O
Old romano
Guest
Ciao a tutti, scusatemi se leggerete la solita banale storia di corna vecchia come il mondo, ma quello che per il resto del mondo non è che una semplice distorsione di un rapporto di coppia, per me rappresenta la fine di un ideale , quello che mi faceva sentire diverso dagli altri, fortunato per un matrimonioin piedi da 18 anni. Spero di trovare attraverso i vostri commenti un canale di comunicazione che mi porti elementi nuovi di valutazione, perche per come la vedo io, nelle notti passate insonni, sentimenti come rabbia, dolore, rancore non mi hanno suggerito altro che la separazione. I fatti: Ci siamo sposati nel 1991, dopo appena un anno di fidanzamento (entrambi avevamo alle spalle diverse storie), amore allo stato puro, tutto ruota intorno a noi, siamo così affiatati e stiamo così bene da soli, che alle volte ci viene il dubbio di isolarci troppo dagli amici, dal resto del mondo. Sono anni di felicità, lei appena laureata stenta a trovare lavoro e si dedica completamente a me. Passano gli anni, nove, lei nel frattempo ha trovato un occupazione, i figli non arrivano (il desiderio è più mio), la passione diminuisce, ed iniziano le prime discussioni. Lei freme, rimpiange i tempi andati, le palpitazioni che le causavo al mio rientro a casa, teme che non la ami più. Io la rassicuro, le spiego dolcemente che non è così, che il mio amore c'è e ci sarà sempre, che è solo una naturale maturazione del nostro raporto, e che dobbiamo compensare la minore intensità della passione con la maggiore affinità di coppia acquisita, e con la complicità nelle nostre piccole cose quotidiane. Al momento lei sembra convincersi , salvo poi periodicamente riproporre i suoi dubbi, aggiungendo alle volte anche delle piccole velate minacce del tipo: guarda che se tra di noi le cose non cambiano, io inizio a guardarmi intorno! Inizialmente non bado alle sue parole, salvo in seguito rispondergli con rabbia, che lei non ha nessun diritto di fare quelle minacce, e che se invece di impegnarsi per risolvere i nostri problemi, preferisce un'alternativa, è libera di farlo, basta che abbia l'onestà di dirmelo. Passano altri anni tra alti e bassi, per me nonostante tutto l'amore nei suoi confronti è sempre presente, nel 2006 lei decidedi voler dare una svolta alla sua vita e al nostro rapporto, e mi convince a tentare la strada della fecondazione assistita per avere un bambino.
Il destino (beffardo) ci consegna nove mesi dopo due bellissimi bambini, due angeli, nei quali riponiamo tette le nostre speranze per un rapporto più maturo, ora siamo una vera famiglia.
Invece, non cambia nulla, non posso fare a meno di notare la sua lontananza, mentale e fisica, che lei giustifica con il maggiore impegno profuso nel mandare avanti le cose, ed in effetti la sua efficenza nelle cose pratiche è indiscutibile, ma è sempre nervosa, cambia di colpo umore, si isola, è sempre stanca, e non vuole fare più l'amore.
Dicembre 2008, lei è davanti al computer, ma il pianto di uno dei bambini la porta ad allontanarsi di corsa nella loro stanza, l'occhio mi và sullo schermo..... è la fine di TUTTO! Uno scambio di frasi in chat con un suo collega di lavoro, mi fa capire inequivocabilmente che lei in quel momento vorrebbe essere non a casa con la sua famiglia, con i suoi bambini, ma vorrebbe essere con LUI. Al momento faccio finta di nulla, forse ho frainteso, ma non reggo alla rabbia, e il giorno dopo, attendo il momento giusto, al riparo dei bambini, per gridarle in faccia tutti i miei dubbi, ed il mio rancore per la sua disonestà. Lei non replica , si limita ad assumere un espressione attonita con tanto di bocca aperta, allora recupero i bambini ed esco. Vorrei non tornare a casa, vorrei non rivederla, ma come faccio, è la madre dei miei figli. In seguito e dopo aver smontato tanti suoi tentativi di nascondere o sminuire il suo coinvolgimento, ho ottenuto una sua completa confessione. Sono nove anni che la loro storia va avanti con periodi più o meno intensi, ma da ben nove anni, che sottratti ai 18 annidel nostro matrimonio, fanno nove anni per uno, quasi un matrimonio parallelo. Potrei scrivere ancora molto, ma aspetto le vostre repliche, e vi ringrazio in anticipo per il tempo che vorrete dedicarmi.
Il destino (beffardo) ci consegna nove mesi dopo due bellissimi bambini, due angeli, nei quali riponiamo tette le nostre speranze per un rapporto più maturo, ora siamo una vera famiglia.
Invece, non cambia nulla, non posso fare a meno di notare la sua lontananza, mentale e fisica, che lei giustifica con il maggiore impegno profuso nel mandare avanti le cose, ed in effetti la sua efficenza nelle cose pratiche è indiscutibile, ma è sempre nervosa, cambia di colpo umore, si isola, è sempre stanca, e non vuole fare più l'amore.
Dicembre 2008, lei è davanti al computer, ma il pianto di uno dei bambini la porta ad allontanarsi di corsa nella loro stanza, l'occhio mi và sullo schermo..... è la fine di TUTTO! Uno scambio di frasi in chat con un suo collega di lavoro, mi fa capire inequivocabilmente che lei in quel momento vorrebbe essere non a casa con la sua famiglia, con i suoi bambini, ma vorrebbe essere con LUI. Al momento faccio finta di nulla, forse ho frainteso, ma non reggo alla rabbia, e il giorno dopo, attendo il momento giusto, al riparo dei bambini, per gridarle in faccia tutti i miei dubbi, ed il mio rancore per la sua disonestà. Lei non replica , si limita ad assumere un espressione attonita con tanto di bocca aperta, allora recupero i bambini ed esco. Vorrei non tornare a casa, vorrei non rivederla, ma come faccio, è la madre dei miei figli. In seguito e dopo aver smontato tanti suoi tentativi di nascondere o sminuire il suo coinvolgimento, ho ottenuto una sua completa confessione. Sono nove anni che la loro storia va avanti con periodi più o meno intensi, ma da ben nove anni, che sottratti ai 18 annidel nostro matrimonio, fanno nove anni per uno, quasi un matrimonio parallelo. Potrei scrivere ancora molto, ma aspetto le vostre repliche, e vi ringrazio in anticipo per il tempo che vorrete dedicarmi.