emmanuelle arsan
Utente di lunga data
Rilancio della riforma della giustizia cambiando la Costituzione e chiusura del dialogo con l'opposizione: è l'ultimo affondo del premier. Deriva autoritaria o riforma che darà una risposta ai reali bisogni dei cittadini?
di Redazione
«Non mi siederò mai al tavolo con questa sinistra leninista e antidemocratica. E sulla giustizia sono pronto a cambiare la Costituzione, anche da solo». Come sempre Berlusconi non perde occasione per fare annunci che scuotono lo scenario politico e l'opinione pubblica. Questa volta non è stato il parlamento la sede dell'a sua ultima esternazione ma la conferenza stampa di presentazione di ""Viaggio in un'Italia diversa", il nuovo libro di Bruno Vespa, . Se la sorpresa e lo sconcerto erano gli obiettivi da raggiungere si può considerare soddisfatto per la missione compiuta.
Ma quando il premier si lancia non lo ferma più nessuno e la conferenza stampa si è trasformata in una vera e propria dichiarazione di intenti con interventi a tutto campo. E giù critiche alla sinistra: «Ha ragione Bonaiuti quando dice che sono marxisti leninisti. Ci vuole un cambio di generazione per avere da noi una socialdemocrazia. Non accetto di parlare con questo tipo di persone». «Nei sondaggi - ha aggiunto sorridendo il Cavaliere - il governo è nuovamente salito al 68%». «Nei mesi scorsi - ha spiegato Berlusconi -avevamo dieci punti di vantaggio rispetto all'opposizione. Poi, dopo le polemiche sulla scuola e sull'Iva a Sky eravamo tornati indietro di qualche punto. Ora siamo al 68%».
Ma ciò che sta particolarmente a cuore al premier è la riforma della giustizia ma per realizzarla secondo i suoi piani deve mettere mano alla Costituzione. «Si può cambiare e poi l'ultima parola spetta ai cittadini. Ci sono due votazioni con 6 mesi di tempo l'una dall'altra poi a decidere se la riforma sarà giusta saranno i cittadini. Questa è la democrazia» ha detto il premier per poi spezzare un lancia in favore della separazione delle carriere, ritenendo giusta la «separazione degli ordini perché un pubblico ministero deve far parte di un ordine diverso e deve avere gli stessi diritti e doveri dell'avvocato e cioè andare dal giudice, bussare alla porta e prendere un appuntamento. In questo modo i cittadini sono garantiti».
La risposta del Pd non si è fatta attendere. «Berlusconi è l'unico capo di un governo di un Paese democratico al mondo che non accetta, nemmeno psicologicamente, l'idea esista l'opposizione e passa le giornate a insultarla - ha replicato Dario Franceschini -. È l'unico caso di capo di governo al mondo che dentro una crisi economica così forte, che preoccupa le famiglie e le imprese non cerca un rapporto costruttivo con l'opposizione. Facendo così fa del male all'Italia e agli italiani».
Ma vi sembra corretto modificare la Costituzione a colpi di maggioranza? E non esiste forse il pericolo di una deriva autoritaria?
