Nobody
Utente di lunga data
L'autore de "Non è un paese per vecchi" tira fuori dal cilindro un incredibile capolavoro. Raramente ho letto un romanzo così potente... ritengo McCarthy il più dotato scrittore americano, più ancora del grande Philip Roth.
Stavolta il lavoro di sottrazione sulla lingua è talmente estremo che il linguaggio regredisce ad uno stato quasi primordiale... come i pochi sopravvisssuti sulla terra, che il romanzo descrive.
Sotto un cielo di cenere, davanti a un sole malato come un grande occhio marcio... un glaucoma spalancato sul mondo, un uomo e il suo piccolo figlio arrancano inmezzo al fango e alla neve trascinando un carrello. L’apocalisse vera non è ancora arrivata, quella di McCarthy si.
Stavolta il lavoro di sottrazione sulla lingua è talmente estremo che il linguaggio regredisce ad uno stato quasi primordiale... come i pochi sopravvisssuti sulla terra, che il romanzo descrive.
Sotto un cielo di cenere, davanti a un sole malato come un grande occhio marcio... un glaucoma spalancato sul mondo, un uomo e il suo piccolo figlio arrancano inmezzo al fango e alla neve trascinando un carrello. L’apocalisse vera non è ancora arrivata, quella di McCarthy si.