più facile capire possibilità e tempi di recupero, in quelli di natura "mentale" è obiettivamente più difficile e logorante, insomma diviene impegnativo fino a domandarsi quale sia il limite della sopportazione accettabile e quando sia il caso di troncare.
Poi, ci sarebbe da discutere su quale sia questo limite della sopportazione, a fronte dello sgomento del tempo che trascorre ed il senso di impotenza di chi rimane accanto a chi soffre, ecc.
Basare la propria sopportazione sulla considerazione dei tempi "felici" passati dipende dal carattere e dallo stile di vita, varia moltissimo dalla personalità di ciascuno. E dal concetto di "riconoscenza", meglio ancora dal senso della
pietas, nel confronto/scontro con il senso del dovere etico che ciascuno prova. È un dato dell' esperienza che dopo 15 o 20 anni insieme ci si trova diversi. Talvolta, anche meno anni.
Un' ultima considerazione, sulla
approvazione o non approvazione dei comportamenti di coppia in un forum tematico sul tradimento, luogo deputato al confronto tra opinioni diverse.
Un conto è la teoria del sistema etico nel quale ci si riconosce ed altro conto è la varietà e complicazione della realtà che ci si trova ad affrontare. Nel forum molto raramente si possono esporre le particolarità del contesto fattuale nel quale si è immersi, anche per ragioni di riservatezza e protezione dell' anonimato. I racconti delle vicende sono giocoforza ridotti ed alterati.
Quindi l' approvazione o la disapprovazione si arrestano, per quello che mi riguarda, alla teoria dell' etica personale.
Così posso apparire intransigente sul fatto che il tradimento comporta la pratica dell' inganno, che è antitetica alla costruzione di una coppia, base per creare la famiglia. L' inganno demolisce la fiducia e senza fiducia non ci può essere coppia. Al massimo un accoppiamento superficiale e fragilmente ipocrita. Che difficilmente dura nel tempo e che lascia insoddisfatti di fondo, alla fine dei conti.
La vita reale invece è molto variegata, i comportamenti possono essere complessi e risultare poco comprensibili da qualsiasi soggetto esterno.
Allora, le valutazioni etico-morali altrui sono sempre relative e parziali. Per chi vive la propria storia, possono apparire perfino inattendibili nell' impatto con la propria realtà.