Liti e grande amore: cosa siamo noi?

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Old alessia70

Guest
buongiorno a tutti. ho incontrato questo forum girovagando per la rete e vorrei raccontarvi la mia storia sperando in un vostro parere, in un consiglio. non ci sono tradimenti di mezzo, ma ho visto che qui parlate di questioni sentimentali e relazionali anche in senso più ampio, quindi spero di non essere fuori luogo.

io e lui stiamo insieme da poco più di due anni. da uno conviviamo. l'ho incontrato e amato da subito. per lui ho mollato su due piedi, ma non senza dolore, una storia durata sette anni, proprio quando io e il mio ex-fidanzato stavamo progettando di sposarci.
con lui mi sono sentita completa, appagata, come mai in vita mia. in poche parole, ho pensato da subito che lui fosse l'uomo della mia vita, la persona fatta apposta per me.
lo penso ancora, ma come immaginerete c'è un ma.

ultimamente ci sono molte incomprensioni.
dico ultimamente, ma se mi guardo indietro mi rendo conto che una certa conflittualità fra noi c'è sempre stata. siamo ambilalenti in questo senso: se da un lato siamo capaci di capirci al volo, di raggiungere vette di felicità e di appagamento per quanto mi riguarda mai provate (e lui dice uguale), dall'altra ci capita di scornarci per un nonnulla.
se mi guardo indietro, dicevo. uscivamo da poco più di due mesi e tirammo una litigata furibonda, il motivo nemmeno lo ricordo. dopo tre mesi addirittura ci lasciammo, anche se fu solo per pochi giorni. fui io a mandarlo al diavolo, aveva fatto una cosa che non mi era andata giù (ospitava un suo amico che si era permesso d'intromettersi fra noi, trattandomi molto male. gli chiesi di sbatterlo fuori di casa ma non ci fu verso. il signore in questione se ne andò solo quando lo decise lui, e fui io a dovermi rassegnare).
col tempo abbiamo imparato a conoscerci, ad appianare le conflittualità, a gestire questa nostra ambivalenza. ma non abbastanza evidentemente.
e ultimamente, come dicevo, le incomprensioni sembrano essersi di nuovo accentuate. proprio l'altra sera abbiamo tirato un'altra gran litigata per una sciocchezza, me ne sono andata a dormire da mia madre sbattendo la porta.
ultimamente lo vedo scontroso, musone, con zero voglia di venirmi incontro. glielo dico, che mi sembra cambiato, ma lui nega tassativamente, dice che è solo una mia impressione.
ma poi però litighiamo, ci scorniamo per nulla, lo sento rigido sulle sue posizioni proprio quando avrei più bisogno del suo appoggio e della sua comprensione, perchè sto vivendo un momento difficile sul lavoro, che mi crea molte preoccupazioni.

a volte non so più cosa pensare. continuo a credere che lui sia l'uomo della mia vita, perchè quando vuole è capace di capirmi come nessun altro, di rendermi felice come non avevo mai immaginato si potesse essere insieme ad un uomo. quando stiamo bene, ci stiamo in modo incredibile, viaggiamo a venti metri da terra, esistiamo solo noi due e tutto il resto, problemi compresi, scompare.
ma poi ecco che arriva una nuova incomprensione, una lite o anche solo un broncio, e lo sento distante, e mi allontano, talvolta mi sembra un estraneo e non quella persona che sento pelle della mia pella, la mia metà che mi completa come nessun'altro, sono certa, saprebbe fare.
e mi chedo: se davvero fosse così, se io e lui fossimo fatti apposta l'uno per l'altra come abbiamo sentito da subito e sentiamo ancora nei momenti buoni, come potrebbe poi succedere quello che succede?
una domanda che giro a voi, insieme a tutti gli altri consigli e pareri che vorrete darmi.

scusate se mi sono dilungata, e grazie infinite per l'ascolto.
ale
 
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Old cornofrancese

Guest
sembra la mia storia...
stai tranqui, secondo me è normale, i primi mesi/anni di convivenza/matrimonio sono quelli in cui ti devi 'ricavare' i tuoi spazi e imparare a vivere insieme, praticamente arrivi a litigare per le cazzate...

anche io sono all'inizio ma a sentire vari amici che ci sono già passati mi sembra che nn ci sia niente di strano...
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
sembra la mia storia...
stai tranqui, secondo me è normale, i primi mesi/anni di convivenza/matrimonio sono quelli in cui ti devi 'ricavare' i tuoi spazi e imparare a vivere insieme, praticamente arrivi a litigare per le cazzate...

anche io sono all'inizio ma a sentire vari amici che ci sono già passati mi sembra che nn ci sia niente di strano...
Concordo.
Però è necessario (perché ora tu lo senti necessario) riflettere su le vere ragioni di contrasto e affrontarle e superare le distanze e non disperdersi in mille piccoli contrasti che possono scavare solchi incolmabili.
Se (mi riferisco al contrasto per il suo amico) il problema è mantenere le amicizie, ma richiedere delle modalità di relazione con il partner rispettose ...di questo si deve parlare e non ...sbattere le porte.
 
O

Old cornofrancese

Guest
Però è necessario (perché ora tu lo senti necessario) riflettere su le vere ragioni di contrasto e affrontarle e superare le distanze e non disperdersi in mille piccoli contrasti che possono scavare solchi incolmabili.
eh, certo, il mio era un discorso generico, diciamo, magari sbaglio, però nn darei troppa importanza a queste discussioni 'banali'.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
eh, certo, il mio era un discorso generico, diciamo, magari sbaglio, però nn darei troppa importanza a queste discussioni 'banali'.
Infatti è tutto normale.
Ma lei non lo trova normale ...di conseguenza qualcosa di più radicale è probabile che ci sia.
Non mi sembra che si scontrino solo sul decidere se usare la tovaglia, quella di plastica o gli americani...
 
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Old alessia70

Guest
grazie infinite.
si, può essere che il fatto di dover "registrare" la convivenza giochi il suo ruolo. però è già un anno che conviviamo, non due giorni, e avrei capito meglio se questo riacutizzarsi delle incomprensioni fosse successo l'anno scorso, quando ci eravamo appena trasferiti qui.
invece no, la cosa è ciclica. con ciclica intendo che passiamo magari un mese idilliaco seguito da uno molto difficile, ma anche, per dire, un'ora idilliaca e una a scornarci e via di seguito.
e, come dicevo, questa ambivalenza c'è sempre stata: comprensione e affinità totali il giorno prima, incomprensione assoluta il giorno dopo.
credevamo di averla appianata, ma puntualmente questa ambivalenza risalta fuori.

il problema non è mantenere reciproci spazi ed amicizie, anche se quando stiamo bene è talmente forte il desiderio di condividere tutto che non vogliamo altro che stare insieme, e il resto scompare.

l'episodio del suo amico è successo molto tempo fa, stavamo insieme da solo tre mesi. è acqua passata, ma l'ho citato perchè lo ritengo emblematico del suo modo di essere. una parte di lui che, vista ovviamente dal mio punto di vista, è una delle principali responsabili delle nostre divergenze.
lui è così. deve sempre fare le cose a modo suo. fa quello che vuole, salvo poi ammettere gli eventuali errori e cospargersi il capo di cenere. ma intanto quello che voleva l'ha fatto.

quel suo amico era un ex compagno di scuola del suo paese. arrivò perchè aveva un colloquio di lavoro qui in città, lui mi disse che l'avrebbe ospitato solo un paio di giorni. ci rimase tre mesi. si conti che al tempo, non avendo ancora una casa nostra (e io non una mia perchè con la fine della precedente relazione ero tornata momentaneamente da mia madre), praticamente io ero sempre da lui. da quando era ospite il tizio non avevamo più un briciolo d'intimità, sempre a cena fuori per stare un pò da soli, non potevamo nemmeno guardarci un film perchè lui dormiva in soggiorno (casa piccolina) e lo gestiva come fosse casa sua. dopo cena si chiudeva dentro, a volte arrivava con qualche ragazza broccolata in giro e si faceva i comodi suoi. noi uscivamo, tornavamo e c'infilavamo dritti in camera per non disturbarlo. la situazione non mi andava a genio, ma era casa sua e non potevo fare altro che farglielo notare con delicatezza.
poi una sera litigammo (le solite incomprensioni), e il tipo s'intromise prendendo le difese di lui, e trattandomi a male parole. allora dissi basta: o me o lui. se questo continua a stare qui, gli dissi, non ci metto più piede io.
lui già allora diceva di amarmi, che ero la donna della sua vita, ma guarda caso non fece il "piccolo sacrificio" di mandar via lo scocciatore scegliendo me. non prese nemmeno le mie difese quando l'altro m'infamò.
lo mollai, ma ci rincontrammo dieci giorni dopo e tornammo insieme.
il tipo rimase a casa sua per altri due mesi, sempre con comportamenti ai limiti della decenza. lui sapeva che mi faceva male, ma non fece niente.
il tipo se ne andò solo quando lo decise lui.
successivamente lui si scusò con me, pianse, disse di essersi reso conto dell'errore. ma intanto aveva fatto quello che aveva voluto, fino all'ultimo.
non sono più successi fatti così eclatanti, ma questo suo modo io lo ritrovo periodicamente anche nelle piccole cose, e mi fa male.....

accidenti, ho scritto ancora un sacco. scusate e grazie per le vostre risposte.
ale
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
A me non sembra una cosa da poco quell'episodio e mi sembra definisca bene sia il carattere sia le sue priorità.
 
Ultima modifica:
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Old cornofrancese

Guest
grazie infinite.
si, può essere che il fatto di dover "registrare" la convivenza giochi il suo ruolo. però è già un anno che conviviamo, non due giorni, e avrei capito meglio se questo riacutizzarsi delle incomprensioni fosse successo l'anno scorso, quando ci eravamo appena trasferiti qui.
invece no, la cosa è ciclica. con ciclica intendo che passiamo magari un mese idilliaco seguito da uno molto difficile, ma anche, per dire, un'ora idilliaca e una a scornarci e via di seguito.
e, come dicevo, questa ambivalenza c'è sempre stata: comprensione e affinità totali il giorno prima, incomprensione assoluta il giorno dopo.
credevamo di averla appianata, ma puntualmente questa ambivalenza risalta fuori.
fino a qui ti dico che la tua situazione è preciso identica alla mia...


onestamente però l'episodio dell'amico mi fa un po' pensare... voglio fare l'avvocato del diavolo: sarà che magari anche tu ti preoccupi troppo e/o sei troppo disponibile con lui? il suo comportamento potrebbe essere dovuto a 'tanto "questa" vuole me, io l'ho in pugno e nn mi lascia, quindi faccio il duro e quello che mi pare'? prova magari a 'tirartela un pochino' e guarda che succede...
 
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Old falena

Guest
ciao, sembri un pò me!
Io sono qui in rieducazione, cerco di capire cosa realmente fa scatenare le reazioni come tu descrivi che sembrano superficiali ma nascondono dei veri problemi. Non sono la più adatta a consigliare, ma direi che non è più un'assestamento di coppia. Nel mio caso è il suo sfuggire dall'impegno, un NI... ci stò lavorando. Prova anche tu a leggere qui le storie e vedi se trovi dei parallelismi, coincidenze...
 
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Old alessia70

Guest
A me non sembra una cosa da poco quell'episodio e mi sembra definisca bene sia il carattere sia le sue priorità.
hai colto nel segno persa, fu tutt'altro che una cosa da poco.
arrivammo a lasciarci proprio quando tutto stava diventando molto importante (ma lo era già), e quella situazione generò litigi, incomprensioni, malumori.
a ripensarci adesso, credo che sia stato proprio allora che è stato gettato il seme delle nostre incomprensioni più profonde.
successivamente, e anche oggi se ci capita di ripensare all'accaduto, lui si prostra, dice che è stato un idiota, che il tipo l'ha usato e che per sua stoltezza lui ha rischiato di perdere me e di questo non si capacita.
mi sia concesso il paragone un pò azzardato, ma quell'episodio nella storia della nostra coppia è stato un pò come un vero e proprio tradimento..
ma in fondo ormai è passato, quindi non è certo più quello il problema.
il problema è che quella fu la manifestazione più eclatante di un suo modo di essere che a me crea disagio, perchè non riesco mai davvero a capire fino in fondo quanto sia vero, quando mi dice che per lui io sono la cosa più importante, e quanto invece per lui non conti altro che se stesso e quello che vuole lui, oggi come allora....
ripeto che non sono più succese cose così eclatanti, e di questo devo dargliene atto, ma questo suo atteggiamento io lo rivedo spesso anche nelle cose di tutti i giorni..

ciao
ale
 

Verena67

Utente di lunga data
Alessia

arrivammo a lasciarci proprio quando tutto stava diventando molto importante (ma lo era già), e quella situazione generò litigi, incomprensioni, malumori.
a ripensarci adesso, credo che sia stato proprio allora che è stato gettato il seme delle nostre incomprensioni più profonde.
......perchè non riesco mai davvero a capire fino in fondo quanto sia vero, quando mi dice che per lui io sono la cosa più importante, e quanto invece per lui non conti altro che se stesso e quello che vuole lui, oggi come allora....
ripeto che non sono più succese cose così eclatanti, e di questo devo dargliene atto, ma questo suo atteggiamento io lo rivedo spesso anche nelle cose di tutti i giorni..

ciao
ale

benvenuta!

Come sempre con le new entries, io mi sforzo di seguire la pancia. Ho letto tutto quello che è stato scritto su questo thread, e la frase che ti ho segnalato è quella che mi ha fatto scattare il clic di un pensiero, di un opinione personale su quello che racconti (ovviamente da accogliere cum grano salis, è solo il mio pensiero "di stomaco").

Ho una certa esperienza di grandi "amori" ostacolati da un conflitto comportamentale/caratteriale (come credo tutti qui).

Mi fa riflettere, in queste storie, la costanza di un dettaglio, apparentemente insignificante, eppure notevole, che alla fine è - ahime' - spesso la "condanna" di queste storie.

Voi avete un rapporto quasi fusionale, quando le cose vanno bene: pensate, vivete, respirate, amate all'unisono.

Pero' siete su una strada che appare - a te - ancora lunga.

Due anni fa dicevi "che la cosa stava diventando molto importante".

Sono passati due anni, e che progressi avete fatto?

Su una scala di importanza del rapporto (laddove per "importante" tu - presumo - intenda un rapporto monogamo, dedicato, che ha una dimensione futura e non solo presente di esclusività e crescita) dove stavata due anni fa e dove state ora?

Qualcosa mi dice che siete sempre lì....allo stesso identico punto. Vicino alla meta, ma non del tutto in cima



Capisci cosa intendo?

Ci sono rapporti anche intensissimi che pero' non decollano mai. Sono come aerei che rollano sulla pista, il motore acceso, il serbatoio pieno...ma l'aereo non si stacca mai dal suolo.

Il caso di Falena è un po' diverso, se non ho capito male, perché il suo compagno ha una vera e propria difficoltà all'impegno (probabilmente anche legato ad una elaborazione non sufficientemente accurata del precedente matrimonio).

Nel caso vostro invece non penso - ad occhio - che sia questo il problema. Penso invece che siate probabilmente ENTRAMBI capaci di impegno (anche tu che hai mollato...improvvidamente o no lo dirà il tempo...il fidanzato storico al primo apparire del tuo nuovo compagno)...solo NON TRA DI VOI.

Capita. Ahime' la vita e le persone sono COSI' complicate. Magari ci si ama alla follia ma ci sono delle riserve interiori circa l'abbandonarsi del tutto a QUELLA persona. Non è mancanza d'amore, anzi. Forse pero' certi rapporti fusionali fanno nascere in noi la voglia di non cedere mai del tutto, mentre ci rendono piu' tiepidi ma arrendevoli verso ALTRE persone.

Se un uomo innamoratissimo, nelle primissime fasi di un rapporto, sceglie un amico alla donna del cuore...mmm. Qui gatta ci cova.

Il mio ex - ci giriamo intorno da 21 anni - sai cosa mi ha detto oggi? PER UNA VOLTA NELLA VITA FAI COME TI DICO (e mi stava dando un buon consiglio..del tutto ragionevole e avulso dal nostro passato).

Mi ha fatto un po' ridere, e un po' pensare.

Mio marito non mi dice mai così. Basta che mi guardi, e io faccio quel che dice lui. Mi abbandono a mio marito mani e piedi.

Ma con l'ex e' diverso. E non è il sentimento a mancare.

Pensaci!


Ri - benvenuta!
 
O

Old alessia70

Guest
eccomi qui

grazie ancora per le risposte e scusate, non volevo scomparire, ma ho avuto giorni di lavoro molto pesanti e non sono più riuscita ad intervenire.
cara verena, grazie per la tua analisi così attenta e puntuale.
i progressi, la meta.
di progressi potrei dirti che ne abbiamo fatti parecchi: viviamo insieme, stiamo cercando una casa più grande che ci permetta di gestire meglio gli spazi, stiamo anche iniziando a lavorare insieme.. insomma, stiamo costruendo il nostro futuro impegnandoci perchè sia il migliore possibile.
ma la meta, quella siamo noi. entrambi con due caratteri difficili, entrambi istintivi, impulsivi, possessivi, un pò egoisti. lui molto egocentrico, abituato a vivere nel suo mondo (basti pensare che prima di me non ha mai avuto una vera e propria relazione, solo svariate storie senza nessuna progettualità), ma che incontra me e si butta a capofitto nella nostra relazione.
tutte caratteristiche che ci rendono così compatibili eppure così conflittuali al tempo stesso.
perchè la verità è che io e lui siamo molto simili.
si dice che gli opposti si attraggano. io non lo credo. io credo invece che siano le persone molto simili ad attrarsi, perchè solo chi è uguale a te sa esattamente cosa vuoi, di cosa hai bisogno, cosa desideri dal più profondo del cuore. lo sa perchè ha gli stessi tuoi desideri. e sa come esaudirli.
con lui è così: "respira dalla stessa pancia mia", come dice quella canzone. pensiamo le stesse cose nello stesso momento, spesso ci capita di dire le stesse cose insieme. non so se riesco a rendere l'idea.
poi però nascono i casini, perchè è un vero casino litigare con se stessi.
ma allora cosa fare?, mi chiedo e chiedo a voi.
rinunciare al mio alter-ego, quando ho avuto la fortuna d'incontrarlo?
la meta siamo noi, dicevo.
tanti progressi, tanta strada fatta, e poi noi ancora così chiusi nei rispettivi caratteracci. ed è vero: in questo senso la strada è ancora lunga.
ma non è che non ci stiamo provando, a percorrerla. cerchiamo di smussare, di capirci, di procedere tenendoci per mano. poi però a volte cadiamo per un nonnulla.
è un vero casino, dicevo, litigare con se stessi.
lui a volte, quando ci scorniamo, mi dice: "aiutami, lo sai che sono stato troppo abituato a vivere nel mio mondo. ma adesso voglio vivere con te, quindi aiutami quando faccio o dico cazzate".
ma guarda caso, spesso capita nell'esatto momento in cui vorrei essere aiutata anch'io. e le nostre ragioni diventano echi che si perdono.
perchè anch'io, nonostante abbia avuto una storia importantissima durata sette anni, in fondo ho sempre vissuto nel mio mondo. anche con il mio ex compagno, a cui pure ho voluto un bene immenso, non ho mai avvertito una tale condivisione, non c'era.
insomma, io credo che incontrare una cosa del genere sia più unico che raro. e non voglio perderla. lui mi completa, mi rende piena. lui è una parte di me. lui è me.
ma è possibile, mi chiedo e chiedo a voi?

spero di leggervi ancora, e anche tu verena che mi hai fatto tanto riflettere, se avessi voglia di dirmi ancora la tua.
grazie
ale
 

Verena67

Utente di lunga data
carissima,
benritrovata!

Dal basso dei miei 40 anni (e di un matrimonio quasi ventennale) ti dico che non credo esista una soluzione "magica", e nemmeno una via di fuga, una persona perfetta che racchiuda ogni virtu'.

Sono anzi abbastanza convinta, personalmente, che è vero quel che dici che ci si attrae tra simili in un modo in cui - tra personalità piu' diversamente diverse, se mi passi il gioco di parole - non ci si completa.

Ma ahime' sulla lunga distanza se la sfangano meglio, temo, i "diversi".

Il gioco relazionale a mio avviso è un po' come il tango: uno fa un passo avanti, l'altro DEVE fdare un passo indietro, altrimenti ci si inciampa.

Ma il tango come la vita prevede soste, pause, scontri, giravolte.

Se questo ballo diventa troppo disarmonico e NEL TEMPO non ti consente di realizzare gli obiettivi che ti sono piu' cari (un figlio, per esempio, o un matrimonio...quanto al lavoro insieme, di solito io personalmente sono contraria. Le unioni di lunga durata si reggono piu' sull'assenza "misurata" che sulla compresenza eccessiva...che porta solo ad ulteriori tensioni, e Do sa che la vita d'oggi già ne offre abbastanza), forse...lo dico sommessamente...NON é IL BALLO GIUSTO.

Ma questo potete saperlo solo voi due...

Bacio!
 
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Old Confù

Guest
carissima,
benritrovata!

Dal basso dei miei 40 anni (e di un matrimonio quasi ventennale) ti dico che non credo esista una soluzione "magica", e nemmeno una via di fuga, una persona perfetta che racchiuda ogni virtu'.

Sono anzi abbastanza convinta, personalmente, che è vero quel che dici che ci si attrae tra simili in un modo in cui - tra personalità piu' diversamente diverse, se mi passi il gioco di parole - non ci si completa.

Ma ahime' sulla lunga distanza se la sfangano meglio, temo, i "diversi".

Il gioco relazionale a mio avviso è un po' come il tango: uno fa un passo avanti, l'altro DEVE fdare un passo indietro, altrimenti ci si inciampa.

Ma il tango come la vita prevede soste, pause, scontri, giravolte.

Se questo ballo diventa troppo disarmonico e NEL TEMPO non ti consente di realizzare gli obiettivi che ti sono piu' cari (un figlio, per esempio, o un matrimonio...quanto al lavoro insieme, di solito io personalmente sono contraria. Le unioni di lunga durata si reggono piu' sull'assenza "misurata" che sulla compresenza eccessiva...che porta solo ad ulteriori tensioni, e Do sa che la vita d'oggi già ne offre abbastanza), forse...lo dico sommessamente...NON é IL BALLO GIUSTO.

Ma questo potete saperlo solo voi due...

Bacio!

sarei curiosa di saperne di più....approfondiresti il concetto?!?
 

Verena67

Utente di lunga data
A mio avviso ci sono molti tipi di ballo (se vogliamo continuare con la metafora danzereccia).

Nella vita, in tutte le cose, c'è una certa complementarietà: un po' come il famoso yin e yang.

Essere troppo simili crea nel tempo troppi conflitti. Entrambi devono, in un rapporto di lunga o lunghissima durata, saper cedere.

Non puo' essere sempre uno dei due. Una coppia dove uno comanda sempre e l'altro subisce sempre, non è armoniosa, e di solito esplode.

Idem per una coppia dove entrambi vogliono sempre e solo vincere. Alla fine i confliti la logorano.

La vera complementarietà è una realizzazione compiuta: uno dei due puo' essere piu' brillante in certe cose, e meno in altre. A seconda dei periodi, i due coniugi si scambiano anche i ruoli, e a volte quello che cede puo' essere quello che apparentemente è il piu' forte.

Quando questa "danza" è armoniosa (pensa ai ballerini di tango...) allora la vita di coppia è piena, armoniosa, solida.

Una volta, l'essere uomini e donne ingabbiati in ruoli sociali cristallizzati creava sicuramente infelicità ma anche SOLIDITA'. Quando questi ruoli si sono annebbiati, è subentrato il caos.

Ora la nostra fida, da uomini e donne MODERNI e sicuri di noi e di nostri mezzi, indipendenti economicamente e mentalmente, è ricostruire questa armonia, magari anche su basi nuove.

Le coppie ego - centrate, dove due forti personalità lottano di continuo per il predominio e per la difesa del "Loro "mondo, difficilmente sono costruttive nel tempo...

Bacio!
 
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