Persa/Ritrovata
Utente di lunga data
Mi sembrano osservazioni interessanti. Fanno parte di un più ampio ariticolo sulle fantasie.
http://www.psicoanalisi.it/psicoanalisi/osservatorio/articoli/osserva1124.htm
Le persone dimostrano reazioni difformi di fronte all'idea di una relazione qualsiasi, ma sono più propense a condannare quelle che non rispettano determinati canoni validi, sia all'interno che al di fuori dei legami coniugali. Anche la stessa tipologia relazionale può differire potendosi riconoscere, a seconda del coinvolgimento, delle relazioni emotive disgiunte dal contatto genitale, dei rapporti sessuali fini a se stessi, delle situazioni in cui entrambi gli aspetti rientrano a pieno titolo.
Anette Lawson, in "Adultery: an analysis of love and betrayal" (1988), propende per una distinzione di infedeltà nascosta al coniuge (adulterio tradizionale o infedeltà convenzionale), una infedeltà in cui il coniuge ne è a conoscenza, e che segue una gradualità, per cui l'adulterio viene tollerato o persino ricambiato (adulterio parallelo, ovvero infedeltà reciproca), un'infedeltà ricercata da entrambi (sotto forma di "apertura" della coppia), alla quale addirittura i fedifraghi possono partecipare insieme con modalità di scambio (adulteri consensuali, ovvero infedeltà ricreative). In ogni caso è sempre difficile trovare delle coppie che conducano la propria vita coniugale in maniera perfettamente uguale.
Don-David Listerman, autore di "Infidelity: a survival guide" (1998), propone una classificazione a seconda della durata (a breve o a lungo termine), della segretezza, del coinvolgimento emotivo, con o senza contatto fisico, omo- o etero, intrecciata con una o più persone. Questo elenco si conclude con la tipologia dell'adulterio: esplorativo (quando serve ad assaggiare qualcosa che non sia la solita minestra), d'uscita (una scusa per terminare la relazione precedente), di rappresaglia (occhio per occhio, dente per dente, "corna per corna") ed infine quell'infedeltà che serve da "tripode", in quanto esorcizza la paura di essere soverchiati dal coniuge o di trovarsi in una situazione di eccessiva intimità, o sudditanza.
Vi sono degli eventi significativi della vita che costituiscono fattori di rischio parecchio influenti. I tradimenti svolgono una funzione, a dir poco, creativa che viene assolta per la soddisfazione di bisogni altrimenti frustrati. Una manifestazione di aggressività rivolta contro il partner, o contro se stessi, con lo scopo di minare la stabilità della vita coniugale; una manifestazione di desiderabilità, di affermazione sessuale, o di esercizio interpersonale; imitazione, identificazione con genitori altrettanto infedeli; una protezione contro l'ansia di essere assorbiti per intero dal partner; una difesa maniacale contro la prospettiva depressogena; quanto meno, altresì, una comunicazione di disagio.
http://www.psicoanalisi.it/psicoanalisi/osservatorio/articoli/osserva1124.htm
Le persone dimostrano reazioni difformi di fronte all'idea di una relazione qualsiasi, ma sono più propense a condannare quelle che non rispettano determinati canoni validi, sia all'interno che al di fuori dei legami coniugali. Anche la stessa tipologia relazionale può differire potendosi riconoscere, a seconda del coinvolgimento, delle relazioni emotive disgiunte dal contatto genitale, dei rapporti sessuali fini a se stessi, delle situazioni in cui entrambi gli aspetti rientrano a pieno titolo.
Anette Lawson, in "Adultery: an analysis of love and betrayal" (1988), propende per una distinzione di infedeltà nascosta al coniuge (adulterio tradizionale o infedeltà convenzionale), una infedeltà in cui il coniuge ne è a conoscenza, e che segue una gradualità, per cui l'adulterio viene tollerato o persino ricambiato (adulterio parallelo, ovvero infedeltà reciproca), un'infedeltà ricercata da entrambi (sotto forma di "apertura" della coppia), alla quale addirittura i fedifraghi possono partecipare insieme con modalità di scambio (adulteri consensuali, ovvero infedeltà ricreative). In ogni caso è sempre difficile trovare delle coppie che conducano la propria vita coniugale in maniera perfettamente uguale.
Don-David Listerman, autore di "Infidelity: a survival guide" (1998), propone una classificazione a seconda della durata (a breve o a lungo termine), della segretezza, del coinvolgimento emotivo, con o senza contatto fisico, omo- o etero, intrecciata con una o più persone. Questo elenco si conclude con la tipologia dell'adulterio: esplorativo (quando serve ad assaggiare qualcosa che non sia la solita minestra), d'uscita (una scusa per terminare la relazione precedente), di rappresaglia (occhio per occhio, dente per dente, "corna per corna") ed infine quell'infedeltà che serve da "tripode", in quanto esorcizza la paura di essere soverchiati dal coniuge o di trovarsi in una situazione di eccessiva intimità, o sudditanza.
Vi sono degli eventi significativi della vita che costituiscono fattori di rischio parecchio influenti. I tradimenti svolgono una funzione, a dir poco, creativa che viene assolta per la soddisfazione di bisogni altrimenti frustrati. Una manifestazione di aggressività rivolta contro il partner, o contro se stessi, con lo scopo di minare la stabilità della vita coniugale; una manifestazione di desiderabilità, di affermazione sessuale, o di esercizio interpersonale; imitazione, identificazione con genitori altrettanto infedeli; una protezione contro l'ansia di essere assorbiti per intero dal partner; una difesa maniacale contro la prospettiva depressogena; quanto meno, altresì, una comunicazione di disagio.