Ho la tua età, suppergiù.
A vent'anni, per qualche anno, sono stata l'amante di un uomo sposato che di anni ne aveva 43.
Sai perché, ancora oggi, è una delle persone più importanti della mia vita?
Perché non ha mai dimenticato chi era lui e chi ero io.
Certo che gli piacevano il mio corpo, il mio culo, il mio seno. Ero una ragazza di vent'anni, carne fresca da godersi, e non ne ha mai fatto mistero.
Ma non si è fermato lì.
Mi ha insegnato ad abitare la mia femminilità, mi ha fatto scoprire il mio corpo senza mai appropriarsene.
È stato il mio confidente, il mio mentore, una presenza tangibile che liberava chi ero io.
Ci siamo frequentati per anni.
Si è goduto la fortuna di avere accanto una ventenne? Certamente.
Ha cercato di consumare la mia giovinezza come fosse qualcosa da sfruttare? No.
Mi ha lasciato più di quanto abbia preso.
Sono passati trent'anni.
E ancora oggi, quando penso a lui, provo soprattutto gratitudine e rispetto.
Perché alcune persone entrano nella tua vita non solo per ciò che ti fanno vivere, ma per il modo in cui ti fanno diventare più te stessa.
Tu chi vuoi essere? (per te, solo dopo per lei)
Al netto delle menate sulla crisi di mezza età...che dai, diciamocelo fra di noi che abbiamo la mezza età, è una puttanata magistrale!
PS: durante la storia con lui ho avuto anche io parecchi ragazzi, uno dei motivi per cui ha avuto la mia stima è che ha sempre saputo chi era lui e chi erano loro. E al centro di tutto questo c'ero io.