non è questione di essere traditi o traditori ma di logica.
possibile che lo sfascio di un matrimonio si avverta solo al momento in cui c'è un interesse per altri?
si suppone esista una gradualità durante la quale ci si e gli si chiederà il perché cercando di capire ed analizzare ...pensando che ne valga la pena.
invece quello che colpisce sempre in queste storie ,sempre uguali ,
è l'accidia iniziale che diventa improvvisamente azione....non a fare ma a disfare
Non dubito che in molti casi ci sia una accidia iniziale, o un blando disinteresse, o una accettazione passiva delle cose negative... o una semplice routine che ci va bene fino a che non vogliamo fare un giro in giostra..
MA pensando al mio matrimonio, Minerva, ti giuro -e l'ho già scritto mi sembra- che se qualcuno mi fosse venuto a dire, appena prima dell'esplodere della crisi con la scoperta del mio tradimento, che le cose andavano troppo male e che avrei dovuto pensare davvero a lasciare mio marito, gli avrei riso in faccia come ad un pazzo che blatera cose senza senso.
Io non ho lasciato mio marito per altri, ma per pura sopravvivenza. E di nuovo ti assicuro, non mi sono resa conto di QUANTO stessi male in quel matrimonio che mai avrebbe dovuto avere luogo, fino a che non ne sono stata libera....
Sono cresciuta con quella persona, mi sono abituata lentamente a molte cose, e pur sentendo di stare male, pur lottando per cercare di stare meglio, pur lottando per migliorare le cose, no, non avrei mai capito quanto stavo male fino a che non avessi assaggiato un briciolo di quello che mi stavo negando.
E non sto parlando di sesso, quanto della libertà di essere me stessa, di ridere e di raccontare aneddoti buffi su mie vecchie fiamme senza sentirmi in colpa, e altre robette del genere...
Quando sei dentro a certe cose, non le vedi, semplicemente... almeno in certi casi...