I giovani...

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Fedifrago

Utente di lunga data
E' in fondo una nuova categoria, nuova nel senso che fino a 40-50 anni fa non esisteva, eppure tutti in qualche modo a prenderla a riferimento, a prestarle attenzione, spesso a cercare di adeguarsi a loro.

In fondo anche l'adolescenza, e prima di essa l'esser bambino son categorie abbastanza recenti, se si pensa che fino a poco più di un secolo fa non esistevano praticamente i bambini nel senso di persone dedite solo al gioco e all'apprendimento, perchè fin da piccoli tutti, chi più chi meno e salvo i figli dei benestanti che erano la minima parte, iniziavano a lavorare fin da piccoli, come del resto avviene tuttora per i tre quarti della popolazione mondiale.

Non è che si creano queste categorie per incasellarle e alla fine riuscire a delimitarle e controllarle?
 

Iris

Utente di lunga data
E' in fondo una nuova categoria, nuova nel senso che fino a 40-50 anni fa non esisteva, eppure tutti in qualche modo a prenderla a riferimento, a prestarle attenzione, spesso a cercare di adeguarsi a loro.

In fondo anche l'adolescenza, e prima di essa l'esser bambino son categorie abbastanza recenti, se si pensa che fino a poco più di un secolo fa non esistevano praticamente i bambini nel senso di persone dedite solo al gioco e all'apprendimento, perchè fin da piccoli tutti, chi più chi meno e salvo i figli dei benestanti che erano la minima parte, iniziavano a lavorare fin da piccoli, come del resto avviene tuttora per i tre quarti della popolazione mondiale.

Non è che si creano queste categorie per incasellarle e alla fine riuscire a delimitarle e controllarle?
Non lo so se è una necessità dettata da volontà di controllo. Ma certo è che la categoria dei giovani è sempre esistita, anche nell'antichità, per esigenze di difesa e produzione; le altre categorie, donne vecchi, e bambini erano ad essa subordinate .
Oggi credo sia un' esigenza soprattutto dettata dai consumi e dal mercato.
 

Fedifrago

Utente di lunga data
Non lo so se è una necessità dettata da volontà di controllo. Ma certo è che la categoria dei giovani è sempre esistita, anche nell'antichità, per esigenze di difesa e produzione; le altre categorie, donne vecchi, e bambini erano ad essa subordinate .
Oggi credo sia un' esigenza soprattutto dettata dai consumi e dal mercato.
Che sia sempre esistita è un conto, che venisse riconosciuta ad essa un "valore", proprie peculiarità e specificità è un altro.

In fondo è solo dalla fine degli anni '60 che i giovani "possono" dir la loro contando di venir ascoltati.

Se si pensa alle famiglie fino a metà del secolo scorso, non si metteva in discussione quel che il paterfamilias asseriva (bastava un suo "è così perchè lo dico io"), i figli dovevano chiedere quasi il permesso se volevano interloquire con gli adulti....oggi se va bene siam noi genitori che dobbiamo quasi chiedere il permesso a loro per dir la nostra!


Questo ha comportato la messa in discussione dell'autorità paterna (intesa come genitoriale) con conseguente obbligo di esplicare ai giovani i perchè si deve fare in un modo e non in un altro...quindi maggiori responsabilità e capacità di far valere principi che una volta si davano per assodati e non doverosi di esplicazione.

In definitiva la grossa diversità col passato è che oggi i giovani scelgono e vogliono far valere le loro scelte.

Noi adulti siam pronti a questo confronto?
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Che sia sempre esistita è un conto, che venisse riconosciuta ad essa un "valore", proprie peculiarità e specificità è un altro.

In fondo è solo dalla fine degli anni '60 che i giovani "possono" dir la loro contando di venir ascoltati.

Se si pensa alle famiglie fino a metà del secolo scorso, non si metteva in discussione quel che il paterfamilias asseriva (bastava un suo "è così perchè lo dico io"), i figli dovevano chiedere quasi il permesso se volevano interloquire con gli adulti....oggi se va bene siam noi genitori che dobbiamo quasi chiedere il permesso a loro per dir la nostra!


Questo ha comportato la messa in discussione dell'autorità paterna (intesa come genitoriale) con conseguente obbligo di esplicare ai giovani i perchè si deve fare in un modo e non in un altro...quindi maggiori responsabilità e capacità di far valere principi che una volta si davano per assodati e non doverosi di esplicazione.

In definitiva la grossa diversità col passato è che oggi i giovani scelgono e vogliono far valere le loro scelte.

Noi adulti siam pronti a questo confronto?
Tutto sta nel poter avere una faccia (vita) da poter mostrare...
 

Lettrice

Utente di lunga data
A volte credo che i giovani non dovrebbero poter fare le loro scelte... o se si se lo devono conquistare il diritto.
 

Fedifrago

Utente di lunga data
A volte credo che i giovani non dovrebbero poter fare le loro scelte... o se si se lo devono conquistare il diritto.


O per lo meno...non così liberamente, contando quasi sempre su qualcuno che gli para il...parabile!
 

Iris

Utente di lunga data


O per lo meno...non così liberamente, contando quasi sempre su qualcuno che gli para il...parabile!
Ma infatti io penso che il ruolo del genitore dovrebbe essere un pò antipaticamente ostativo. Porre dei limiti è uno sporco lavoro, e qualcuno deve pur farlo. E chi se non colui che ama di più? un genitore che ama i suoi figli deve ricoprire il ruolo scomodo del guastafeste.
I giovani non possono affrontare lo scontro generazionale (salutare ed indispensabile), perchè nessuno vuole stare in questa o quella generazione: è pieno di babbioni ridicoli addobbati da ventenni. Tutti finti giovani, di corpo e di mente.
Per fare i genitori, occorre smettere di fare i figli.
Io non lo vorrei un padre coglione che mi cita J. Morrison, o una madre deficiente che si concia come Madonna.
 

Lettrice

Utente di lunga data
Ma infatti io penso che il ruolo del genitore dovrebbe essere un pò antipaticamente ostativo. Porre dei limiti è uno sporco lavoro, e qualcuno deve pur farlo. E chi se non colui che ama di più? un genitore che ama i suoi figli deve ricoprire il ruolo scomodo del guastafeste.
I giovani non possono affrontare lo scontro generazionale (salutare ed indispensabile), perchè nessuno vuole stare in questa o quella generazione: è pieno di babbioni ridicoli addobbati da ventenni. Tutti finti giovani, di corpo e di mente.
Per fare i genitori, occorre smettere di fare i figli.
Io non lo vorrei un padre coglione che mi cita J. Morrison, o una madre deficiente che si concia come Madonna.
Concordo infatti quello che fotte e' quella grande fesseria del genitore-amico...
 

Lettrice

Utente di lunga data
Che poi io sono stata una grande disgraziata come figlia
 

Nobody

Utente di lunga data
A volte credo che i giovani non dovrebbero poter fare le loro scelte... o se si se lo devono conquistare il diritto.
Perchè...? Tu immagino le avrai fatte no? Io credo che oggi il loro problema, se problema c'è, è nel non avere il coraggio di farle, semmai.
 

Lettrice

Utente di lunga data
Perchè...? Tu immagino le avrai fatte no? Io credo che oggi il loro problema, se problema c'è, è nel non avere il coraggio di farle, semmai.
Le ho fatte ma mi son costate lotte con i miei genitori... e ho preso pure la mia sana passata di colpi...

Per giunta alcune scelte non mi sarebbero state permesse... lasciare la scuola per esempio... non andare all'universita'... fumare col consenso dei miei...


I miei erano l'autorita' a cui dovevo rendere conto... se non fosse stato per la paura del giudizio dell'autorita' ora sarei una barbona
 

Iris

Utente di lunga data
Perchè...? Tu immagino le avrai fatte no? Io credo che oggi il loro problema, se problema c'è, è nel non avere il coraggio di farle, semmai.
Veramente il coraggio, o meglio l'incoscenza di fare cose sbagliare, ce la hanno, eccome!!!
Ad esempio il figlio ventiquatrenne di una mia collega, giorni fa è finito in galera 2 giorni. Rissao e resistenza a pubblico ufficiale.
Ma si è comportato come se la responsabilità fosse dei genitori, che si sentono colpevoli di non essere stati abbastanza severi!!!
Ora...è il colmo che uno così, che non ha voluto nè lavorare, nè studiare, faccia lo smargiasso attribuendo agli altri la causa del proprio fallimento.
 

Mari'

Utente di lunga data
E' in fondo una nuova categoria, nuova nel senso che fino a 40-50 anni fa non esisteva, eppure tutti in qualche modo a prenderla a riferimento, a prestarle attenzione, spesso a cercare di adeguarsi a loro.

In fondo anche l'adolescenza, e prima di essa l'esser bambino son categorie abbastanza recenti, se si pensa che fino a poco più di un secolo fa non esistevano praticamente i bambini nel senso di persone dedite solo al gioco e all'apprendimento, perchè fin da piccoli tutti, chi più chi meno e salvo i figli dei benestanti che erano la minima parte, iniziavano a lavorare fin da piccoli, come del resto avviene tuttora per i tre quarti della popolazione mondiale.

Non è che si creano queste categorie per incasellarle e alla fine riuscire a delimitarle e controllarle?
Fai attenzione alla pubblicita' ... e' quasi tutta impregnata sui giovani ... e' la categoria facile da raggirare, lo stesso vale per i piu' piccoli.
 

Nobody

Utente di lunga data
Le ho fatte ma mi son costate lotte con i miei genitori... e ho preso pure la mia sana passata di colpi...

Per giunta alcune scelte non mi sarebbero state permesse... lasciare la scuola per esempio... non andare all'universita'... fumare col consenso dei miei...


I miei erano l'autorita' a cui dovevo rendere conto... se non fosse stato per la paura del giudizio dell'autorita' ora sarei una barbona
ah ok... certo, la scelta per essere possibilmente responsabile, dovrebbe sempre derivare da un qulache tipo di "lotta"... con i genitori quando sei adolescente, con te stesso se sei adulto.
 

Nobody

Utente di lunga data
Veramente il coraggio, o meglio l'incoscenza di fare cose sbagliare, ce la hanno, eccome!!!
Ad esempio il figlio ventiquatrenne di una mia collega, giorni fa è finito in galera 2 giorni. Rissao e resistenza a pubblico ufficiale.
Ma si è comportato come se la responsabilità fosse dei genitori, che si sentono colpevoli di non essere stati abbastanza severi!!!
Ora...è il colmo che uno così, che non ha voluto nè lavorare, nè studiare, faccia lo smargiasso attribuendo agli altri la causa del proprio fallimento.
Mi sa che diamo significati diversi alla parola "scelta".
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Veramente il coraggio, o meglio l'incoscenza di fare cose sbagliare, ce la hanno, eccome!!!
Ad esempio il figlio ventiquatrenne di una mia collega, giorni fa è finito in galera 2 giorni. Rissao e resistenza a pubblico ufficiale.
Ma si è comportato come se la responsabilità fosse dei genitori, che si sentono colpevoli di non essere stati abbastanza severi!!!
Ora...è il colmo che uno così, che non ha voluto nè lavorare, nè studiare, faccia lo smargiasso attribuendo agli altri la causa del proprio fallimento.
Forse ha "ragione" lui ...se ha dovuto farsi arrestare a 22 anni per trovare qualcuno che gli ponesse dei limiti e gli imponesse qualcosa.
 

Lettrice

Utente di lunga data
ah ok... certo, la scelta per essere possibilmente responsabile, dovrebbe sempre derivare da un qulache tipo di "lotta"... con i genitori quando sei adolescente, con te stesso se sei adulto.

Suona come una cosa vecchia come il cucco pero' per me e' cosi'... prima di fare una scelta bisogna rispondere a una serie di perche'... se questo non avviene si fanno un sacco di cazzate
 

Iris

Utente di lunga data
Mi sa che diamo significati diversi alla parola "scelta".
Non ho parlato di scelte. Ma di cose. E poi nella rissa ci si è trovato...perchè ha scelto un certo tipo di vita : è l'amante di una donna sposata, il cui marito ha voluto vendicarsi. E' una scelta, se vogliamo. E' comunque una vicenda lunga a spiegarsi...
 

Nobody

Utente di lunga data
Suona come una cosa vecchia come il cucco pero' per me e' cosi'... prima di fare una scelta bisogna rispondere a una serie di perche'... se questo non avviene si fanno un sacco di cazzate
Ma non è per niente vecchia come il cucco... semmai è alla base di ogni vera scelta!
 
Stato
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