Allucinante

Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
O

Old Asudem

Guest
Emergenza a Pechino Rimosso il capo dell'ente che controlla la qualità dei cibi

Latte cinese, 53 mila intossicati
Lo scandalo nascosto ai Giochi


La denuncia il 2 agosto, ma le autorità sono state attivate il 4 settembre


DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
PECHINO — L'allarme generale per il latte tossico era scattato il 2 agosto. Mancavano appena sei giorni alle Olimpiadi. E sul tavolo del sindaco di una città del Nord-Ovest dal nome quasi impronunciabile (Shijiazhuang), più di due milioni di abitanti, era comparso un rapporto che già illustrava le malefatte alle quali erano ricorse 22 aziende per alterare il prodotto destinato soprattutto ai più piccoli. Ma si poteva, il 2 agosto, spezzare la macchina mediatica messa in piedi e oscurare la bellissima vetrina che la Cina stava lustrando per presentare al mondo il risultato delle sue importanti riforme economiche? Anche a costo di giocare con la salute di 53 mila bambini — quanti sono stati, come si è saputo ieri, costretti o al ricovero (12.892) o al controllo in pronto soccorso — il numero 1 di questo regno poco conosciuto che ospita l'industria chimica, tessile e alimentare, e che è la capitale della Provincia, l'Hebei, attorno a Pechino, ha preso il dossier e lo ha chiuso a chiave. Era da mesi che migliaia di famiglie lamentavano effetti collaterali opposti a quelli per i quali i medici sollecitano l'assunzione di tanto latte nell'infanzia.
Anziché fortificarsi, le ossa decadevano e il corpo entrava in sofferenza per il blocco di alcune funzioni del fegato. Ciò a causa di melamina aggiunta a badilate (nelle linee di produzione, hanno raccontato alcuni imputati, ne arrivavano sacchi strapieni a 29 dollari ciascuno). Una sostanza che oltre certi limiti è veleno: un trucco per fingere di migliorare la percentuale proteica. Le analisi, e si era alla vigilia della grande kermesse olimpica, avevano spazzato via ogni ragionevole dubbio. Lì dentro c'era un intruglio nocivo. Adesso che lo scandalo è sulla bocca di un miliardo e 300 milioni di cinesi è facile dare del «terrorista» al signor Ji, il sindaco della città, vicesegretario del partito comunista dell'Hebei, e additarlo come l'esempio del funzionario di medio-alto livello che per arroganza o negligenza ha provocato uno sconquasso del genere. La verità è che il signor Ji ha eseguito gli ordini di chi aveva imposto di sacrificare qualsiasi cosa all'ordinato svolgimento e al successo del mega-evento sportivo. Questo chiedeva la politica dell'immagine. E il sindaco si è dato da fare, da bravo soldatino.

Per almeno un mesetto si è tenuto in cassaforte il rapporto. Poi, a riflettori spenti, il 4 settembre ha finalmente avvertito i suoi superiori gerarchici nella Provincia. Credeva di essersi comportato da amministratore pubblico fedele: durante le Olimpiadi vietati i diversivi. Il cerino acceso è rimasto nelle mani del signor Ji che è finito in carcere. Bersaglio del gigantesco scaricabarile. Ma che sia stato lui l'unico a conoscere i dettagli della contraffazione alimentare e l'unico esecutore della volontà di silenziare la vicenda è dura da credere. Ieri il capo dell'Authority che vigila sulla qualità del cibo e sulla regolarità delle ispezioni, Li Changjiang, è stato rimosso dall'incarico. È il primo pesce grosso a cadere a Pechino. Segno che la catena dell'omertà si estendeva ben oltre i confini di una città a 300 chilometri dalla capitale. È immaginabile che la valanga della indignazione subisca una brusca frenata, ma che si fermi è impossibile. Lo scandalo sta bussando alle porte del potere che conta. Dalla periferia si sposta al centro. E una domanda (con relativa risposta adeguata) può fare saltare il banco: chi ha intimato al capo dell'Authority di aspettare l'11 settembre, quando già migliaia di bambini erano ricoverati (4 morti), di informare l'Oms, come previsto dai protocolli internazionali? All'origine di questo scandalo vi è uno dei problemi irrisolti della Cina: l'enorme difficoltà per il governo, addirittura l'impossibilità fino ad oggi, di vincolare le ramificazioni del partito comunista e della amministrazione al rispetto della legalità. Un conflitto che riesplode dopo la «tregua» olimpica. In nome dei Giochi la norme del buonsenso erano state sospese e sacrificate. Con un prezzo, quei 53 mila bambini intossicati, davvero tragico. Adesso, a Pechino e in periferia, ognuno col suo carico di responsabilità è spalle al muro.
Fabio Cavalera
23 settembre 2008
 
O

Old falena

Guest
mi sembra che da tempo i "piccoli" produttori europei messi in ginocchio dalle grandi produzioni commissionate in cina, chiedano regole ferree di controllo: ne più e ne meno di quelle applicate anche qui in Italia.. si starà a vedere se questo sacrificio di bambini in "tributo all'immagine" farà svegliare qualche coscenza: che vergogna però
 

Bruja

Utente di lunga data
bene

Altri due scandali commerciali del genere e poi vedremo quale economia andrà in ginocchio.... questi cinesi, esplosi nel mercato, non hanno capito che le truffe prima o poi si ritronceranno contro di loro e contro i loro connazionali all'estero. Prima i polli con l'aviaria, poi i coloranti tossici, ora il latte, e sono certa che non é finita.
Avrebbero dovuto imparare dai cugini giapponesi che copiavano, é vero, ma copiavano anche la qualità.
Bruja
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
Scusate se lo chiedo: abbiamo bisogno di latte cinese?
 
O

Old giobbe

Guest
Scusate se lo chiedo: abbiamo bisogno di latte cinese?

Oggi è tutto un mercato globale, conta parecchio il prezzo.
In aereo mi è capitato di bere del Cabernet fatto in Cina: era buono!
Pensavo che ci volessero decade prima che i cinesi facessero un buon vino.
Questi cinesi imparano a fare tutto con una velocità incredibile.
 

Old unodinoi

Utente di lunga data
Oggi è tutto un mercato globale, conta parecchio il prezzo.
In aereo mi è capitato di bere del Cabernet fatto in Cina: era buono!
Pensavo che ci volessero decade prima che i cinesi facessero un buon vino.
Questi cinesi imparano a fare tutto con una velocità incredibile.
Speriamo che imparino in fretta a fare il ragu se no son cazzi!!!
 
O

Old giobbe

Guest
Speriamo che imparino in fretta a fare il ragu se no son cazzi!!!
Ho letto un'intervista in cui Etile Carpenè diceva che il prosecco cinese migliora incredibilmente anno dopo anno.
Se questi sanno fare il prosecco, il ragù lo fanno a occhi chiusi.
 

Old unodinoi

Utente di lunga data
Ho letto un'intervista in cui Etile Carpenè diceva che il prosecco cinese migliora incredibilmente anno dopo anno.
Se questi sanno fare il prosecco, il ragù lo fanno a occhi chiusi.
meno male se no se ti capitavano a tiro sai che legnate gli tiravi!
 

Bruja

Utente di lunga data
mah

Il problema non é quanto presto imparino a copiare... lo hanno già fatto egregiamente i giapponesi in altri campi, ma cosa infilino dentro i prodotti per raggiungere lo stesso risultato a nasso costo e senza attenersi alle norme di legge.
La tossicità per loro é un optional non un deterrente.
Bruja
 

Old unodinoi

Utente di lunga data
Uno dei miei principi inderogabili è: non comprare dai cinesi! Per tutta una serie di motivi tra i quali mancanza assoluta di qualità e di rispetto per le norme sul lavoro.
Ergo ... per me potrebbero andare a farsi fottere!
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
Uno dei miei principi inderogabili è: non comprare dai cinesi! Per tutta una serie di motivi tra i quali mancanza assoluta di qualità e di rispetto per le norme sul lavoro.
Ergo ... per me potrebbero andare a farsi fottere!
Condivido fin dove si trova il materiale che mi serve nel paese in cui vivo. Segue poi chi mi offre il prodotto al prezzo migliore.

Quello che non capisco che dobbiamo comprare il latte cinese. Sia in Italia che in Austria e Germania, maggiori produttori di latte in Europa, avanza del latte e si vende il latte in polvere in tutto il mondo.

Ripeto: è proprio necessario che compriamo (in Italia) latte cinese?
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Condivido fin dove si trova il materiale che mi serve nel paese in cui vivo. Segue poi chi mi offre il prodotto al prezzo migliore.

Quello che non capisco che dobbiamo comprare il latte cinese. Sia in Italia che in Austria e Germania, maggiori produttori di latte in Europa, avanza del latte e si vende il latte in polvere in tutto il mondo.

Ripeto: è proprio necessario che compriamo (in Italia) latte cinese?
Infatti nessuno compra il latte cinese.
In ogni Paese avvengono sofisticazioni. Mi sembra che possa accadere anche in Cina. Quello che mi stupisce è perché non vengono date notizie o con uguale rilievo di sofisticazioni avvenute altri Paesi.
 

Lettrice

Utente di lunga data
Credo che piu' che bere latte cinese il problema sia cosa viene prodotto con quel latte... per esempio il cioccolato al latte...
 

Bruja

Utente di lunga data
Persa

Infatti nessuno compra il latte cinese.
In ogni Paese avvengono sofisticazioni. Mi sembra che possa accadere anche in Cina. Quello che mi stupisce è perché non vengono date notizie o con uguale rilievo di sofisticazioni avvenute altri Paesi.
Forse perché non sono morti dei bimbi che l'hanno bevuto.
La situazione sanitaria di quel latte era tragica, non era sofisticato, era altamente tossico.
Bruja
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Forse perché non sono morti dei bimbi che l'hanno bevuto.
La situazione sanitaria di quel latte era tragica, non era sofisticato, era altamente tossico.
Bruja
Se non ne viene data notizia, non si conoscono neppure le conseguenze.
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
Mi ricorda un po' il vino francese sofisticato con liquido anti-gelo qualche annetto fa. O dell'olio di oliva da non so quale paese che conteneva diossina. O della mucca pazza per via del pesce nel cibo delle mucche.

Ma chi è che si inventa queste cose? Io li metterei tutti al muro per direttissima. Peccato che non si può.
 

Old unodinoi

Utente di lunga data
Infatti nessuno compra il latte cinese.
In ogni Paese avvengono sofisticazioni. Mi sembra che possa accadere anche in Cina. Quello che mi stupisce è perché non vengono date notizie o con uguale rilievo di sofisticazioni avvenute altri Paesi.
Sarai ben strana tu! Io spero che vengano date notizie da tutti i paesi dove potrebbero avvenire sofisticazioni. Intanto dalla Cina è certo! Cosa ti fa prendere posizioni di questo genere? Hai degli scambi commerciali in atto con la Cina ... oppure si tratta solo di socialismo reale?
 

Iris

Utente di lunga data
Mi ricorda un po' il vino francese sofisticato con liquido anti-gelo qualche annetto fa. O dell'olio di oliva da non so quale paese che conteneva diossina. O della mucca pazza per via del pesce nel cibo delle mucche.

Ma chi è che si inventa queste cose? Io li metterei tutti al muro per direttissima. Peccato che non si può.
Chi si invente queste cose? Chiunque produce senza etica. Massimo profitto con il minimo costo. E' una legge che i cinesi hanno imparato bene.
L' Occidente non è da meno: la Cirio comprava pomodori cinesi ( forse ancora oggi lo fa); la mancanza di scrupoli dei cinesi trova un buon mercato in Occidente.
Le grandi marche occidentali usano manodopera asiatica (Cina, sud est asiatico), pagando poco materie prime e forza lavoro per un prodotto che immesso sul nostro mercato "vale" centinaia o migliaia di euro.
Noi paghiamo 1900 euro una borsa (non dico la marca) che in realtà al produttore è costata 19 euro. Sottraiamo da 1900, i 19, immaginiamo pure che molto vada in costi di trasporti, trasferimenti, terzi ecc ecc...quanto rimane all'Occidente e all'imprenditore cinese? Abbastanza da far prosperare questo mercato in eterno.
Mi dispiace contraddire Bruja, ma l'economia cinese non andrà mai a picco, a meno che non crolli la nostra.
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
Top