A me, comunque, fa sempre un po' paura la cultura altrui.
Essendo piuttosto limitato, temo a volte di essere messo in difficoltà da citazioni dotte che non conosco, o, peggio, dalla pretesa del colto di turno che pensa sia sufficiente la citazione di un grande a caso per mettere il punto fermo ad ogni tentativo di interpretazione di qualche concetto. Spesso mi sono trovato davanti a pappagalli capaci di mille citazioni ma del tutto refrattari a qualsiasi tentativo di rielaborazione personale.
In una coppia, quindi, livello culturale a parte, fondamentale è il desiderio comune di scambio e comunicazione, confronto, ricerca, evouzione, crescita. Che sia poco o che sia tanto, ma che sia simile, quantomeno, 'sì da non imporre al più dinamico rinunce che alla lunga logorano.
La vergogna per l'ignoranza altrui la ritengo una forma di ignoranza forse più profonda ancora.
L'ignoranza è un limite, il più delle volte, non una colpa, quindi provarne vergogna lo vedo come un gesto di presunzione. Se si deve rispettare ed aiutare il disabile fisico, per quale motivo non si dovrebbe fare altrettanto per quello...... culturale?