Milano

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Old irresponsabile

Guest
non c'è più la Milano di una volta.
Quella del portiere nato nel quartiere che se lasciavi la macchina davanti al portone, usciva e ti diceva " uè, tirala via de li chela machina lì, che passa el ghisa! "
Quella Milano delle botteghe, del dialetto, della storia di questa città.

Oggi Milano si divide in tre classi: la Milano bene, fatta di soldi, grandi macchine, vestiti alla moda, ristoranti di lusso e locali con il privè, chiusi nel loro mondo, antipatici ed arroganti, pretenziosi e supponenti che pensano di avere tutto ed invece non hanno niente.

Poi c'è la Milano che lavora, che corre, che soffre, che non è mai ferma. La Milano che piange perchè capisce che oramai...si tira a campare. La Milano di quelli che fanno, ed anche se non sanno...fanno.

E poi c'è la Milano degli irregolari, degli immigarti, dei disperati che si arrabattano in maniera più o meno legale per stare in piedi.

Milano si, quella città dove tutti corrono, dove tutti vanno di fretta; il rumore della metropolitana, la gente con il passo svelto, il manager con la ventiquattrore, la cravatta ed il blackberry, l'odore acre del gasolio delle caldaie che esce dai tombini, i marciapiedi caldi anche d'inverno con le sigarette mai spente.

Il profumo di Milano, quel profumo dei mille bar già aperti alle 5 di mattina, il profumo dell'asfalto, i semafori impazziti che sembrano andare ognuno per sè; la Milano del traffico a tutte le ore, dei furgoncini in doppia e tripla fila, degli autobus perennemente in ritardo perchè nessuno gli dà più la precedenza ormai! La Milano delle campanelle dei tram, degli scooter puzzolenti e dei taxi che vanno come schegge....vanno vanno...chissà poi dove vanno.

La Milano di piazza Duomo, della galleria, della passeggiata dove ancora si può incontrare qualche vecchia contessa al braccio della badante, con la pelliccia in estate ed in inverno manco fosse cucita addosso e con i gioielli obsoleti in bella vista, conditi dell'orgoglio di indossarli perchè sono gioielli di famiglia appartenuti a chissà chi.

La milano degli scippatori, dei tossici all'angolo, degli chizzofrenici cocainomani, degli studenti sempre intenti a fare fotocopie, la Milano delle Università, quelle che ormai non rispetta più nessuno.

La Milano della tangenziale sempre piena, dell'aereo che decolla da Linate, dei cartelloni pubblicitari....la Milano dei quartieri, quelli poco sicuri, chiusi dentro le loro case con le finestre sbarrate ed i condizionatori appesi. Una volta ci stendevano i panni su quei balconi, e le sere d'estate bastava camminare sul marciapiede per vedere la TV....

La Milano dei concerti, dei grandi teatri...che nessuno ricorda più. La Milano delle telecamere che se le metti tutte insieme ci fai un film, la Milano degli incidenti, dei dipendenti, dei maleducati e delle ambulanze, la Milano degli antifurti che suonano suonano e nessuno li stà più ad ascoltare.

La Milano delle puttane che non ci sono più, neanche dietro al Monumentale, la Milano di Stazione Centrale che più che una stazione è diventato un bivacco per gli extra comunitari.
La Milano del terun, ma oramai "ghe nè pù nanca de quei". La Milano dei cinesi che fotografano tutto, delle modelle alte e bionde, dei Mercedes da sei metri e dei cantanti di strada. La Milano del Corriere della sera, del giro d'Italia e di S.Siro.

La Milano dei cantieri che non finiscono mai, delle multe sul parabrezza, dei caffè consumati di corsa in piedi, dei navigli e dei suoi locali, del gatto in strada . La Milano di Montenapoleone, dove tutti passano, tutti guardano ma nessuno compra più. La Milano dei fast-food e dei Kebab, delle pizzerie improvvisate e dei tabaccai, delle banche e degli uffici, delle zebre, dei corrieri, dei bambini e degli anziani. E delle parabole sopra i tetti.

La Milano della Polizia e dei disperati che passano ore ed ore chiusi dentro un bar a giocare con i video poker, la Milano dei ragazzi che non sanno nemmeno più fare i ragazzi perche...chissà perchè!

Ma Milano è sempre Milano, corre, nuota, lavora...sempre di fretta, mai ferma, mai stanca.

Milano.....quanto mi fai schifo...ma quanto ti amo.
 

brugola

Utente di lunga data
Ma Milano è sempre Milano, corre, nuota, lavora...sempre di fretta, mai ferma, mai stanca.

Milano.....quanto mi fai schifo...ma quanto ti amo.
pure io la amo tanto.
anche se viverci è diventato faticoso.
ma sei di milano pure tu irri? pensavo fossi torinese.
cmq se ti capita di girare milano la mattina presto presto è ancora così, bella e tenera
 
O

Old irresponsabile

Guest
pure io la amo tanto.
anche se viverci è diventato faticoso.
ma sei di milano pure tu irri? pensavo fossi torinese.
cmq se ti capita di girare milano la mattina presto presto è ancora così, bella e tenera
si sono di Milano anche io.....
 

soleluna80

Utente di lunga data
Che strana che è Milano, pur non vivendoci le sono legatissima. Lì sono nata, lì abita mia nonna, lì c'è vivacità culturale, turistica, lì c'è il divertimento, lì gira l'economia, lì è il mondo.
Così diversa da Pavia, chiusa nella sua nebbia e nella ritrosia delle persone che ci vivono.
Eppure a Milano non ci vivrei, continuerò ad amarla a distanza
 
O

Old Asudem

Guest
io la amo ma son contenta di vivere fuori dal casino.
E' una città che sorprende sempre.
Ma vado a periodi , a volte la detesto a volte la amo.
 

Alce Veloce

Utente di lunga data

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
non c'è più la Milano di una volta.
Quella del portiere nato nel quartiere che se lasciavi la macchina davanti al portone, usciva e ti diceva " uè, tirala via de li chela machina lì, che passa el ghisa! "
Quella Milano delle botteghe, del dialetto, della storia di questa città.

Oggi Milano si divide in tre classi: la Milano bene, fatta di soldi, grandi macchine, vestiti alla moda, ristoranti di lusso e locali con il privè, chiusi nel loro mondo, antipatici ed arroganti, pretenziosi e supponenti che pensano di avere tutto ed invece non hanno niente.

Poi c'è la Milano che lavora, che corre, che soffre, che non è mai ferma. La Milano che piange perchè capisce che oramai...si tira a campare. La Milano di quelli che fanno, ed anche se non sanno...fanno.

E poi c'è la Milano degli irregolari, degli immigarti, dei disperati che si arrabattano in maniera più o meno legale per stare in piedi.

Milano si, quella città dove tutti corrono, dove tutti vanno di fretta; il rumore della metropolitana, la gente con il passo svelto, il manager con la ventiquattrore, la cravatta ed il blackberry, l'odore acre del gasolio delle caldaie che esce dai tombini, i marciapiedi caldi anche d'inverno con le sigarette mai spente.

Il profumo di Milano, quel profumo dei mille bar già aperti alle 5 di mattina, il profumo dell'asfalto, i semafori impazziti che sembrano andare ognuno per sè; la Milano del traffico a tutte le ore, dei furgoncini in doppia e tripla fila, degli autobus perennemente in ritardo perchè nessuno gli dà più la precedenza ormai! La Milano delle campanelle dei tram, degli scooter puzzolenti e dei taxi che vanno come schegge....vanno vanno...chissà poi dove vanno.

La Milano di piazza Duomo, della galleria, della passeggiata dove ancora si può incontrare qualche vecchia contessa al braccio della badante, con la pelliccia in estate ed in inverno manco fosse cucita addosso e con i gioielli obsoleti in bella vista, conditi dell'orgoglio di indossarli perchè sono gioielli di famiglia appartenuti a chissà chi.

La milano degli scippatori, dei tossici all'angolo, degli chizzofrenici cocainomani, degli studenti sempre intenti a fare fotocopie, la Milano delle Università, quelle che ormai non rispetta più nessuno.

La Milano della tangenziale sempre piena, dell'aereo che decolla da Linate, dei cartelloni pubblicitari....la Milano dei quartieri, quelli poco sicuri, chiusi dentro le loro case con le finestre sbarrate ed i condizionatori appesi. Una volta ci stendevano i panni su quei balconi, e le sere d'estate bastava camminare sul marciapiede per vedere la TV....

La Milano dei concerti, dei grandi teatri...che nessuno ricorda più. La Milano delle telecamere che se le metti tutte insieme ci fai un film, la Milano degli incidenti, dei dipendenti, dei maleducati e delle ambulanze, la Milano degli antifurti che suonano suonano e nessuno li stà più ad ascoltare.

La Milano delle puttane che non ci sono più, neanche dietro al Monumentale, la Milano di Stazione Centrale che più che una stazione è diventato un bivacco per gli extra comunitari.
La Milano del terun, ma oramai "ghe nè pù nanca de quei". La Milano dei cinesi che fotografano tutto, delle modelle alte e bionde, dei Mercedes da sei metri e dei cantanti di strada. La Milano del Corriere della sera, del giro d'Italia e di S.Siro.

La Milano dei cantieri che non finiscono mai, delle multe sul parabrezza, dei caffè consumati di corsa in piedi, dei navigli e dei suoi locali, del gatto in strada . La Milano di Montenapoleone, dove tutti passano, tutti guardano ma nessuno compra più. La Milano dei fast-food e dei Kebab, delle pizzerie improvvisate e dei tabaccai, delle banche e degli uffici, delle zebre, dei corrieri, dei bambini e degli anziani. E delle parabole sopra i tetti.

La Milano della Polizia e dei disperati che passano ore ed ore chiusi dentro un bar a giocare con i video poker, la Milano dei ragazzi che non sanno nemmeno più fare i ragazzi perche...chissà perchè!

Ma Milano è sempre Milano, corre, nuota, lavora...sempre di fretta, mai ferma, mai stanca.

Milano.....quanto mi fai schifo...ma quanto ti amo.

Bellissimo

Milano è bellissima.
Proprio bella davvero e chi dice che è brutta non ci vede.
 
O

Old Alexantro

Guest
ultimamente a Milano ci vado solo x esigenze importanti
zona san siro
maglia rossonera
presidente Berlusconi
vi dice niente?
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
ultimamente a Milano ci vado solo x esigenze importanti
zona san siro
maglia rossonera
presidente Berlusconi
vi dice niente?
Comincio a trovare qualcosa di buono in te...
 
Stato
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