Ricordati che devi morire!

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Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Non trovate che la cultura attuale operi una rimozione della morte preoccupante che diventa un togliere valore alla vita?
Mi spiego.
Quando si dà la notizia della morte di qualcuno si reagisce tutti come se fosse sempre un evento inaspettato. Ho visto gente domandarsi "Come mai?" per la morte dinonni ultranovantenni.
Non parlo dei parenti stretti che, ovviamente provano dolore, ma di estranei che reagiscono come se la morte fosse una sfortuna che è toccata a qualcuno particolarmente sfortunato e non come la fine naturale di tutti.
Ma quel che mi pare la conseguenza di tutta questa rimozione è il vivere la vita senza saper dare valore né alle piccole né alle grandi cose.
E' una mia impressione?
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
Non trovate che la cultura attuale operi una rimozione della morte preoccupante che diventa un togliere valore alla vita?
Mi spiego.
Quando si dà la notizia della morte di qualcuno si reagisce tutti come se fosse sempre un evento inaspettato. Ho visto gente domandarsi "Come mai?" per la morte dinonni ultranovantenni.
Non parlo dei parenti stretti che, ovviamente provano dolore, ma di estranei che reagiscono come se la morte fosse una sfortuna che è toccata a qualcuno particolarmente sfortunato e non come la fine naturale di tutti.
Ma quel che mi pare la conseguenza di tutta questa rimozione è il vivere la vita senza saper dare valore né alle piccole né alle grandi cose.
E' una mia impressione?
Chi passa la vita con la testa abbassata a brucare l'erbetta, si stupisce di qualsiasi cosa veda quando la alza.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data

Old Italia1

Utente di lunga data
Non trovate che la cultura attuale operi una rimozione della morte preoccupante che diventa un togliere valore alla vita?
Mi spiego.
Quando si dà la notizia della morte di qualcuno si reagisce tutti come se fosse sempre un evento inaspettato. Ho visto gente domandarsi "Come mai?" per la morte dinonni ultranovantenni.
Non parlo dei parenti stretti che, ovviamente provano dolore, ma di estranei che reagiscono come se la morte fosse una sfortuna che è toccata a qualcuno particolarmente sfortunato e non come la fine naturale di tutti.
Ma quel che mi pare la conseguenza di tutta questa rimozione è il vivere la vita senza saper dare valore né alle piccole né alle grandi cose.
E' una mia impressione?
mica vero...mio nonno ha 93 anni e mi chiedo come faccia ad essere ancora vivo...per carità, viva ancora per tanto...
 

Mari'

Utente di lunga data
Non trovate che la cultura attuale operi una rimozione della morte preoccupante che diventa un togliere valore alla vita?
Mi spiego.
Quando si dà la notizia della morte di qualcuno si reagisce tutti come se fosse sempre un evento inaspettato. Ho visto gente domandarsi "Come mai?" per la morte dinonni ultranovantenni.
Non parlo dei parenti stretti che, ovviamente provano dolore, ma di estranei che reagiscono come se la morte fosse una sfortuna che è toccata a qualcuno particolarmente sfortunato e non come la fine naturale di tutti.
Ma quel che mi pare la conseguenza di tutta questa rimozione è il vivere la vita senza saper dare valore né alle piccole né alle grandi cose.
E' una mia impressione?

Hai fatto caso che dopo la morte, il defunto e' stato sempre bello/buono/bravo? ... sembra che nessuno abbia piu' voglia di parlarne male
dimenticando di quanto carogna fosse stato ...



 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
se ne parlava di là nel mio thread....che è? Post" Pranzo di Natale" omnia animalia trista sunt?
Io non lo trovo triste, ma un incentivo a vivere le cose "vere".
 

Rebecca

Utente di lunga data
Non trovate che la cultura attuale operi una rimozione della morte preoccupante che diventa un togliere valore alla vita?
Mi spiego.
Quando si dà la notizia della morte di qualcuno si reagisce tutti come se fosse sempre un evento inaspettato. Ho visto gente domandarsi "Come mai?" per la morte dinonni ultranovantenni.
Non parlo dei parenti stretti che, ovviamente provano dolore, ma di estranei che reagiscono come se la morte fosse una sfortuna che è toccata a qualcuno particolarmente sfortunato e non come la fine naturale di tutti.
Ma quel che mi pare la conseguenza di tutta questa rimozione è il vivere la vita senza saper dare valore né alle piccole né alle grandi cose.
E' una mia impressione?
Beh, credo sia l'istinto di sopravvivenza.
 

Rebecca

Utente di lunga data
Non trovate che la cultura attuale operi una rimozione della morte preoccupante che diventa un togliere valore alla vita?
Mi spiego.
Quando si dà la notizia della morte di qualcuno si reagisce tutti come se fosse sempre un evento inaspettato. Ho visto gente domandarsi "Come mai?" per la morte dinonni ultranovantenni.
Non parlo dei parenti stretti che, ovviamente provano dolore, ma di estranei che reagiscono come se la morte fosse una sfortuna che è toccata a qualcuno particolarmente sfortunato e non come la fine naturale di tutti.
Ma quel che mi pare la conseguenza di tutta questa rimozione è il vivere la vita senza saper dare valore né alle piccole né alle grandi cose.
E' una mia impressione?
Credo che chiedersi "oh, come mai?" anche di persone molto anziane, sia in fondo anche dare un valore alla vita umana. Non è che perchè sono vecchie, allora lo si accetti del tutto... Lo si accetta meglio, questo sì. E' comunque una perdita. Mica diresti all'amico che ha subito il lutto... "tanto era vecchio..."
 

Lettrice

Utente di lunga data


Ma soprattutto "Pentiti e ricordati che devi morire"
 

Lettrice

Utente di lunga data
Credo che chiedersi "oh, come mai?" anche di persone molto anziane, sia in fondo anche dare un valore alla vita umana. Non è che perchè sono vecchie, allora lo si accetti del tutto... Lo si accetta meglio, questo sì. E' comunque una perdita. Mica diresti all'amico che ha subito il lutto... "tanto era vecchio..."
No ma che la sua vita l'ha fatta si.

Ma per un vecchio e' una perdita naturale... ha fatto il suo corso, la vita lo fa
 

Bruja

Utente di lunga data
bah...

Anche a costo di essere banale confermo la convinzione che la civiltà occidentale, massimamente quella attuale, vive in una continua rimozione della morte come evento terribile e castigatorio... mentre non é altro che la conclusione naturale della parabola esistenziale, che senso avrebbe la vita senza la morte? In fondo l'evoluzione non é stata possibile tgrazie alla continua morte e rinascita?
Si nasce mortali, sappiamo di avere un'aspettativa di vita e viviamo con proiezioni, progetti e finalità che spesso ci sopravvivono. Certo le si intraprende in previsione dei figli, dei discendenti futuri, ma spesso questa progettualità futurista ci porta a non vedere che il nostro tempo passa e fatalmente arriva alla fine.
Non si tratta di vita e morte ma solo del fatto che noi abbiamo un tempo... e dovremmo pensare che ogni volta che lo sprechiamo buttiamo ben più che del denaro... buttiamo qualcosa che niente e nessuno ci potrà mai più rendere; la vita non dà interessi, é il solo capitale che abbiamo e che é destinato all'esaurimento. Come impiegarlo dipende da noi, e rimuovere la concezione della morte o, della fine del nostro tempo, é la maniera più stupida di vivere nella finzione.
Perfino la ricerca esasperata del giovanilismo estetico é un esorcismo che non funziona col tempo che ci é destinato e finché non ci sarà una efficace ingegneria genetica, inutile tirare, lisciare, levigare la buccia, l'interno avrà sempre l'artrosi, la senescenza, l'erosione, la consunzione, la deambulazione della vecchiezza, strada a senso unico verso la nostra fine.
Sembra triste, ma in fondo, sarebbe veramente una fortuna sopravvivere al nostro tempo, alla nostra parabola? Avete mai pensato che a 50-60 anni non potreste mai fare quello che facevate a 20 anche avendone il vigore... é la testa maturata dall'esperienza che ve lo impedirebbe.
Ma forse sono io che ho una visuale da pessimista... seppure ...
Bruja
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
Per anni, decine di anni, ho avuto la fissa di "ricordarmi che devo morire". Oggi ho la fissa di "ricordarmi che devo vivere" e vivo meglio.
 

Nobody

Utente di lunga data
Non trovate che la cultura attuale operi una rimozione della morte preoccupante che diventa un togliere valore alla vita?
Mi spiego.
Quando si dà la notizia della morte di qualcuno si reagisce tutti come se fosse sempre un evento inaspettato. Ho visto gente domandarsi "Come mai?" per la morte dinonni ultranovantenni.
Non parlo dei parenti stretti che, ovviamente provano dolore, ma di estranei che reagiscono come se la morte fosse una sfortuna che è toccata a qualcuno particolarmente sfortunato e non come la fine naturale di tutti.
Ma quel che mi pare la conseguenza di tutta questa rimozione è il vivere la vita senza saper dare valore né alle piccole né alle grandi cose.
E' una mia impressione?
Noi siamo abitati da una doppia soggettività. Una impersonata dal nostro Io... fa programmi, progetti, instaura relazioni, amori, si proietta nel futuro... in una parola, costruisce senso.
L'altra ci prevede come "impiegati della specie", specie la cui vita si alimenta con la nascita e la morte dei singoli individui. Noi siamo soliti rimuovere questa seconda soggettività, a motivo della sua insensatezza se guardata dal punto di vista dell'individuo... anche se poi è lei a regolare il decorso della nostra vita nella sua ineluttabile carenza di senso. Per questo e non per altro sono nate le religioni, tutte le religioni, per garantire la sopravvivenza di un senso oltre la morte. E sotto questo profilo le religioni hanno aiutato l'umanità a non estinguersi, suicidandosi nella rinuncia o nella disperazione.
Anche se la sapienza greca con Eschilo ci spiega bene che si tratta solo di cieche speranze.
 

Lettrice

Utente di lunga data
Molti hai scritto giusto... pero' capita, come ha scritto Persa, che qualcuno sentendo della morte di una persona neanche piu' tanto giovane, si domandi "come mai?" come se la morte fosse un evento straordinario... piu' che rimozione mi sa di dissociazione con la realta
 

Nobody

Utente di lunga data
Molti hai scritto giusto... pero' capita, come ha scritto Persa, che qualcuno sentendo della morte di una persona neanche piu' tanto giovane, si domandi "come mai?" come se la morte fosse un evento straordinario... piu' che rimozione mi sa di dissociazione con la realta.
Siamo in una macchina infernale. Chiunque sia stato a definirla... Dio, Casualità... ce l'ha fatta. Ha vinto su tutta la linea. L'ha studiata in modo sottile, perfetto. È il suo capolavoro.
Perché un bambino che non conosciamo nasce con una malattia che lo ridurrà per tutta la vita sulla carrozzella con il cervello di un bambino di tre mesi? Perché proprio lui e non il proprio figlio? Magari perchè devi perderlo mentre attraversa la strada e viene investito da un'auto pirata? La risposta? Non c'è un senso. Alcun senso.
Non c'è un senso alla vita, non c'è un senso alla gioia, non c'è un senso (e una definizione) di amore... non c'è un Criterio che possa definire l'esistenza in modo univoco... così come non c'è senso al suo inizio e alla sua fine. Non c'è senso al dolore, non c'è senso alla morte.
Ecco perchè morto dio, come diceva Nietzsche, la società odierna deve rimuovere la morte.
 

Lettrice

Utente di lunga data
Siamo in una macchina infernale. Chiunque sia stato a definirla... Dio, Casualità... ce l'ha fatta. Ha vinto su tutta la linea. L'ha studiata in modo sottile, perfetto. È il suo capolavoro.
Perché un bambino che non conosciamo nasce con una malattia che lo ridurrà per tutta la vita sulla carrozzella con il cervello di un bambino di tre mesi? Perché proprio lui e non il proprio figlio? Magari perchè devi perderlo mentre attraversa la strada e viene investito da un'auto pirata? La risposta? Non c'è un senso. Alcun senso.
Non c'è un senso alla vita, non c'è un senso alla gioia, non c'è un senso (e una definizione) di amore... non c'è un Criterio che possa definire l'esistenza in modo univoco... così come non c'è senso al suo inizio e alla sua fine. Non c'è senso al dolore, non c'è senso alla morte.
Ecco perchè morto dio, come diceva Nietzsche, la società odierna deve rimuovere la morte.
Onestamente trovo il nesso tra il non esserci senso e il rimuovere la morte... anche se rimuovi la morte la vita non acquistera' automaticamente senso.
Se poi devo essere proprio sincera e' la morte che da senso alla vita perche' la rende finita...
 

Nobody

Utente di lunga data
Onestamente trovo il nesso tra il non esserci senso e il rimuovere la morte... anche se rimuovi la morte la vita non acquistera' automaticamente senso.
Se poi devo essere proprio sincera e' la morte che da senso alla vita perche' la rende finita...
Senza morte verrebbe meno la vacuità di ciò che puoi aver costruito con impegno e fatica. Ciò sarebbe condizione necessaria, ma non sufficiente, a dare un senso. Quindi si, non automaticamente... ma lo renderebbe possibile.
Sull'ultima tua frase... è il pensiero che Omero mette nella testa di Achille. E' un bel pensiero, ma non lo condivido.
 

emmanuelle arsan

Utente di lunga data
Onestamente trovo il nesso tra il non esserci senso e il rimuovere la morte... anche se rimuovi la morte la vita non acquistera' automaticamente senso.
Se poi devo essere proprio sincera e' la morte che da senso alla vita perche' la rende finita...
ma perchè la vita non ha un senso proprio, semplicemente per quello che facciamo quando la viviamo?
 

emmanuelle arsan

Utente di lunga data
Senza morte verrebbe meno la vacuità di ciò che puoi aver costruito con impegno e fatica. Ciò sarebbe condizione necessaria, ma non sufficiente, a dare un senso. Quindi si, non automaticamente... ma lo renderebbe possibile.
Sull'ultima tua frase... è il pensiero che Omero mette nella testa di Achille. E' un bel pensiero, ma non lo condivido.
ciao MM...buone feste fatte. Come va?
che gioia leggerti qui
 
Stato
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