tradimento - la parola ad una professionista

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Old oscar

Guest
un caso a caso preso sulla rete, in cui parla una professionista in psicologia.

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lettera :

Anni fa ho dovuto scegliere con fatica tra due ragazzi che mi amavano. Ne ho scelto uno e l'ho sposato tredici anni fa, da allora non ho più rivisto l'altro fino a giugno scorso. Ci siamo scambiati i numeri di telefono e daallora ci sentiamo quasi quotidianamente e siamo riusciti a vederci due volte. Ho tradito mio marito per la prima volta nella storia del mio matrimonio esenza nessun senso di colpa, penso che appena potrò mi rivedrò conl'altro........ Cosa mi sta succedendo? Vorrei continuare a vivere questa storia basata quasi esclusivamente sul sesso da entrambi, e tutti e due non vorremmo sconvolgere le nostre famiglie (abbiamo tutti e due dei bambini)




Risposta :
Gentilissima,

Come vede, la tendenza monogamica dell'essere umano, specialmente riguardo al sesso femminile, è una pura invenzione culturale. La natura umana tende alla promiscuità, alla frequentazione di più partners, anche contemporaneamente, come del resto accade anche per il mondo animale.
La scelta di autocensurarsi in questo desiderio di libertà è una scelta di opportunità: per conformismo, per omologazione sociale, per tranquillità, per credo religioso, per quieto vivere, per rispetto del/della proprio/a partner, per mancanza di desiderio sessuale, ecc. Tanti possono essere i motivi per cui si sceglie la fedeltà.
Il desiderio di trasgredire la regola della fedeltà coniugale invece può essere dovuto ad altre ragioni: senso di frustrazione e di insoddisfazione all'interno della famiglia e della coppia, desiderio di ritrovarsi, di ricostruirsi, dopo un periodo di depressione, ricerca di nuovi margini di libertà individuale, ecc. ecc.
Nessuno può dirle se sta sbagliando o meno, per quello che ha scelto di fare, perché si tratterebbe di un giudizio morale, che spetta solo a lei e alla sua coscienza. Quello che posso suggerirle, per non coinvolgere le famiglie, è cercare di essere sempre molto forte, molto prudente, molto riservata e soprattutto rispettosa di chi ha scelto invece di non tradirla (forse!).
 

MK

Utente di lunga data
Risposta :
Gentilissima,

Come vede, la tendenza monogamica dell'essere umano, specialmente riguardo al sesso femminile, è una pura invenzione culturale. La natura umana tende alla promiscuità, alla frequentazione di più partners, anche contemporaneamente, come del resto accade anche per il mondo animale.
La scelta di autocensurarsi in questo desiderio di libertà è una scelta di opportunità: per conformismo, per omologazione sociale, per tranquillità, per credo religioso, per quieto vivere, per rispetto del/della proprio/a partner, per mancanza di desiderio sessuale, ecc. Tanti possono essere i motivi per cui si sceglie la fedeltà.
Il desiderio di trasgredire la regola della fedeltà coniugale invece può essere dovuto ad altre ragioni: senso di frustrazione e di insoddisfazione all'interno della famiglia e della coppia, desiderio di ritrovarsi, di ricostruirsi, dopo un periodo di depressione, ricerca di nuovi margini di libertà individuale, ecc. ecc.
Nessuno può dirle se sta sbagliando o meno, per quello che ha scelto di fare, perché si tratterebbe di un giudizio morale, che spetta solo a lei e alla sua coscienza. Quello che posso suggerirle, per non coinvolgere le famiglie, è cercare di essere sempre molto forte, molto prudente, molto riservata e soprattutto rispettosa di chi ha scelto invece di non tradirla (forse!).
Il desiderio di libertà è quello che porta a essere liberi davvero. E pagare sulla propria pelle l'esserlo.
 
O

Old giobbe

Guest
Questa psicologa è un vero genio!
Un orgoglio per i genitori, marito e figli.





P.S. Un amica di mia moglie è psicologa: non vale la pastasciutta che mangia.
 
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Old fabrizio56

Guest
un caso a caso preso sulla rete, in cui parla una professionista in psicologia.

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lettera :

Anni fa ho dovuto scegliere con fatica tra due ragazzi che mi amavano. Ne ho scelto uno e l'ho sposato tredici anni fa, da allora non ho più rivisto l'altro fino a giugno scorso. Ci siamo scambiati i numeri di telefono e daallora ci sentiamo quasi quotidianamente e siamo riusciti a vederci due volte. Ho tradito mio marito per la prima volta nella storia del mio matrimonio esenza nessun senso di colpa, penso che appena potrò mi rivedrò conl'altro........ Cosa mi sta succedendo? Vorrei continuare a vivere questa storia basata quasi esclusivamente sul sesso da entrambi, e tutti e due non vorremmo sconvolgere le nostre famiglie (abbiamo tutti e due dei bambini)




Risposta :
Gentilissima,

Come vede, la tendenza monogamica dell'essere umano, specialmente riguardo al sesso femminile, è una pura invenzione culturale. La natura umana tende alla promiscuità, alla frequentazione di più partners, anche contemporaneamente, come del resto accade anche per il mondo animale.
La scelta di autocensurarsi in questo desiderio di libertà è una scelta di opportunità: per conformismo, per omologazione sociale, per tranquillità, per credo religioso, per quieto vivere, per rispetto del/della proprio/a partner, per mancanza di desiderio sessuale, ecc. Tanti possono essere i motivi per cui si sceglie la fedeltà.
Il desiderio di trasgredire la regola della fedeltà coniugale invece può essere dovuto ad altre ragioni: senso di frustrazione e di insoddisfazione all'interno della famiglia e della coppia, desiderio di ritrovarsi, di ricostruirsi, dopo un periodo di depressione, ricerca di nuovi margini di libertà individuale, ecc. ecc.
Nessuno può dirle se sta sbagliando o meno, per quello che ha scelto di fare, perché si tratterebbe di un giudizio morale, che spetta solo a lei e alla sua coscienza. Quello che posso suggerirle, per non coinvolgere le famiglie, è cercare di essere sempre molto forte, molto prudente, molto riservata e soprattutto rispettosa di chi ha scelto invece di non tradirla (forse!).
Questa frase è una vera perla, affermare che si abbia rispetto del proprio partner mentre lo/la si tradisce è qualcosa di geniale.
 
O

Old Anna A

Guest
la psicologa parla di responsabilità.
voglio dire, si può essere irresponsabili anche senza tradire, come si può tradire conservando la giusta lucidità mentale per non fare sfracelli inutili.
sappiamo tutti che la vita perfetta è mera utopia...
 
O

Old irresponsabile

Guest
la psicologa parla di responsabilità.
voglio dire, si può essere irresponsabili anche senza tradire, come si può tradire conservando la giusta lucidità mentale per non fare sfracelli inutili.
sappiamo tutti che la vita perfetta è mera utopia...

Chiamato?
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
un caso a caso preso sulla rete, in cui parla una professionista in psicologia.

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lettera :

Anni fa ho dovuto scegliere con fatica tra due ragazzi che mi amavano. Ne ho scelto uno e l'ho sposato tredici anni fa, da allora non ho più rivisto l'altro fino a giugno scorso. Ci siamo scambiati i numeri di telefono e daallora ci sentiamo quasi quotidianamente e siamo riusciti a vederci due volte. Ho tradito mio marito per la prima volta nella storia del mio matrimonio esenza nessun senso di colpa, penso che appena potrò mi rivedrò conl'altro........ Cosa mi sta succedendo? Vorrei continuare a vivere questa storia basata quasi esclusivamente sul sesso da entrambi, e tutti e due non vorremmo sconvolgere le nostre famiglie (abbiamo tutti e due dei bambini)




Risposta :
Gentilissima,

Come vede, la tendenza monogamica dell'essere umano, specialmente riguardo al sesso femminile, è una pura invenzione culturale. La natura umana tende alla promiscuità, alla frequentazione di più partners, anche contemporaneamente, come del resto accade anche per il mondo animale.
La scelta di autocensurarsi in questo desiderio di libertà è una scelta di opportunità: per conformismo, per omologazione sociale, per tranquillità, per credo religioso, per quieto vivere, per rispetto del/della proprio/a partner, per mancanza di desiderio sessuale, ecc. Tanti possono essere i motivi per cui si sceglie la fedeltà.
Il desiderio di trasgredire la regola della fedeltà coniugale invece può essere dovuto ad altre ragioni: senso di frustrazione e di insoddisfazione all'interno della famiglia e della coppia, desiderio di ritrovarsi, di ricostruirsi, dopo un periodo di depressione, ricerca di nuovi margini di libertà individuale, ecc. ecc.
Nessuno può dirle se sta sbagliando o meno, per quello che ha scelto di fare, perché si tratterebbe di un giudizio morale, che spetta solo a lei e alla sua coscienza. Quello che posso suggerirle, per non coinvolgere le famiglie, è cercare di essere sempre molto forte, molto prudente, molto riservata e soprattutto rispettosa di chi ha scelto invece di non tradirla (forse!).
Professionista in cosa?

Le affermazioni fatte sono in evidente contraddizione.
Quali ragioni ci vogliono se la tendenza alla promiscuità è naturale e, di conseguenza, può solo essere repressa e contenuta?
 

Mari'

Utente di lunga data
DA

TI AMERO' PER SEMPRE

di Piero Angela

Pag. 83

Imparare a duettare

Gli esempi piu' belli di monogamia, in natura, sono quelli offerti dagli uccelli. Anche perche' spesso ricondano situazioni e comportamenti che conosciamo bene. Ci sono naturalmente anche tra gli uccelli esempi di poligamia, come quello, ben noto, del gallo con il suo harem di galline. Il modello monogamico, tuttavia, e' quello piu' adottato tra gli uccelli, perche' e' piu' afficace per la sopravvivenza dei piccoli. Si e' visto infatti che se un maschio feconda una femmina e poi se ne vola via, senza piu' tornare al nido, la meta' dei piccoli muore, perche' vengono a mancare loro la protezione e il rifornimento di cibo.
Ma allora un maschio non avrebbe interesse semplicemente a fecondare due femmine e poi disinteressarsi dei picccoli? Meta' sopravvissuti da una parte, meta' dell'altra, i conti tornerebbero senza doversi occupare di cure parentali... Questo lo solleverebbe dagli obblighi della monogamia. In realta', le cose non sono cosi facili per un maschio. Perche', dal canto loro, le femmine hanno una serie di stratagemmi per evitare un comportamento del genere. Eccone qualcuno.

In molte specie, per accoppiarsi con una femmina il maschio deve impegnarsi parecchio. Per esempio, ci sono specie in cui deve prima costruire un nido e mostrarlo alla sua futura sposa. Se il nido non e' soddisfacende, lei sceglie un altro partener.
In altri casi deve imparare a duettare. Questi duetti sono straordinari, perche' il maschio deve riuscire a inserirsi con il suo cinquettio tra una sequenza e l'altra in modo tale da eseguire una "canzone" a due. Cosa che richiede tempo. Quindi, se il maschio decidesse, una volta raggiunto il sospirato accoppiamento, di volarsene via per fecondare un'altra femmina, dovrebbe ricominciare tutto da capo: costruire un altro nido, o imparare una nuova canzone, Nel frattempo, potrebbe essere stato preceduto da qualche altro concorrante. e rischierebbe di trovarsi fuori tempo massimo.

Ma ci sono stratagemmi ancora piu' semplici ed efficaci adottati dalle femmine di alcune specie: cioe' il sincrosismo del periodo fertile. In questo caso, diventano tutte fertili simultaneamente per breve periodo. Se il maschio, una volta fecondata la sua femmina, andasse in cerca di un'altra uccellina da impalmare, si troverebbe anche qui fuori tempo massimo.
Tutto questo senza contare che ogni volta dovrebbe vedersela con altri maschi gia' accasati e pronti a difendere la loro posizione. Insomma, a conti fatti conviene accontentarsi di una sola femmina e cooperare nell'allevamento dei piccoli. Altrimenti, a voler troppo, si finisce per perdere tutto. Quindi: monogamia.


***


ps:chi ancora non l'ha ancora letto, lo faccia ... e' troppo divertente
... ... ...

 
O

Old Vulvia

Guest
un caso a caso preso sulla rete, in cui parla una professionista in psicologia.

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lettera :

Anni fa ho dovuto scegliere con fatica tra due ragazzi che mi amavano. Ne ho scelto uno e l'ho sposato tredici anni fa, da allora non ho più rivisto l'altro fino a giugno scorso. Ci siamo scambiati i numeri di telefono e daallora ci sentiamo quasi quotidianamente e siamo riusciti a vederci due volte. Ho tradito mio marito per la prima volta nella storia del mio matrimonio esenza nessun senso di colpa, penso che appena potrò mi rivedrò conl'altro........ Cosa mi sta succedendo? Vorrei continuare a vivere questa storia basata quasi esclusivamente sul sesso da entrambi, e tutti e due non vorremmo sconvolgere le nostre famiglie (abbiamo tutti e due dei bambini)




Risposta :
Gentilissima,

Come vede, la tendenza monogamica dell'essere umano, specialmente riguardo al sesso femminile, è una pura invenzione culturale. La natura umana tende alla promiscuità, alla frequentazione di più partners, anche contemporaneamente, come del resto accade anche per il mondo animale.
La scelta di autocensurarsi in questo desiderio di libertà è una scelta di opportunità: per conformismo, per omologazione sociale, per tranquillità, per credo religioso, per quieto vivere, per rispetto del/della proprio/a partner, per mancanza di desiderio sessuale, ecc. Tanti possono essere i motivi per cui si sceglie la fedeltà.
Il desiderio di trasgredire la regola della fedeltà coniugale invece può essere dovuto ad altre ragioni: senso di frustrazione e di insoddisfazione all'interno della famiglia e della coppia, desiderio di ritrovarsi, di ricostruirsi, dopo un periodo di depressione, ricerca di nuovi margini di libertà individuale, ecc. ecc.
Nessuno può dirle se sta sbagliando o meno, per quello che ha scelto di fare, perché si tratterebbe di un giudizio morale, che spetta solo a lei e alla sua coscienza. Quello che posso suggerirle, per non coinvolgere le famiglie, è cercare di essere sempre molto forte, molto prudente, molto riservata e soprattutto rispettosa di chi ha scelto invece di non tradirla (forse!).
Mah.....
Questa professionista in psicologia scorda (o forse non sa?) che ciò che differenzia la natura umana dal mondo animale sono proprio l'intelletto e la cultura pertanto, a mio avviso, con quella risposta commette un errore riduzionistico di stampo biologico e di fatto, non tenendo alcun conto del ruolo della cultura nella conservazione della nostra specie, non spiega scientificamente nulla dell'uomo e della sua natura, né sul piano individuale né su quello sociale, tantomeno risponde alla richiedente. Sembra anzi che fornisca la propria "teoria" personale sull'argomento, valida tanto quanto qualsiasi altra teoria personale (=opinione).

Detto ciò, è mia opinione (
) che una che si è sposata portando in dote un sentimento di sottovalutata rinuncia anzichè quello di una felice scelta compiuta, non sia mai stata in due in quel matrimonio. E qui si possono fare molte ipotesi che andrebbero verificate ma da un domenicale punto di vista psicologico (
) mi viene da pensare: quando compio una scelta sulla base della motivazione non a sposare proprio X ma a realizzare il matrimonio con la maggiore probabilità di riuscita date le circostanze e gli incontri fatti fino a questo momento, a quale bisogno rispondo? E quale grado di volontà dovrò impiegare per continuare a restare con X allorchè si presentino stuzzicanti occasioni per amare e sentirmi amata? Probabilmente enorme. Penso che se la motivazione iniziale non coincide con la persona che si è "scelto", non vi sia nemmeno il sentimento di fare una cosa sbagliata, non c'è senso di colpa ma soltanto il proprio "diritto" ad essere felice dopo tanta abnegazione. Il problema (psicologico non elaborato) è che in un tale frangente esistenziale si è in proprio i carnefici di se stessi e quel diritto lo si reclama tardivamente, recriminandolo alla persona sbagliata. Questo perchè forse non si è capaci di vera autonomia, di sentirsi veramente soli sul cuor della terra trafitti da un raggio di sole: ed è subito sera. E' troppo spaventoso. Meglio operare scelte easy.. che però poi presentano sovente il loro conto salato.

Parlando più in generale, il riduzionismo di tipo biologico torna comodo a reclamare il proprio diritto al piacere (che è la risposta al bisogno di amare/essere amati in senso lato) esattamente come è tuttora comodo il significato culturale e sociale di monogamia (la cui tensione ideale è espressa nel matrimonio) per "sistemare" il proprio assetto pratico di vita (il che risponde al bisogno di sopravvivenza in senso lato). Il bisogno di sopravvivenza è il più imperante di tutti e, considerata in tal modo la questione, si capisce come la monogamia lungi dall'essere soltanto una "trovata" culturale, sia anche ciò che garantisce ancora al meglio la sopravvivenza. Questo spiegherebbe poi perché molti tollerino matrimoni insoddisfacenti finanche umilianti: meglio il conosciuto che l'oscura minaccia alla propria conservazione. Dunque, se per ipotesi, si giungesse al passaggio culturale di coniugare socialmente la stabilità del matrimonio con l'assoluta libertà individuale di appagamento sessuale e sentimentale (che avrebbe come unica differenza dal passato il fatto di essere accettato culturalmente da chi garantisce "prevalentemente" il soddisfacimento della stabilità), siamo sicuri che questa sarebbe la ricetta della felicità, nei casi in cui le premesse siano costituite in partenza o in divenire da scelte "di rimessa"? E quale sarebbe il vantaggio/progresso evolutivo di una società che contempli apertamente l'uso strumentale compiuto da esseri umani su altri esseri umani, quando la spinta culturale è tutta rivolta al diritto per tutti al benessere esistenziale?

Concludendo (si fa per dire..
) .. la mia "teoria" è che la chiave di volta stia, come già accennato, nella capacità di sopravvivenza e autonomia: se mai arriveremo ad una società diversa, dove la maggior parte di uomini e donne saranno capaci di garantirsi da sè un benessere migliore di quello attuale fondato sul nucleo familiare (e unione monogamica), questa società sarà composta sostanzialmente da single (con o senza prole) ed i rapporti nasceranno e finiranno naturalmente, togliendo ragion d’essere al tradimento.
 

Fedifrago

Utente di lunga data

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Mah.....
Questa professionista in psicologia scorda (o forse non sa?) che ciò che differenzia la natura umana dal mondo animale sono proprio l'intelletto e la cultura pertanto, a mio avviso, con quella risposta commette un errore riduzionistico di stampo biologico e di fatto, non tenendo alcun conto del ruolo della cultura nella conservazione della nostra specie, non spiega scientificamente nulla dell'uomo e della sua natura, né sul piano individuale né su quello sociale, tantomeno risponde alla richiedente. Sembra anzi che fornisca la propria "teoria" personale sull'argomento, valida tanto quanto qualsiasi altra teoria personale (=opinione).

Detto ciò, è mia opinione (
) che una che si è sposata portando in dote un sentimento di sottovalutata rinuncia anzichè quello di una felice scelta compiuta, non sia mai stata in due in quel matrimonio. E qui si possono fare molte ipotesi che andrebbero verificate ma da un domenicale punto di vista psicologico (
) mi viene da pensare: quando compio una scelta sulla base della motivazione non a sposare proprio X ma a realizzare il matrimonio con la maggiore probabilità di riuscita date le circostanze e gli incontri fatti fino a questo momento, a quale bisogno rispondo? E quale grado di volontà dovrò impiegare per continuare a restare con X allorchè si presentino stuzzicanti occasioni per amare e sentirmi amata? Probabilmente enorme. Penso che se la motivazione iniziale non coincide con la persona che si è "scelto", non vi sia nemmeno il sentimento di fare una cosa sbagliata, non c'è senso di colpa ma soltanto il proprio "diritto" ad essere felice dopo tanta abnegazione. Il problema (psicologico non elaborato) è che in un tale frangente esistenziale si è in proprio i carnefici di se stessi e quel diritto lo si reclama tardivamente, recriminandolo alla persona sbagliata. Questo perchè forse non si è capaci di vera autonomia, di sentirsi veramente soli sul cuor della terra trafitti da un raggio di sole: ed è subito sera. E' troppo spaventoso. Meglio operare scelte easy.. che però poi presentano sovente il loro conto salato.

Parlando più in generale, il riduzionismo di tipo biologico torna comodo a reclamare il proprio diritto al piacere (che è la risposta al bisogno di amare/essere amati in senso lato) esattamente come è tuttora comodo il significato culturale e sociale di monogamia (la cui tensione ideale è espressa nel matrimonio) per "sistemare" il proprio assetto pratico di vita (il che risponde al bisogno di sopravvivenza in senso lato). Il bisogno di sopravvivenza è il più imperante di tutti e, considerata in tal modo la questione, si capisce come la monogamia lungi dall'essere soltanto una "trovata" culturale, sia anche ciò che garantisce ancora al meglio la sopravvivenza. Questo spiegherebbe poi perché molti tollerino matrimoni insoddisfacenti finanche umilianti: meglio il conosciuto che l'oscura minaccia alla propria conservazione. Dunque, se per ipotesi, si giungesse al passaggio culturale di coniugare socialmente la stabilità del matrimonio con l'assoluta libertà individuale di appagamento sessuale e sentimentale (che avrebbe come unica differenza dal passato il fatto di essere accettato culturalmente da chi garantisce "prevalentemente" il soddisfacimento della stabilità), siamo sicuri che questa sarebbe la ricetta della felicità, nei casi in cui le premesse siano costituite in partenza o in divenire da scelte "di rimessa"? E quale sarebbe il vantaggio/progresso evolutivo di una società che contempli apertamente l'uso strumentale compiuto da esseri umani su altri esseri umani, quando la spinta culturale è tutta rivolta al diritto per tutti al benessere esistenziale?

Concludendo (si fa per dire..
) .. la mia "teoria" è che la chiave di volta stia, come già accennato, nella capacità di sopravvivenza e autonomia: se mai arriveremo ad una società diversa, dove la maggior parte di uomini e donne saranno capaci di garantirsi da sè un benessere migliore di quello attuale fondato sul nucleo familiare (e unione monogamica), questa società sarà composta sostanzialmente da single (con o senza prole) ed i rapporti nasceranno e finiranno naturalmente, togliendo ragion d’essere al tradimento.
a tutto il post anche se ne ho evidenziato solo una parte...





Però io voglio sposare proprio te
...anche se non solo ...
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Vorresti dire che non ti sembro adatta a soddisfare tutti ma proprio tutti i tuoi bisogni???

Anatema!
A parte uno
....li potresti soddisfare tutti ...ma non vedo perché non suddividere questo compito...
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
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