grazieAggiungerei anche che è quasi sempre materna e affettuosa.
grazieAggiungerei anche che è quasi sempre materna e affettuosa.
Prego.grazie![]()
Ciò che hai elencato non è una scusante ma frustrazione, sono due cose diverse. La maleducazione è quando ero poggiato sul bancone del chiosco a mangiarmi il melone quando una coppia non proprio di anziani mi si avvicinò da dietro chiedendomi se fossi in fila alla cassa, una volta spostato ho sentito una gomitata alla schiena, non credo sia partita per sbaglio visto il modo con cui me l'hanno chiesto. Ho fatto finta di nulla e mi son spostatoe quindi? ma te sei mai stata a contatto diretto con degli anziani?
La vita diventa veramente pesante ad una certa, ci sta che il loro grado di sopportazione diminuisca con il passare degli anni, abbiamo fatto di tutto per allungare la vita senza contare che gli anni che abbiamo aggiunto spesso non hanno la qualità necessaria per passare gli ultimi anni in serenità.
La maleducazione quindi per me non è tale a qualsiasi età...quando ti sveglierai con tutti i dolori del mondo addosso, o dovrai portare il pannolino perché la vescica non regge più, o ti toccherà stare rinchiusa in casa (magari da sola) a giornate intere perché il troppo caldo o il troppo freddo il tuo fisico non può reggerli, o semplicemente ti ritroverai in un mondo dove tutti i tuoi amici o fratelli e sorelle non ci sono più e quelli che ci sono parlano una lingua a te incomprensibile...solo a quel punto sarai nella posizione di poter giudicare il comportamento di un anziano.
Ma non si può giustificare che siccome la vita diventa pesante allora si diventa pesanti con lei.e quindi? ma te sei mai stata a contatto diretto con degli anziani?
La vita diventa veramente pesante ad una certa, ci sta che il loro grado di sopportazione diminuisca con il passare degli anni, abbiamo fatto di tutto per allungare la vita senza contare che gli anni che abbiamo aggiunto spesso non hanno la qualità necessaria per passare gli ultimi anni in serenità.
La maleducazione quindi per me non è tale a qualsiasi età...quando ti sveglierai con tutti i dolori del mondo addosso, o dovrai portare il pannolino perché la vescica non regge più, o ti toccherà stare rinchiusa in casa (magari da sola) a giornate intere perché il troppo caldo o il troppo freddo il tuo fisico non può reggerli, o semplicemente ti ritroverai in un mondo dove tutti i tuoi amici o fratelli e sorelle non ci sono più e quelli che ci sono parlano una lingua a te incomprensibile...solo a quel punto sarai nella posizione di poter giudicare il comportamento di un anziano.
Non ho mai detto che dobbiamo subire la maleducazione degli anziani, ho solo detto che non riuscirei comunque a mandarlo a cagare, sono fatta così, se ho davanti un anziano cambio registro perché comunque so come stanno vivendo e per capirlo penso che dovremo solo arrivarci.Ma non si può giustificare che siccome la vita diventa pesante allora si diventa pesanti con lei.
Io non penso che si stia discutendo dei problemi fisici e psicologici degli anziani ma sul modo che hanno, spesso, di pretendere "perché anziani". Io mi alzo se vedo un anziano sull'autobus. Ma se il vecchio che arriva mi dice "alzati, fammi sedere", lo mando a cagare pure se ha 80 anni.
Se una persona anziana mi attacca mezz ora a parlare del dopoguerra, lo faccio parlare perché sono educata e capisco che vuole condividere la sua storia, parlare con qualcuno. Ma se mi inizia a sbraitare e credimi, succede parecchie volte, non ho capito perché devo rimanere in silenzio io e non zittire lui. La maleducazione non solo non ha età ma non ha manco giustificazioni.
Tesoro mio, io sono cresciuto in una famiglia di chiarissima ispirazione cattolica, nella buona borghesia romana, e lavoro in un ambiente dove l’ipocrisia è il pane.Perché? e la mia non è una domanda retorica.
Abbiamo comunque un cervello che sa riconoscere quello che ci può portare vantaggi e quello che non può.
Io posso riconoscere che una persona anziana è comunque negativa per me, il portare rispetto in una conversazione non mi cambia il fatto che con un atteggiamento comunque rispettoso possa non raccogliere la sua negatività.
Non ho detto che quello che mi viene venduto da una persona anziana debba essere per forza positivo, ho semplicemente detto che non riesco a rivolgermi ad un anziano in maniera irrispettosa anche perché lo trovo inutile come atteggiamento.
Praticamente più mestolo e meno tanga di leopardo. Vabbè.Aggiungerei anche che è quasi sempre materna e affettuosa.
Mi stupisce questo tuo post da medico.Secondo me non stai dicendo nulla che altri non fanno. La corteccia prefrontale ce l abbiamo tutti.
Si sta solo dicendo che non è giusto che gli anziani si sentono come se possono comportarsi senza freni solo perchè hanno un'età e gli altri devono abbozzare.
La maleducazione è tale a qualsiasi età.
Quello dei figli è un discorso del cazzo. Ai figli hai insegnato in primis la gestione dei sentimenti e della realtà, ci sarà sempre un linguaggio che vi unisce a meno che tu non abbia passato il tempo a spicciare questioni pratiche senza mai dargli un bacetto.Non ho mai detto che dobbiamo subire la maleducazione degli anziani, ho solo detto che non riuscirei comunque a mandarlo a cagare, sono fatta così, se ho davanti un anziano cambio registro perché comunque so come stanno vivendo e per capirlo penso che dovremo solo arrivarci.
Hai mai notato l'aria annoiata della gente quando ascolta un anziano?
Quante volte quello che dicono viene messo in discussione perché chi hanno davanti pensa subito che il cervello inizia a fare cilecca...ad una certa ti rompi le balle...io almeno me le romperei ed anche velocemente e nel momento che verrò trattata da deficiente la mia replica sarà trattare di cacca chi si sente tanto superiore a me perché ha qualche anno in meno.
Aspetta qualche anno e vedrai iniziare questa roba con la crescita di tuo figlio, già le mie ogni tanto vedo che si guardano se non ho capito al volo quello che stanno dicendo come a dirsi che sono vecchia per capire e ti assicuro che è un meccanismo che ti indispettisce, figurati quando si arriverà ad avere 85/90 anni e che quello che dirai non sarà più ascoltato da nessuno...conoscendomi mi verrà la voglia di andare in giro con un macete.
Nella mia esperienza, la vecchiaia amplifica il carattere: le brave persone, diventano dei vecchietti adorabili, gli stronzi diventano vecchiacci che non strozzi solo perché è vietato dalla legge.e quindi? ma te sei mai stata a contatto diretto con degli anziani?
La vita diventa veramente pesante ad una certa, ci sta che il loro grado di sopportazione diminuisca con il passare degli anni, abbiamo fatto di tutto per allungare la vita senza contare che gli anni che abbiamo aggiunto spesso non hanno la qualità necessaria per passare gli ultimi anni in serenità.
La maleducazione quindi per me non è tale a qualsiasi età...quando ti sveglierai con tutti i dolori del mondo addosso, o dovrai portare il pannolino perché la vescica non regge più, o ti toccherà stare rinchiusa in casa (magari da sola) a giornate intere perché il troppo caldo o il troppo freddo il tuo fisico non può reggerli, o semplicemente ti ritroverai in un mondo dove tutti i tuoi amici o fratelli e sorelle non ci sono più e quelli che ci sono parlano una lingua a te incomprensibile...solo a quel punto sarai nella posizione di poter giudicare il comportamento di un anziano.
Ovvio che anche io distinguo in base alla persona che è ma non riuscirò mai a mandare a quel paese un anziano, come detto basta allontanarsi, non mi serve trattarlo male.Tesoro mio, io sono cresciuto in una famiglia di chiarissima ispirazione cattolica, nella buona borghesia romana, e lavoro in un ambiente dove l’ipocrisia è il pane.
È da quando ho memoria che vedo dare per scontati modi di vivere, formule, deferenze, rispetto automatico, gerarchie molli, tutta una grammatica sociale che alla prova dei fatti ha prodotto soprattutto rallentamenti. Ottimi cervelli trasformati in pecoroni educati, competenze sacrificate al lavoretto per fare contenti i genitori, carriere bloccate da gente che non si leva dai coglioni, ruoli conservati non perché si abbia ancora qualcosa da dire, ma perché si è seduti lì da prima.
A scuola comincia tutto. I genitori consegnano i figli a un’istituzione che invece di spaccargli il culo per farli diventare bravi gli fa fare il saggio, il cartellone, la recita, la foto, la merendina emotiva. Nello sport uguale: invece di costruire gente che vince, si tengono buone le famiglie perché se il bambino non si sente campione smette di pagare la retta. Abbiamo un miliardo di scuole calcio piene di pippe con genitori convinti di avere in casa il nuovo Totti.
E intanto le cariatidi culturali riempiono teatri vendendo agli anziani un’età dell’oro mai esistita. Galimberti è il poster perfetto: contenuti Frankenstein travestiti da coerenza, messi in fila per rassicurare una platea che vuole sentirsi dire che il mondo è peggiorato perché non somiglia più alla loro giovinezza.
Capisci perché io non ho questa reverenza automatica?
Io non ho tempo.
Ho progetti, figli, lavoro, sogni, cose da costruire prima di crepare. Non ho nessuna voglia di regalare tempo a schemi che mi rallentano solo perché a qualcuno è stato insegnato che l’età, da sola, produce autorità.
Un anziano non lo prendo a calci. Ma non lo tratto neppure come un saggio per riflesso condizionato. Lo tratto da pari. Se dice una cosa intelligente, ascolto. Se dice una cazzata, resta una cazzata con più compleanni alle spalle.
Anche il vecchietto solo che cerca attenzioni non mi attiva automaticamente il “poverino”. La prima domanda che mi faccio è: quanto sei stato stronzo in vita tua per restare così solo? Quanta gente hai fatto masticare amaro prima di ritrovarti senza nessuno che abbia voglia di starti vicino?
Poi certo, se incontro l’ingegnere ottantenne che ha inventato le celle a perovskite per trasformare le vele delle barche in pannelli solari, sto zitto come un bambino di cinque anni al cinema per la prima volta. Ma non perché ha ottant’anni. Perché ha fatto una cosa. Perché sa qualcosa. Perché ha messo mano al mondo.
A me piacciono gli ossessionati col fare qualcosa![]()
Molto vero. Applica questa cosa ai passivo aggressivi che lavorano sul senso di colpa e vedi che bestia viene fuoriNella mia esperienza, la vecchiaia amplifica il carattere: le brave persone, diventano dei vecchietti adorabili, gli stronzi diventano vecchiacci che non strozzi solo perché è vietato dalla legge.
Per dirla con le parole di un poeta:
Le temps ne fait rien à l'affaire
Quand on est con, on est con
Invecchiare non fa necessariamente schifo. Invecchiare dando per garantite delle cose che non lo sono nella mia esperienza invece sì.Ovvio che anche io distinguo in base alla persona che è ma non riuscirò mai a mandare a quel paese un anziano, come detto basta allontanarsi, non mi serve trattarlo male.
per quanto riguarda la solitudine ci possono essere moltissime spiegazioni senza essere stati delle cattive persone, figli che vanno lontani, figli che non sopravvivono al genitore, fratelli e sorelle che muoiono prima...ormai la vita è veramente lunga e a chi tocca spesso capita di dover affrontare la solitudine in un mondo dove tutto corre e l'anziano va troppo lentamente, spesso questo diventa un problema.
La verità è che invecchiare fa schifo (cit.Virna Lisi).
Sarà che ho due figlie e vanno molto d'accordo (felicissima della cosa) e la piccola è molto avanti avendo la grande che insegna...cosa scommettiamo che tra non molto queste mie parole un giorno ti baleneranno nella testa nel momento che noterai lo sguardo saccente di tua figlia nei tuoi confronti?Quello dei figli è un discorso del cazzo. Ai figli hai insegnato in primis la gestione dei sentimenti e della realtà, ci sarà sempre un linguaggio che vi unisce a meno che tu non abbia passato il tempo a spicciare questioni pratiche senza mai dargli un bacetto.
Io non ho la minima intenzione di entrare nelle dinamiche di vita delle cose che caratterizzano la generazione dopo la nostra. Esattamente come non mi metto a sentire i cantanti di mia figlia per cercare di creare un legame, perché quel legame c'è già su cose molto più importanti della condivisione dei gusti musicali.
Come trovo patetici quei genitori che a 50 anni si mettono a giocare alla PlayStation per passare del tempo insieme. Quando i figli crescono il genitore diventa una presenza potenziale, che deve essere accesa on demand, e meno ti accendono perché gli hai insegnato a cavarsela da soli più sei stato bravo come genitore.
Non ti stare a preoccupare che tanto nel momento in cui avrai dei nipoti il giro ricomincia e dei figli non te ne fregherà più un cazzo come ogni nonna che si rispetti![]()
te la stai raccontandoInvecchiare non fa necessariamente schifo. Invecchiare dando per garantite delle cose che non lo sono nella mia esperienza invece sì.
verissimo, perché con gli anni scema la malizia.Nella mia esperienza, la vecchiaia amplifica il carattere: le brave persone, diventano dei vecchietti adorabili, gli stronzi diventano vecchiacci che non strozzi solo perché è vietato dalla legge.
Per dirla con le parole di un poeta:
Le temps ne fait rien à l'affaire
Quand on est con, on est con
Ma certo.Nella mia esperienza, la vecchiaia amplifica il carattere: le brave persone, diventano dei vecchietti adorabili, gli stronzi diventano vecchiacci che non strozzi solo perché è vietato dalla legge.
Per dirla con le parole di un poeta:
Le temps ne fait rien à l'affaire
Quand on est con, on est con
Tesoro mio mia figlia ha 14 anni e mentalmente ne ha almeno 16, se non di più. Parla inglese meglio di me, suona divinamente, cosa che io sono totalmente incapace di fare, vive insieme alla sua mandria di amichetti con la quale condivide le peggio puttanate come se fossero stili di vita da dandy inglesi.Sarà che ho due figlie e vanno molto d'accordo (felicissima della cosa) e la piccola è molto avanti avendo la grande che insegna...cosa scommettiamo che tra non molto queste mie parole un giorno ti baleneranno nella testa nel momento che noterai lo sguardo saccente di tua figlia nei tuoi confronti?
Io ho un forte legame con entrambe ma questa dinamica l'avevo già sentita raccontare e anche io avevo risposto come te...dai facciamo la scommessa...so che sarai sincero quando ti capiterà.
Certo, ma bisogna anche dare qualche minimo motivo per meritarsela. E non è per niente scontato.Ma certo.
Però una minima indulgenza è opportuna, come con i bambini.