Sud Africa= Mandela
Eccovi la lettera di Nelson Mandela che ha spedito a Thomas Friedman lo scorso 05-06-2008
Da: Nelson Mandela (primo Presidente del Sud Africa)
A: Thomas L. Friedman (articolista del New York Times)
"Caro Thomas,
So che entrambi desideriamo la pace in Medioriente, ma prima che tu
continui a parlare di condizioni necessarie da una prospettiva israeliana,
devi sapere quello che io penso. Da dove cominciare? Che ne dici del 1964?
Lascia che ti citi le mie parole durante il processo contro di me. Oggi
esse sono vere quanto lo erano allora:
"Ho combattuto contro la dominazione dei bianchi ed ho combattuto contro
la dominazione dei neri. Ho vissuto con l'ideale di una societa' libera e
democratica in cui tutte le sue componenti vivessero in armonia e con
uguali opportunita'. E' un ideale che spero di realizzare. Ma, se ce ne
fosse bisogno, e' un ideale per cui sono disposto a morire".
Oggi il mondo, quello bianco e quello nero, riconosce che l'apartheid non
ha futuro. In Sud Africa esso e' finito grazie all'azione delle nostre
masse, determinate a costruire pace e sicurezza. Una tale determinazione
non poteva non portare alla stabilizzazione della democrazia.
Probabilmente tu ritieni sia strano parlare di apartheid in relazione alla
situazione in Palestina o, piu' specificamente, ai rapporti tra
palestinesi ed israeliani. Questo accade perche' tu, erroneamente, ritieni
che il problema palestinese sia iniziato bel 1967. Sembra che tu sia
stupito del fatto che bisogna ancora risolvere i problemi del 1948, la
componente piu' importante dei quali e' il Diritto al Ritorno dei profughi
palestinesi.
Il conflitto israelo-palestinese non e' una questione di occupazione
militare e Israele non e' un paese che si sia stabilito "normalmente" e
che, nel 1967, ha occupato un altro paese. I palestinesi non lottano per
uno "stato", ma per la liberta', l'indipendenza e l'uguaglianza, proprio
come noi sudafricani.
Qualche anno fa, e specialmente durante il governo Laburista, Israele ha
dimostrato di non avere alcuna intenzione di restituire i territori
occupati nel 1967; che gli insediamenti sarebbero rimasti, Gerusalemme
sarebbe stata sotto l'esclusiva sovranita' israeliana e che i palestinesi
non avrebbero mai avuto uno stato indipendente, ma sarebbero stati per
sempre sotto il dominio economico israeliano, con controllo israeliano su
confini, terra, aria, acqua e mare.
Israele non pensava ad uno "stato", ma alla "separazione". Il valore della
separazione e' misurato in termini di abilita', da parte di Israele, di
mantenere ebreo lo stato ebreo, senza avere una minoranza palestinese che
potrebbe divenire maggioranza nel futuro. Se questo avvenisse, Israele
sarebbe costretto a diventare o una democrazia secolare o uno stato
bi-nazionale, o a trasformarsi in uno stato di apartheid non solo de
facto, ma anche de jure.
Thomas, se vedi i sondaggi fatti in Israele negli ultimi trent'anni,
scoprirai chiaramente che un terzo degli israeliani e' preda di un volgare
razzismo e si dichiara apertamente razzista. Questo razzismo e' della
natura di: "Odio gli arabi" e "Vorrei che gli arabi morissero". Se
controlli anche il sistema giudiziario in Israele, vi troverai molte
discriminazioni contro i palestinesi. E se consideri i territori occupati
nel 1967, scoprirai che vi si trovano gia' due differenti sistemi
giudiziari che rappresentano due differenti approcci alla vita umana: uno
per le vite palestinesi, l'altro per quelle ebree. Ed inoltre, vi sono due
diversi approcci alla proprieta' ed alla terra. La proprieta' palestinese
non e' riconosciuta come proprieta' privata perche' puo' essere
confiscata. Per quanto riguarda l'occupazione israeliana della West Bank e
di Gaza, vi e' un fattore aggiuntivo. Le cosiddette "aree autonome
palestinesi" sono bantustans. Sono entita' ristrette entro la struttura di
potere del sistema di apartheid israeliano.
Lo stato palestinese non puo' essere il sottoprodotto dello stato ebraico
solo perche' Israele mantenga la sua purezza ebraica. La discriminazione
razziale israeliana e' la vita quotidiana della maggioranza dei
palestinesi. Dal momento che Israele e' uno stato ebraico, gli ebrei
godono di diritti speciali di cui non godono i non-ebrei. I palestinesi
non hanno posto nello stato ebraico.
L'apartheid e' un crimine contro l'umanita'. Israele ha privato milioni di
palestinesi della loro proprieta' e della loro liberta'. Ha perpetuato un
sistema di gravi discriminazione razziale e disuguaglianza. Ha
sistematicamente incarcerato e torturato migliaia di palestinesi, contro
tutte le regole della legge internazionale. In particolare, esso ha
sferrato una guerra contro una popolazione civile, in particolare bambini.
La risposta data dal Sud Africa agli abusi dei diritti umani risultante
dalla rimozione delle politiche di apartheid, fa luce su come la societa'
israeliana debba modificarsi prima di poter parlare di una pace giusta e
durevole in Medio oriente.
Thomas, non sto abbandonando la diplomazia. Ma non saro' piu' indulgente
con te come lo sono i tuoi sostenitori. Se vuoi la pace e la democrazia,
ti sosterro'. Se vuoi l'apartheid formale, non ti sosterro'. Se vuoi
supportare la discriminazione razziale e la pulizia etnica, noi ci
opporremo a te.
Quando deciderai cosa fare, chiamami."
Nelson Mandela
Chissa se Mandela ha mai ricevuto rispota