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Old mirtilla
Guest
Perchè sto ancora così?
Ieri, saltando da un thread all’altro, è risbucata la storia con il mio ex marito.
Ieri, per l’ennesima volta, mi sono resa conto di odiarlo con tutta me stessa.
Ieri, come spesso succede in questo ultimo periodo, ho pianto guardando dormire mia figlia.
E stamattina sono in una condizione pietosa.
Trabocco rabbia da tutti i pori, tremo, il respiro mi si blocca in gola, gli occhi pizzicano e sbattono di continuo per cacciare via altre lacrime, le mani sudano e tremano e non riesco a smettere di maledirlo!
Mi ha tolto la vita, ed io non riesco a riprendermela.
Mi ha tradito, ovviamente, e l’ha fatto nella maniera più meschina, tradendo nello stesso istante anche sua figlia. Due giorni dopo la sua nascita, mentre io ero in ospedale ad allattare la nostra creatura, lui stava in un prato ad “allattare” la sua tr...ia , con rispetto parlando delle scrofe.
Seguono la sua assenza totale, le sue botte per il senso di colpa (la prima volta la bimba aveva tre settimane e se non mi è caduta dalle braccia quella sera è perché qualche angelo mi ha aiutata), il tracollo finanziario in cui ero costretta a mangiare l’avanzo delle pappe perché non c’erano soldi..... Tre anni e mezzo di vero delirio, in cui mi sento alienata tra i miei doveri di madre e quelli di moglie/amante/amica/confidente....tutto quello che ero prima e che non riuscivo più ad essere. Lui non c’era già più. Era il 1999.
Li scopro, scopro tutto, i loro viaggetti, i loro pranzetti, i regali che le fa, l’alberghetto, il secondo conto corrente intestato solo a lui con su la bellezza di 67 milioni delle vecchie lire, la loro seconda vita insomma. Do fuori di testa e parlo con lei, tiro in mezzo anche il marito ma nn serve perchè a quello andava bene così, minaccio la separazione e questo forse serve. Lui si rende conto di tutto e vuole tenere insieme la nostra famiglia, giura e spergiura di amarmi, cambiamo casa come simbolo di “ricostruzione”, cerchiamo di ricominciare una vita normale, ma loro lavorano insieme, nella stessa stanza (classico eh?) ed io ormai sono entrata nel vortice della paranoia.
Cominciano le corse per seguirlo, gli appostamenti fuori dall’ufficio per sentirli o vederli, le telefonate anonime, i controlli sui soldi, sulla sua macchina/cellulare/ portafoglio, la conta della biancheria intima (per vedere quanta ne usava), annusarlo quando tornava, spiare ogni sua mossa, ogni espressione del viso per cercare di capire, scoprire qualcosa, sapere se lui era sincero o se la tresca continuava...un vero inferno insomma, e intanto mi perdo anche la splendida crescita di mia figlia, che sta sempre più all’asilo che a casa.
Alla fine, non trovando niente di niente, un po’ mi passa e mi metto il cuore e l’anima in pace, in casa – che ormai era finita - torna il sereno, riprendo una vita sessuale abbastanza soddisfacente, con lui va bene, torniamo ad essere anche amici, stiamo bene.
Poi....il fulmine a ciel sereno! La sera di ferragosto, dopo una bellissima giornata passata tutti e tre insieme al lago, volendo finire la giornata in bellezza, mi bacia appassionatamente, in una maniera così strana che.......ZAAAK, mi si squarcia di nuovo tutto. Ecco, lì ho capito che lei, la scrofa, c’era ancora.
Ricomincia la paranoia, questa volta accompagnata da attacchi di panico e giorni interi di pianto non appena lui usciva di casa, crisi in cui diventavo anche violenta contro le cose e contro me stessa (grazie a dio la bimba era all’asilo, anzi, non vedevo l’ora di portarcela per dare libero sfogo alla mia pazzia!), momenti di depressione così profonda da passare ore e ore sdraiata in pigiama sul pavimento senza avere nemmeno la forza di sbattere gli occhi, momenti in cui uscivo e mi perdevo, tanto da telefonare per farmi venire a prendere perché davvero non sapevo dov’ero finita, in cui mangiavo e vomitavo, momenti in cui perdevo i capelli a ciocche e in cui non stavo in piedi per tutti i farmaci che ingoiavo per cercare di lenire il mio dolore....
Ma tutto questo non porta a niente, non scopro niente, lui giura che non c’è niente, si comporta bene, è presente e affettuoso, in casa è un vero aiuto, tutto sembra normale, pulito, vero. Ma io sto male da morire....PERCHE’ SO! Dentro di me so, lo sento e ne sono sicura.
Mi rivolgo ad un investigatore privato che infatti, in 10 giorni, scopre di nuovo tutto e questa volta la cosa è documentata, lui non può più negare l’evidenza e non può darmi della paranoica. Però della pazza si, è vero, quello me lo merito, per aver tentato il suicidio in un momento di lucidissima follia. Ovviamente non ci riesco, mi prendono in tempo e mi restituiscono a lui!
Ma io non ci riesco a stare con lui, non sopporto nemmeno di respirare la stessa aria che respira lui, di sentire il rumore dei suoi passi, mi fa schifo sessualmente, non lo voglio nel mio letto e alla mia tavola e così chiedo la separazione (consensuale perché sono buona cioè scema!), gli lascio la casa coniugale con tutto il lusso che c’era dentro (e quando dico lusso , credetemi) perchè per me era solo una bugia, non voglio gli alimenti perché da sola posso farcela e l’orgoglio è comunque una brutta bestia, non gli faccio nessun problema con la bambina, anzi, è giusto che loro abbiano un rapporto.
Lascio il paese dove abitavamo, torno in città vicino ai miei, e qui comincia il vero inferno, quello perpetuo, quello a cui mi ha condannato per l’eternità.
Il lavoro scarseggia, i soldi anche, e nonostante sia padrona di casa mia, non mi ci sento a casa mia, sono passata dalle classiche stelle alle classiche stalle, non riesco ad avere una relazione decente, almeno fino a quando incontro il mio attuale compagno, due prima di lui sono state solo sofferenza perché non mi davano quello che cercavo.
Ma ultimamente, per tutto quello che ho raccontato (che è solo una scrematura della storia, i fatti principali) ho ricominciato ad odiarlo. Ho ricominciato a maledirlo e a provare una rabbia immensa. Ho ricominciato, nonostante io sia da quel lato abbastanza felice, a piangere per la malinconia di una cosa che non so se potrò mai più avere: la mia famiglia.
Qualche amico qui dentro mi ha detto di darmi tempo, di non pretendere troppo da me stessa, ma io voglio liberarmi di lui e di tutti i ricordi maledetti che ho dentro e che mi rodono l’anima anche se sono passati quasi 8 anni....
Cosa devo fare? Chi mi può aiutare?
Grazie per avermi letto e scusate se sono andata lunga.
Ieri, saltando da un thread all’altro, è risbucata la storia con il mio ex marito.
Ieri, per l’ennesima volta, mi sono resa conto di odiarlo con tutta me stessa.
Ieri, come spesso succede in questo ultimo periodo, ho pianto guardando dormire mia figlia.
E stamattina sono in una condizione pietosa.
Trabocco rabbia da tutti i pori, tremo, il respiro mi si blocca in gola, gli occhi pizzicano e sbattono di continuo per cacciare via altre lacrime, le mani sudano e tremano e non riesco a smettere di maledirlo!
Mi ha tolto la vita, ed io non riesco a riprendermela.
Mi ha tradito, ovviamente, e l’ha fatto nella maniera più meschina, tradendo nello stesso istante anche sua figlia. Due giorni dopo la sua nascita, mentre io ero in ospedale ad allattare la nostra creatura, lui stava in un prato ad “allattare” la sua tr...ia , con rispetto parlando delle scrofe.
Seguono la sua assenza totale, le sue botte per il senso di colpa (la prima volta la bimba aveva tre settimane e se non mi è caduta dalle braccia quella sera è perché qualche angelo mi ha aiutata), il tracollo finanziario in cui ero costretta a mangiare l’avanzo delle pappe perché non c’erano soldi..... Tre anni e mezzo di vero delirio, in cui mi sento alienata tra i miei doveri di madre e quelli di moglie/amante/amica/confidente....tutto quello che ero prima e che non riuscivo più ad essere. Lui non c’era già più. Era il 1999.
Li scopro, scopro tutto, i loro viaggetti, i loro pranzetti, i regali che le fa, l’alberghetto, il secondo conto corrente intestato solo a lui con su la bellezza di 67 milioni delle vecchie lire, la loro seconda vita insomma. Do fuori di testa e parlo con lei, tiro in mezzo anche il marito ma nn serve perchè a quello andava bene così, minaccio la separazione e questo forse serve. Lui si rende conto di tutto e vuole tenere insieme la nostra famiglia, giura e spergiura di amarmi, cambiamo casa come simbolo di “ricostruzione”, cerchiamo di ricominciare una vita normale, ma loro lavorano insieme, nella stessa stanza (classico eh?) ed io ormai sono entrata nel vortice della paranoia.
Cominciano le corse per seguirlo, gli appostamenti fuori dall’ufficio per sentirli o vederli, le telefonate anonime, i controlli sui soldi, sulla sua macchina/cellulare/ portafoglio, la conta della biancheria intima (per vedere quanta ne usava), annusarlo quando tornava, spiare ogni sua mossa, ogni espressione del viso per cercare di capire, scoprire qualcosa, sapere se lui era sincero o se la tresca continuava...un vero inferno insomma, e intanto mi perdo anche la splendida crescita di mia figlia, che sta sempre più all’asilo che a casa.
Alla fine, non trovando niente di niente, un po’ mi passa e mi metto il cuore e l’anima in pace, in casa – che ormai era finita - torna il sereno, riprendo una vita sessuale abbastanza soddisfacente, con lui va bene, torniamo ad essere anche amici, stiamo bene.
Poi....il fulmine a ciel sereno! La sera di ferragosto, dopo una bellissima giornata passata tutti e tre insieme al lago, volendo finire la giornata in bellezza, mi bacia appassionatamente, in una maniera così strana che.......ZAAAK, mi si squarcia di nuovo tutto. Ecco, lì ho capito che lei, la scrofa, c’era ancora.
Ricomincia la paranoia, questa volta accompagnata da attacchi di panico e giorni interi di pianto non appena lui usciva di casa, crisi in cui diventavo anche violenta contro le cose e contro me stessa (grazie a dio la bimba era all’asilo, anzi, non vedevo l’ora di portarcela per dare libero sfogo alla mia pazzia!), momenti di depressione così profonda da passare ore e ore sdraiata in pigiama sul pavimento senza avere nemmeno la forza di sbattere gli occhi, momenti in cui uscivo e mi perdevo, tanto da telefonare per farmi venire a prendere perché davvero non sapevo dov’ero finita, in cui mangiavo e vomitavo, momenti in cui perdevo i capelli a ciocche e in cui non stavo in piedi per tutti i farmaci che ingoiavo per cercare di lenire il mio dolore....
Ma tutto questo non porta a niente, non scopro niente, lui giura che non c’è niente, si comporta bene, è presente e affettuoso, in casa è un vero aiuto, tutto sembra normale, pulito, vero. Ma io sto male da morire....PERCHE’ SO! Dentro di me so, lo sento e ne sono sicura.
Mi rivolgo ad un investigatore privato che infatti, in 10 giorni, scopre di nuovo tutto e questa volta la cosa è documentata, lui non può più negare l’evidenza e non può darmi della paranoica. Però della pazza si, è vero, quello me lo merito, per aver tentato il suicidio in un momento di lucidissima follia. Ovviamente non ci riesco, mi prendono in tempo e mi restituiscono a lui!
Ma io non ci riesco a stare con lui, non sopporto nemmeno di respirare la stessa aria che respira lui, di sentire il rumore dei suoi passi, mi fa schifo sessualmente, non lo voglio nel mio letto e alla mia tavola e così chiedo la separazione (consensuale perché sono buona cioè scema!), gli lascio la casa coniugale con tutto il lusso che c’era dentro (e quando dico lusso , credetemi) perchè per me era solo una bugia, non voglio gli alimenti perché da sola posso farcela e l’orgoglio è comunque una brutta bestia, non gli faccio nessun problema con la bambina, anzi, è giusto che loro abbiano un rapporto.
Lascio il paese dove abitavamo, torno in città vicino ai miei, e qui comincia il vero inferno, quello perpetuo, quello a cui mi ha condannato per l’eternità.
Il lavoro scarseggia, i soldi anche, e nonostante sia padrona di casa mia, non mi ci sento a casa mia, sono passata dalle classiche stelle alle classiche stalle, non riesco ad avere una relazione decente, almeno fino a quando incontro il mio attuale compagno, due prima di lui sono state solo sofferenza perché non mi davano quello che cercavo.
Ma ultimamente, per tutto quello che ho raccontato (che è solo una scrematura della storia, i fatti principali) ho ricominciato ad odiarlo. Ho ricominciato a maledirlo e a provare una rabbia immensa. Ho ricominciato, nonostante io sia da quel lato abbastanza felice, a piangere per la malinconia di una cosa che non so se potrò mai più avere: la mia famiglia.
Qualche amico qui dentro mi ha detto di darmi tempo, di non pretendere troppo da me stessa, ma io voglio liberarmi di lui e di tutti i ricordi maledetti che ho dentro e che mi rodono l’anima anche se sono passati quasi 8 anni....
Cosa devo fare? Chi mi può aiutare?
Grazie per avermi letto e scusate se sono andata lunga.