in una calda sera d'estate

Martina Bianchi

Hallowed be thy name
Secondo la teoria di una persona che conosco ci sono due tipi di persone.
Quelle che sanno farlo in un solo modo e da quello non le schiodi, e quelle che sanno e desiderano variare.
 

Nicky

Utente di lunga data
Molte volte non c'è proprio la possibilità, se davanti hai un muro di gomma hai voglia a provarci.
Nel mio caso comincio a pensare che dipenda da me. A parte che ho difficoltà anche io a parlare di sesso o sentimenti, ma poi non può essere un caso se incontro solo persone con dei blocchi emotivi. Non è un dramma, perché, comunque, sono stata più felice che meno felice, ma immagino ci sia una ragione.
 

danny

Utente di lunga data
Sintetizzando, se non c'è dialogo è un casino in tutti gli ambiti della coppia.
Ognuno di noi pone un limite al dialogo ritenuto possibile.
Io mi stanco se il limite è troppo basso, ma è una mia necessità.

Ma ci siamo noi per le tue fantasie!! sputa il rospo!!
lo apri tu un thread sulle fantasie frustrate?
Dai! Sarebbe interessante.

Nel mio caso comincio a pensare che dipenda da me. A parte che ho difficoltà anche io a parlare di sesso o sentimenti, ma poi non può essere un caso se incontro solo persone con dei blocchi emotivi. Non è un dramma, perché, comunque, sono stata più felice che meno felice, ma immagino ci sia una ragione.
In parte dipende da te, ma solo perché non metti dei limiti.
Come persona sei molto più aperta e comunicativa della media.
 

CIRCE74

Moderator
Staff Forum
Nel mio caso comincio a pensare che dipenda da me. A parte che ho difficoltà anche io a parlare di sesso o sentimenti, ma poi non può essere un caso se incontro solo persone con dei blocchi emotivi. Non è un dramma, perché, comunque, sono stata più felice che meno felice, ma immagino ci sia una ragione.
Sicuramente anche il nostro modo di rapportarci nella coppia incide, anche io ho sempre detto di avere difficoltà ad essere esplicita quando si tratta di sesso ma in qualche modo mi faccio capire e quando trovi la chiusura completa bene non stai anche solo per il fatto che oltretutto hai cercato di migliorare te stessa per farti capire, hai fatto in modo di superare i blocchi che hai e ti trovi davanti ad una persona che non interessa quello che hai da dire.
Tanto ormai l'hanno capito anche i muri di questo forum che il problema principale che ho con mio marito è il dialogo, lui dal canto suo vedo che alle volte si impegna per cercare di migliorare la situazione ma è più forte di lui, non ce la fa, quello che pensa lui è la sola cosa giusta in tutte le situazioni e non si schioda.
Siamo riusciti a litigare per delle cavolate con nemmeno ti immagini non tanto per l'argomento della conversazione piuttosto per la nostra incompatibilità nello stare in un dialogo di qualunque tipo, ed entrambi abbiamo le nostre colpe, non è lui ad essere sbagliato, il problema è abbiamo un modo di porci che ci porta sistematicamente allo scontro e più che passa il tempo e più che la cosa diventa stancante.
 

danny

Utente di lunga data
Sicuramente anche il nostro modo di rapportarci nella coppia incide, anche io ho sempre detto di avere difficoltà ad essere esplicita quando si tratta di sesso ma in qualche modo mi faccio capire e quando trovi la chiusura completa bene non stai anche solo per il fatto che oltretutto hai cercato di migliorare te stessa per farti capire, hai fatto in modo di superare i blocchi che hai e ti trovi davanti ad una persona che non interessa quello che hai da dire.
Tanto ormai l'hanno capito anche i muri di questo forum che il problema principale che ho con mio marito è il dialogo, lui dal canto suo vedo che alle volte si impegna per cercare di migliorare la situazione ma è più forte di lui, non ce la fa, quello che pensa lui è la sola cosa giusta in tutte le situazioni e non si schioda.
Siamo riusciti a litigare per delle cavolate con nemmeno ti immagini non tanto per l'argomento della conversazione piuttosto per la nostra incompatibilità nello stare in un dialogo di qualunque tipo, ed entrambi abbiamo le nostre colpe, non è lui ad essere sbagliato, il problema è abbiamo un modo di porci che ci porta sistematicamente allo scontro e più che passa il tempo e più che la cosa diventa stancante.
Più che il dialogo, l'ìncapacità di spostarsi da dove si trova e si vuole collocare.
Un po' come un vecchio parrucchiere da cui andavo che aveva scritto all'ingresso "Ditemi pure come volete che vi tagli i capelli, tanto ve li faccio come cazzo mi pare".
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
E questo diventa ancora più evidente se si considera che il piacere non è mai neutro rispetto all’identità: quando viene attraversato mette sempre in discussione ciò che si crede di essere. Non conferma semplicemente qualcosa, ma lo sposta, lo rende meno stabile, a volte persino confuso.
Hai appena sintetizzato magnificamente il perché tantissima gente non capisce quando gli arrivano le corna in testa cosa sia successo.
 

CIRCE74

Moderator
Staff Forum
Più che il dialogo, l'ìncapacità di spostarsi da dove si trova e si vuole collocare.
Un po' come un vecchio parrucchiere da cui andavo che aveva scritto all'ingresso "Ditemi pure come volete che vi tagli i capelli, tanto ve li faccio come cazzo mi pare".
almeno è sincero:LOL:
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
lo apri tu un thread sulle fantasie frustrate?
Dai! Sarebbe interessante.
Ah ci vuole un secondo, ma poi vedi che fanno tutte le puritane e le santarelline e non aprono bocca?... proprio loro poi... che peccano in continuazione....
 

Pussycat

Pantera viva
Più che il dialogo, l'ìncapacità di spostarsi da dove si trova e si vuole collocare.
Un po' come un vecchio parrucchiere da cui andavo che aveva scritto all'ingresso "Ditemi pure come volete che vi tagli i capelli, tanto ve li faccio come cazzo mi pare".
Simpatico il parrucchiere 😆
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Sintetizzando, se non c'è dialogo è un casino in tutti gli ambiti della coppia.
Brava, ci voleva la sintesi!
Purtroppo è così, tutti i miei rapporti sono stati rovinati, temo definitivamente, proprio per non esserci parlati.
Troppo sintetiche.
Il punto è di cosa non avete parlato. Perché una coppia può parlare tutti i giorni e non dirsi mai un cazzo.
Secondo la teoria di una persona che conosco ci sono due tipi di persone.
Quelle che sanno farlo in un solo modo e da quello non le schiodi, e quelle che sanno e desiderano variare.
Mah.
Quelli che lo fanno in un modo solo, spesso lo fanno in un modo solo con te. Poi altrove salta il tappo e scopri che la madonnina di Lourdes aveva il doppio fondo.
non le schiodi perché sono egoiste!
No.

Non le schiodi perché non c’è scambio. E perché stiamo ancora facendo finta che la fedeltà sia una condizione naturale invece che un dispositivo sociale.

La monogamia è un costrutto. Utile, storicamente necessario, civilizzatore lo chiamava il mio maestro. Ma resta un costrutto. Noi siamo pieni di spinte multiple, archivi interni, possibilità, desideri che non nascono per stare seduti buoni in salotto con la copertina sulle ginocchia. La sfera sessuale umana é fatta per attraversare più persone, più corpi, più linguaggi, più pezzi di strada. Poi abbiamo dovuto metterla in gabbia perché l’economia agricola, i figli, i patrimoni, le eredità e le famiglie hanno bisogno di ordine, non di verità carnale.

Così abbiamo spostato tutto nel mondo delle idee.

I maschi guardano porno. Le femmine leggono porno. Oggi entrambi fanno entrambe le cose, con l’aggravante del telefono sempre in mano. Abbiamo nel cranio un archivio sterminato di porcate plausibili, e ci siamo convinti che chiamarle “fantasie” invece che “esperienze non fatte” le renda interiormente accettabili

Ma non sono fantasie. Sono pezzi di te che non hanno trovato una stanza.

Tu non saprai mai quanto sia bello avere due ragazze che si passano il tuo pisello ridendo da un video su YouPorn. Non saprai mai davvero cosa significhi se non lo vivi, se non senti la scena, l’imbarazzo che diventa gioco, la mano dell’una che guida l’altra, quella complicità infantile e animale insieme. (Ask @Pincopallino for details). Esattamente come non è un caso se ogni donna che abbia conosciuto e che sia andata a letto con due uomini non cretini insieme, poi abbia sviluppato una specie di nostalgia feroce per la doppia penetrazione.

Però la società non può reggere tutta questa roba a campo aperto. Troppa competizione. Troppa frizione. Troppa gente che scoprirebbe in tre settimane che il matrimonio gli sta addosso come una giacca presa al buio. Allora si soffre individualmente per tenere in piedi la pace collettiva.

Prendi un maschio medio e digli di comprare alla sua donna un dildo più grosso del proprio pisello. Vediamo quanti alzano la mano sereni. Ti comprano quello che vibra a novemila pulse al minuto, quello che succhia il clitoride come il Folletto a piena potenza, quello col telecomando, quello con l’app, quello rosa pastello instagrammabile nelle chat segrete con le amiche supportevoli. Ma il calco del pisellone gigante, amore mio, te lo compri da sola :LOL:
Perché lì non siamo più nel gioco. Siamo nella gerarchia.

E questa incapacità di fare pace tra quello che siamo e quello che ci hanno insegnato a essere produce una quantità industriale di infelicità privata per ottenere un livello appena decente di ordine pubblico.
Le donne, poi, sono state sorvegliate peggio. Per motivi biologici, sociali, patrimoniali, chiamiamoli come vogliamo. L’orologio riproduttivo, il rischio della gravidanza, la reputazione, la famiglia. Ci siamo inventati un sistema in cui le vecchie stanno a guardia della fregna delle giovani, salvo poi diventare, una volta sposate e sistemate socialmente, delle zoccole fuori tempo massimo con la tessera punti dell’ipocrisia.

Quindi no, non sono necessariamente egoiste, magari sono solo in gabbia. E la gabbia funziona talmente bene che non consente nemmeno la competizione sul sesso. Se una scopa male non glielo dici, perché si offende. Se uno non ti accende più non glielo dici, perché pare crudele. Se vuoi altro non lo dici, perché “ma allora non mi ami”. E intanto tutti zitti, composti, maturi, con la libido che muore in garage tra le gomme invernali e il seggiolino dei figli.
Io alla bionda l’ho detto subito: il lettone per me è condizione esistenziale. Io senza la possibilità di sesso a tre nella mia vita non ci so stare. Non come capriccio, non come bonus fedeltà, non come giochino da fare a cinquant’anni perché ci siamo annoiati. È una parte di me. Punto.

E infatti, se tutto va come deve andare, me la sposo. Non avrebbe mai potuto funzionare costruendo prima una coppia tradizionale, chiusa, rassicurante, con le finestre serrate e il centrino sul comodino, per poi arrivare dopo anni a dire: “Sai amore, forse dovremmo reinventarci”.

Le coppie non si reinventano. Si impostano. Poi evolvono secondo il codice con cui sono nate. Se il codice iniziale era piccolo, piccolo resterà. Se nasce largo, potrà diventare più complesso. Ma non prendi una casetta con i nani in giardino e la trasformi in un castello libertino solo perché una sera hai visto una puntata spinta su Netflix.

Quando l’evoluzione della coppia stravolge il singolo, le strade sono tre:
  • ammazzi te stesso in favore della coppia, col rancore come sottoprodotto.
  • ti fai un amante per dare aria a quella parte di te che continui a chiamare fantasia ma che fantasia non è.
  • ti lasci.
Il resto sono truffe semantiche.
Non sono fantasie. Sono esigenze. Esigenze che tu hai e tuo marito no. O, più correttamente, non le ha con te. Perché magari con un’altra farebbe fuoco e fiamme.
Che cazzo ne sai?
La base sicuramente è quella però non lo so se basta a spiegare tutto
La base non è l’egoismo.
La base è la mancata consapevolezza del motivo per cui esistono le regole.
Le regole non sono la verità. Sono argini. Servono a non far esondare tutto. Il problema nasce quando la gente scambia l’argine per il fiume e poi si stupisce se, sotto, l’acqua spinge ancora.
lo apri tu un thread sulle fantasie frustrate?
Dai! Sarebbe interessante.
Aprilo te.
Tra foto, nudismo e sublimazioni varie, sei praticamente il ministro senza portafoglio delle fantasie parcheggiate :LOL: :LOL: :LOL:
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Troppo sintetiche.
Il punto è di cosa non avete parlato. Perché una coppia può parlare tutti i giorni e non dirsi mai un cazzo.

Mah.
Quelli che lo fanno in un modo solo, spesso lo fanno in un modo solo con te. Poi altrove salta il tappo e scopri che la madonnina di Lourdes aveva il doppio fondo.

No.

Non le schiodi perché non c’è scambio. E perché stiamo ancora facendo finta che la fedeltà sia una condizione naturale invece che un dispositivo sociale.

La monogamia è un costrutto. Utile, storicamente necessario, civilizzatore lo chiamava il mio maestro. Ma resta un costrutto. Noi siamo pieni di spinte multiple, archivi interni, possibilità, desideri che non nascono per stare seduti buoni in salotto con la copertina sulle ginocchia. La sfera sessuale umana é fatta per attraversare più persone, più corpi, più linguaggi, più pezzi di strada. Poi abbiamo dovuto metterla in gabbia perché l’economia agricola, i figli, i patrimoni, le eredità e le famiglie hanno bisogno di ordine, non di verità carnale.

Così abbiamo spostato tutto nel mondo delle idee.

I maschi guardano porno. Le femmine leggono porno. Oggi entrambi fanno entrambe le cose, con l’aggravante del telefono sempre in mano. Abbiamo nel cranio un archivio sterminato di porcate plausibili, e ci siamo convinti che chiamarle “fantasie” invece che “esperienze non fatte” le renda interiormente accettabili

Ma non sono fantasie. Sono pezzi di te che non hanno trovato una stanza.

Tu non saprai mai quanto sia bello avere due ragazze che si passano il tuo pisello ridendo da un video su YouPorn. Non saprai mai davvero cosa significhi se non lo vivi, se non senti la scena, l’imbarazzo che diventa gioco, la mano dell’una che guida l’altra, quella complicità infantile e animale insieme. (Ask @Pincopallino for details). Esattamente come non è un caso se ogni donna che abbia conosciuto e che sia andata a letto con due uomini non cretini insieme, poi abbia sviluppato una specie di nostalgia feroce per la doppia penetrazione.

Però la società non può reggere tutta questa roba a campo aperto. Troppa competizione. Troppa frizione. Troppa gente che scoprirebbe in tre settimane che il matrimonio gli sta addosso come una giacca presa al buio. Allora si soffre individualmente per tenere in piedi la pace collettiva.

Prendi un maschio medio e digli di comprare alla sua donna un dildo più grosso del proprio pisello. Vediamo quanti alzano la mano sereni. Ti comprano quello che vibra a novemila pulse al minuto, quello che succhia il clitoride come il Folletto a piena potenza, quello col telecomando, quello con l’app, quello rosa pastello instagrammabile nelle chat segrete con le amiche supportevoli. Ma il calco del pisellone gigante, amore mio, te lo compri da sola :LOL:
Perché lì non siamo più nel gioco. Siamo nella gerarchia.

E questa incapacità di fare pace tra quello che siamo e quello che ci hanno insegnato a essere produce una quantità industriale di infelicità privata per ottenere un livello appena decente di ordine pubblico.
Le donne, poi, sono state sorvegliate peggio. Per motivi biologici, sociali, patrimoniali, chiamiamoli come vogliamo. L’orologio riproduttivo, il rischio della gravidanza, la reputazione, la famiglia. Ci siamo inventati un sistema in cui le vecchie stanno a guardia della fregna delle giovani, salvo poi diventare, una volta sposate e sistemate socialmente, delle zoccole fuori tempo massimo con la tessera punti dell’ipocrisia.

Quindi no, non sono necessariamente egoiste, magari sono solo in gabbia. E la gabbia funziona talmente bene che non consente nemmeno la competizione sul sesso. Se una scopa male non glielo dici, perché si offende. Se uno non ti accende più non glielo dici, perché pare crudele. Se vuoi altro non lo dici, perché “ma allora non mi ami”. E intanto tutti zitti, composti, maturi, con la libido che muore in garage tra le gomme invernali e il seggiolino dei figli.
Io alla bionda l’ho detto subito: il lettone per me è condizione esistenziale. Io senza la possibilità di sesso a tre nella mia vita non ci so stare. Non come capriccio, non come bonus fedeltà, non come giochino da fare a cinquant’anni perché ci siamo annoiati. È una parte di me. Punto.

E infatti, se tutto va come deve andare, me la sposo. Non avrebbe mai potuto funzionare costruendo prima una coppia tradizionale, chiusa, rassicurante, con le finestre serrate e il centrino sul comodino, per poi arrivare dopo anni a dire: “Sai amore, forse dovremmo reinventarci”.

Le coppie non si reinventano. Si impostano. Poi evolvono secondo il codice con cui sono nate. Se il codice iniziale era piccolo, piccolo resterà. Se nasce largo, potrà diventare più complesso. Ma non prendi una casetta con i nani in giardino e la trasformi in un castello libertino solo perché una sera hai visto una puntata spinta su Netflix.

Quando l’evoluzione della coppia stravolge il singolo, le strade sono tre:
  • ammazzi te stesso in favore della coppia, col rancore come sottoprodotto.
  • ti fai un amante per dare aria a quella parte di te che continui a chiamare fantasia ma che fantasia non è.
  • ti lasci.
Il resto sono truffe semantiche.
Non sono fantasie. Sono esigenze. Esigenze che tu hai e tuo marito no. O, più correttamente, non le ha con te. Perché magari con un’altra farebbe fuoco e fiamme.
Che cazzo ne sai?

La base non è l’egoismo.
La base è la mancata consapevolezza del motivo per cui esistono le regole.
Le regole non sono la verità. Sono argini. Servono a non far esondare tutto. Il problema nasce quando la gente scambia l’argine per il fiume e poi si stupisce se, sotto, l’acqua spinge ancora.

Aprilo te.
Tra foto, nudismo e sublimazioni varie, sei praticamente il ministro senza portafoglio delle fantasie parcheggiate :LOL: :LOL: :LOL:
No scusa, ma il porno te lo leggerai te
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
È chiarissimo. E, tra l'altro, ieri mi è successa una cosa. Mi è stata detta una frase che mi aveva lasciato un po' di disagio. Fino a poco tempo fa probabilmente me la sarei tenuta dentro, ci avrei rimuginato sopra per ore o giorni. Invece, a cena, gliel'ho detta. Senza accuse, semplicemente spiegando come mi aveva fatto sentire. Non era nemmeno tanto importante avere subito una risposta o capire chi avesse ragione. Per me è stato importante accorgermi che potevo portare quella confusione dentro la relazione invece di risolvermela da sola.
È una cosa che sembra piccola, ma credo sia proprio lì che si costruisce. Quando è nel caos che trovi quel qualcuno che chiami casa.
Sì. E credo che nel tuo esempio ci sia una distinzione che per me è fondamentale.

C'è una grande differenza tra il mostrarsi all'altro e chiedere all'altro una soluzione.

Io non porto il mio disagio perché tu lo risolva.

Lo porto perché, se resta solo mio, la relazione non può entrarci.
Rimane una conversazione privata tra me e il mio mondo. Tra me e la mia immagine di te. Tra me e le mie aspettative su di te.

E forse è proprio qui che spesso ci si perde.

Per effetto delle aspettative, delle paure, delle idealizzazioni, si finisce facilmente per attribuire all'altro un compito che non gli appartiene: spiegare ciò che sentiamo, rassicurarci, sciogliere le nostre contraddizioni, contenerle, restituirci un'immagine stabile di noi stessi.

Ma io non credo che sia questo il suo posto.
Anzi, penso sia una richiesta anche vessatoria per certi versi.

Perché una relazione non è il luogo in cui si arriva con un'identità già definita o con un desiderio finalmente compreso.
E men che meno con una idea di ciò che quella relazione sarà.

La relazione a mio avviso è il luogo in cui queste cose continuano a prendere forma.

Ci sono domande che diventano possibili solo perché qualcuno resta lì mentre stanno nascendo.
Il punto, allora, è custodire quel campo di trasformazione.

Un luogo in cui nessuno dei due ha il compito di risolvere l'altro, ma entrambi hanno la responsabilità di non sottrarsi al processo.

Per questo, a volte, condividere significa semplicemente dire: "Non lo so ancora."
Oppure: "Questa cosa mi sta confondendo."

Non perché l'altro debba completare il lavoro al posto nostro, ma perché possa continuare ad abitare con noi quello spazio in cui stiamo cambiando.

Se invece gli mostro soltanto ciò che ho già capito, ciò che è già coerente con l'immagine che voglio dare di me, gli consegno un risultato.

Lo tengo fuori dalla trasformazione.

E credo sia proprio lì che la relazione comincia a impoverirsi.

Perché non perde semplicemente informazioni.

Perde il suo materiale più vivo. Il divenire di ognun per sè.

Per questo mi interessa molto più come una persona custodisce quello spazio che le risposte che sa dare. E come usa quel campo di trasformazione per sè.

Se sa restare accanto a qualcosa che è ancora informe. Se sa essere informe.

Se sa non avere fretta di definirlo.

Se riesce a tollerare che né io né lei siamo sempre all'altezza dell'immagine che abbiamo di noi stessi.

Molte relazioni chiedono all'altro di dare risposte.

Io credo che una buona relazione chieda soprattutto di saper custodire lo spazio in cui quelle domande possano restare vive abbastanza a lungo da trasformare entrambi.

Perché, forse, la forma più profonda della cura non è risolvere l'altro.

È avere abbastanza fiducia da custodire il campo in cui entrambi possono continuare a diventare, senza smettere di appartenere allo stesso mondo includendo il rischio che proprio perchè si sta parlando di divenire non c'è garanzia di permanenza.

Semmai l'unica certezza è proprio l'impermanenza.
 

Nicky

Utente di lunga data
Troppo sintetiche.
Il punto è di cosa non avete parlato. Perché una coppia può parlare tutti i giorni e non dirsi mai un cazzo.
Ovviamente di cose importanti. Il mondo del desiderio di mio marito, ad esempio, mi è del tutto inaccessibile. Ma anche a lui lo è, perciò non ho potuto condividere il mio.
Con il mio amante c'è sempre stata condivisione, ma ho sempre fatto fatica a farmi dire cosa voleva in generale, perché non lo sa, secondo me.
Ma il punto non è questo, è che a me in parte va bene così.
 
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