Grazie a tutti per le risposte!
E' vero quello che hanno detto molti di voi: i problemi nascono spesso nella nostra testa. E poi magari diventano reali perchè NOI agiamo in modo da farli diventare reali. Io questo non voglio che accada, e vi assicuro che con lui anche sotto questo aspetto sono molto rilassata. Diciamo che queste sono paure che mi sorgono solo ogni tanto, quando mi fermo a rifletterci sopra, perchè siamo talmente compatibili che "tangibilmente" la nostra differenza d'età non ci ha mai creato problemi.
Sono paure che mi vivo in modo molto personale, introspettivo, e che credo abbiano anche una componente spiccatamente femminile.
A tutti fa paura invecchiare, credo, ma forse a noi donne di più. Il corpo che cambia, la rughetta che non avevamo notato ma che sotto alla luce dello specchio ci fa trasalire, l'idea che si avvicina il momento in cui non saremo più fertili...
I figli, avete detto bene. Anche a questo ho pensato molto.
No, io non ho figli. Io e il mio ex marito eravamo la classica coppia che voleva godersi la vita. Dopo anni di sacrifici (abbiamo tutt'ora una ditta insieme, che abbiamo messo su con le nostre sole forze), avevamo raggiunto una buona solidità economica, e volevamo godercela un pò. Paradossalmente, avevamo cominciato a farci un pensierino proprio nell'ultimo anno, prima che io incontrassi lui.
Ora sarebbe prematuro pensare a un figlio col mio compagno: devo attendere il divorzio, vogliamo sposarci e goderci la nostra unione.
Ma qui sorge il problema a cui ho pensato spesso: e se lui prima o poi ne avvertisse il desiderio e io non potessi più dargli un figlio??
Sto condannando l'uomo che amo a non essere mai padre???
Ecco una delle mie più grandi paure.
Di questo ne ho parlato con lui, mi ha risposto che se mai volesse un figlio, questo desiderio sarebbe inscindibile dal desiderio di averlo con me. Quindi, se io non potessi più averne, verrebbe meno il desiderio stesso.
Ma queste sono cose che si dicono, no?
Non fraintendete: non dubito che lui lo pensi realmente. Adesso. Ma in futuro? Non se lo vivrà come una sorta di handicap?
Qualcuno di voi ha detto: se ad essere più vecchio fosse lui, nessuno ci farebbe caso.
Ed avete ragione. Personalmente detesto i retaggi culturali che ci fanno apporre queste differenze, e sono felice quando sento che l'emancipazione di noi donne ci permette di rompere questi tristi schemi (sarà un caso che sono sempre di più le donne con compagni più giovani?), ma poi mi dico che forse c'è anche qualcosa di "sensato" dietro il retaggio. E se c'è, non può essere nient'altro che il fattore naturale della fertilità. Anche se, francamente, quando sento di uomini magari sessantenni che fanno figli con le trentenni, la cosa non può fare a meno di sembrarmi stonata.
Ringrazio Marì e Lancillotto che mi hanno parlato delle loro relazioni con differenza d'età. Fa piacere sapere di non essere mosche bianche.
A te, Lancillotto, vorrei fare una domanda. Se la giudichi troppo invadente me ne scuso a priori, e naturalmente non devi sentirti in dovere di rispondere. Quando hai tradito, lo hai fatto con una donna più giovane della tua compagna?
Lo chiedo perchè questo è proprio un altro dei dubbi: un uomo che sta con una donna di parecchio più grande, può ad un certo punto avvertire l'esigenza di avere a che fare con una sua coetanea?
Approfitto per farti i miei migliori auguri per la ricostruzione del tuo rapporto. Io credo che quando ci sono amore e buona volontà, tutto si possa superare. Insieme.
Accidenti quanto ho scritto!!!!!
Grazie davvero di cuore, siete ottimi.
Sabry