Non è così.
Ci sono cose che possono essere oggetto di giudizio e altre che sono sottratte al giudizio altrui.
Se mi giudichi sulle prime e ti rispondò male sono un coglione, se mi giudichi sulle seconde e ti stacco la testa sono uno nel suo.
Esempio classico, sentimenti e azioni. Nessuno ti può giudicare se provi un sentimento, tanto più se lo riconosci come tuo. Ciò che è oggetto di giudizio e di conseguenza di punizione o premio sono le condotte con cui quel sentimento poi si strinsero nella vita reale.
Nessuno mi può giudicare se mi sogno la notte di ingropparmi i bambini, se vado fuori dalle scuole a rompere i coglioni ai minorenni sono un pedofilo, e vado fermato e - fosse per me - eliminato.
Ma io sono un pericoloso fascista che sta facendo una colletta per Mario Roggero

Quello che mi fa incazzare tanto in realtà è quando gente che non ha alcun potere su di me, prova a giudicarmi o peggio ancora influenzarmi. A quel punto mi tocca sempre lavorare per ricordare alla gente che il giudizio serve se porta conseguenze.
Sennò non perderci neanche tempo.