Sperimentare il perdono

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Sole

Escluso
E mi viene sempre in mente quado si parla di perdono....
Io non mi sento dovere di perdonare nessuno per nessuna azione commessa non è un mio compito....
E' l'altra persona che se sente di aver fatto una cosa sbagliata si deve pentire ma questo non dipende da me....
Sono d'accordo.

Io il perdono non l'ho mai sperimentato.

Ho sperimentato l'accettazione di un dato di fatto, il metabolizzare un'esperienza amara o deludente, facendo leva sulle mie risorse. Ma il concetto del perdono non mi appartiene.
 
J

JON

Guest
Sono d'accordo.

Io il perdono non l'ho mai sperimentato.

Ho sperimentato l'accettazione di un dato di fatto, il metabolizzare un'esperienza amara o deludente, facendo leva sulle mie risorse. Ma il concetto del perdono non mi appartiene.
Ma si, non può essere una cosa che può dare soddisfazione.

Però potrebbe essere di sollievo per la persona che lo riceve. Credo che come convenevole potrebbe essere sensato...il perdono intendo. :)
 
E

exStermy

Guest
affatto, a me non è mai successo così
il perdono interviene sua sponte, a volte sì a volte no
Il perdono in psicologia

Il perdono è divenuto oggetto di interesse da parte della psicologia soltanto in questi ultimi anni. Per lungo tempo le persone hanno praticato e studiato il perdono soprattutto all’interno del contesto religioso e filosofico. Lo studio scientifico dello stesso, al contrario, è iniziato solamente in questi ultimi anni, una volta aumentati l’interesse, la comunicazione tra le discipline e il dibattito teorico riguardanti questo costrutto (Berry, Worthington, Parrott, O’Connor & Wade, 2001). Il concetto di perdono ha quindi una ricca storia in filosofia e nella tradizione religiosa Giudaico-Cristiana, mentre gli studi psicologici che lo riguardano sono stati molto rari fino a pochi anni fa (McCullough, Sandage & Worthington, 1997).
Soffermandosi a considerare le modalità attraverso cui lo studio del perdono si è sviluppato e consolidato in ambito psicologico è possibile osservare come la maggior parte dei contributi pubblicati sul tema consistano in riflessioni di natura teorica. Fino alla prima metà degli anni Ottanta queste riflessioni venivano prevalentemente condotte da teologi e consulenti spirituali, allo scopo di evidenziare l’utilità dell’applicazione di categorie teologiche alla comprensione e risoluzione del disagio psichico. Il perdono, in questo contesto, era ritenuto uno dei mezzi più efficaci che l’individuo ha a disposizione per superare il risentimento, l’ansia e il senso di colpa derivanti dal peccato e, quindi, un ingrediente necessario per il benessere psichico della persona (Scabini & Rossi, 2000).
A partire dalla metà degli anni Ottanta, è aumentato considerevolmente il numero di scritti teorici pubblicati da psicoterapeuti, psichiatri e consulenti psicologici (Fincham, 2000; Scabini & Rossi, 2000; Worthington, E.L. 1998; Worthington, E.Jr,, 1998). Tali contributi concordano nel giudicare il perdono un valido strumento terapeutico per il trattamento di particolari gruppi di soggetti disturbati (donne che hanno abortito, individui vittime di abusi sessuali, familiari di alcolisti o di disabili, coppie in crisi o separate, malati terminali).
L’ultimo decennio è stato contrassegnato da un numero crescente di ricerche empiriche (Fincham, 2000; McCullough, Exline, & Baumeister 1997; McCullough & al., 1998) condotte sul perdono, in particolare all’interno delle relazioni intime (close relationships).
 

Sbriciolata

Escluso
affatto, a me non è mai successo così
il perdono interviene sua sponte, a volte sì a volte no
Perchè tu non vedi il perdono come un atto eroico, che automaticamente sancisce la superiorità di chi perdona. Neppure io lo vedo così. Ma anche qui ci sono tante sfumature. L'esempio classico è : io ti faccio male, poi ti chiedo scusa, tu mi perdoni. Ma se ogni volta che mi incontri, mi saluti, poi ti tiri indietro per paura che io ti faccia ancora male, significa che non hai dimenticato il dolore, ma ti ricordi di avermi perdonato e ti sforzi di comportarti di conseguenza. Se invece mi corri incontro e mi abbracci... non ti ricordi più nè il dolore, nè di avermi dovuto perdonare. Ed è quello il perdono, secondo me.
 

free

Escluso
Perchè tu non vedi il perdono come un atto eroico, che automaticamente sancisce la superiorità di chi perdona. Neppure io lo vedo così. Ma anche qui ci sono tante sfumature. L'esempio classico è : io ti faccio male, poi ti chiedo scusa, tu mi perdoni. Ma se ogni volta che mi incontri, mi saluti, poi ti tiri indietro per paura che io ti faccia ancora male, significa che non hai dimenticato il dolore, ma ti ricordi di avermi perdonato e ti sforzi di comportarti di conseguenza. Se invece mi corri incontro e mi abbracci... non ti ricordi più nè il dolore, nè di avermi dovuto perdonare. Ed è quello il perdono, secondo me.

ecco brava, è la forza che intendevo io, all'atto pratico!:up:
 
Il perdono in psicologia

Il perdono è divenuto oggetto di interesse da parte della psicologia soltanto in questi ultimi anni. Per lungo tempo le persone hanno praticato e studiato il perdono soprattutto all’interno del contesto religioso e filosofico. Lo studio scientifico dello stesso, al contrario, è iniziato solamente in questi ultimi anni, una volta aumentati l’interesse, la comunicazione tra le discipline e il dibattito teorico riguardanti questo costrutto (Berry, Worthington, Parrott, O’Connor & Wade, 2001). Il concetto di perdono ha quindi una ricca storia in filosofia e nella tradizione religiosa Giudaico-Cristiana, mentre gli studi psicologici che lo riguardano sono stati molto rari fino a pochi anni fa (McCullough, Sandage & Worthington, 1997).
Soffermandosi a considerare le modalità attraverso cui lo studio del perdono si è sviluppato e consolidato in ambito psicologico è possibile osservare come la maggior parte dei contributi pubblicati sul tema consistano in riflessioni di natura teorica. Fino alla prima metà degli anni Ottanta queste riflessioni venivano prevalentemente condotte da teologi e consulenti spirituali, allo scopo di evidenziare l’utilità dell’applicazione di categorie teologiche alla comprensione e risoluzione del disagio psichico. Il perdono, in questo contesto, era ritenuto uno dei mezzi più efficaci che l’individuo ha a disposizione per superare il risentimento, l’ansia e il senso di colpa derivanti dal peccato e, quindi, un ingrediente necessario per il benessere psichico della persona (Scabini & Rossi, 2000).
A partire dalla metà degli anni Ottanta, è aumentato considerevolmente il numero di scritti teorici pubblicati da psicoterapeuti, psichiatri e consulenti psicologici (Fincham, 2000; Scabini & Rossi, 2000; Worthington, E.L. 1998; Worthington, E.Jr,, 1998). Tali contributi concordano nel giudicare il perdono un valido strumento terapeutico per il trattamento di particolari gruppi di soggetti disturbati (donne che hanno abortito, individui vittime di abusi sessuali, familiari di alcolisti o di disabili, coppie in crisi o separate, malati terminali).
L’ultimo decennio è stato contrassegnato da un numero crescente di ricerche empiriche (Fincham, 2000; McCullough, Exline, & Baumeister 1997; McCullough & al., 1998) condotte sul perdono, in particolare all’interno delle relazioni intime (close relationships).
Padre...perdona loro perchè non sanno quello che fanno.:carneval:
 

Sole

Escluso
Ma si, non può essere una cosa che può dare soddisfazione.

Però potrebbe essere di sollievo per la persona che lo riceve. Credo che come convenevole potrebbe essere sensato...il perdono intendo. :)
Certamente. Ma se chi lo riceve non perdona prima se stesso, temo che sia perfettamente inutile.

Ecco, mi viene da pensare che il vero perdono, quello che può fare la differenza, forse è quello che faticosamente si concede a se stessi sulla base di un sincero pentimento.
 
J

JON

Guest
Certamente. Ma se chi lo riceve non perdona prima se stesso, temo che sia perfettamente inutile.

Ecco, mi viene da pensare che il vero perdono, quello che può fare la differenza, forse è quello che faticosamente si concede a se stessi sulla base di un sincero pentimento.
Sono d'accordo.

C'è da dire anche che il perdono ricevuto non passa attraverso la semplice frase "ti perdono". Pentirsi e tornare in carreggiata è essenziale, ma è importante anche sentirsi sereni perchè il partner sembra aver messo in qualche modo una pietra sopra l'accaduto.

E' importante che il traditore senta anche di avere la possibilità di recuperare. Come è stato già detto, andare incontro a chi ha sbagliato. Dire "ti perdono" sembra piuttosto una ramanzina.
 

Tebe

Egocentrica non in incognito
cosa significa veramente perdonare?
...ne parliamo tutti ma poi?
Ti perdono, ti perdono...quante volte questa frase, questo pensiero.
senza il tradimento non avrei neanche potuto sperimentare l'esperienza del perdono.
Adesso so cos'è il significato profondo del perdono e quanto sia difficile attuarlo, combattuto tra dignità
e rispetto.
La fiducia un salto nel vuoto con occhi bendati, ora però ha un significato, un senso che la rende possibile e reale.

Thornside
Io non ho mai detto "ti perdono" anche se caratterialmente lascio passare molto.
Dimentico e basta il male subito, se la persona che me lo ha fatto merita di continuare di stare al mio fianco.
E non parlo solo di fidanzati o compagni.
Parlo anche di parenti, amici, colleghi...
"Perdono" quasi tutto, non sono una rinfacciona e quando una cosa è chiusa è chiusa.
Non ci ritorno.
La dimentico semplicemente.
Poi però ci sono cose che mi fanno partire l'embolo, magari per altri cazzate ma per me invece...cose importanti.
Allora "odio" a vita.
Grazie al cielo le persone che per ora ho cancellato sono davvero poche, si contano sulle dita di una mano e non arrivano nemmeno a 5...
 
fratelli preghiamo...

ahahahahah
Ma per me il perdono è una condizione mia interiore.
So che il vero perdono parte sempre dal mio cuore senza che l'altro arrivi a chiedermi scusa.
Ed è un ottimo paraculo.
Evito di star lì a patire sofferenza e dolore per niente no?
Basta dirsi...ma si dei...tutti a sto mondo possono sbagliare.

L'incapacità a perdonare è direttamente proporzionale alla concezione che abbiamo di noi stessi.

Non avrai altro Dio fuori di me...
Sta per...
Uomo se non fai così, idolatrerai te stesso...con tutte le conseguenze del caso.

Poi ho notato che le persone amplificano i torti subiti, mentre gli autori dei torti, manco se ne avvedono eh?

Perchè se se ne avvedono sono i primi a fare il primo passo.

Non sta MAI in piedi questa condizione:
A fronte di sincere scuse, io ti perdono.

Cristo non ha impostato così il perdono.
Ma dice perdonate di cuore, e con la misura con cui misurate sarete misurati.

Come può invocare il perdono su di sè, una persona intollerante, intransigente ecc..ecc..ecc...
Tutti aspettano che questa persona cada in fallo.
E nessuno avrà poi pietà o misericordia di lei, ma tutti cercheranno alleati per tirare loro rabotti in testa eh?

Sai ogni tanto tiro le somme e faccio i condoni tombali...
Altrimenti sai no?

Tutto nella vita...
Ma non finire come un povero Daniele del casso eh?

La me dona la me fa i corni?
Ma cosa vuto che sia al confronto di quello che mi ha dato in 18 anni di matrimonio?

Ovvio se io mi sento un padre eterno e pretendo dall'altro un amore assoluto ecc..ecc..ecc...
Non perdonerò quella che è stata in definitiva un momento di debolezza no?
 

fightclub

Utente di lunga data
Perchè tu non vedi il perdono come un atto eroico, che automaticamente sancisce la superiorità di chi perdona. Neppure io lo vedo così. Ma anche qui ci sono tante sfumature. L'esempio classico è : io ti faccio male, poi ti chiedo scusa, tu mi perdoni. Ma se ogni volta che mi incontri, mi saluti, poi ti tiri indietro per paura che io ti faccia ancora male, significa che non hai dimenticato il dolore, ma ti ricordi di avermi perdonato e ti sforzi di comportarti di conseguenza. Se invece mi corri incontro e mi abbracci... non ti ricordi più nè il dolore, nè di avermi dovuto perdonare. Ed è quello il perdono, secondo me.
infatti io all'inizio ero convito che sarei riuscito a perdonare mia moglie ma non penso che riuscirò più a fidarmi di lei né a rispettarla più per come si è comportata dopo essere stata beccata che prima
 

bubu

Utente di lunga data
Ho sempre pensato che il perdono sia una cosa intima e personale e non sia necessario dire TI PERDONO. Sto ancora elaborando la delusione provocata dal tradimento di mio marito e sento di non aver ancora "perdonato" ma ho accettato.
Ho visto il suo sincero pentiment e lo vedo ogni giorno nei suoi gesti. Apprezzo tanto il lavoro che stiamo facendo. Probabilmente ho un carattere tollerante di natura, e ho sempre cercato di trovare il buono in tutti coloro che ho incontrato. SembrerÒ falsa (lo pensansano in tanti accusandomi di falso buonismo) ma credo davvero che tutti possano sbagliare, io per prima
 

Daniele

Utente orsacchiottiforme
Bhe, c'è la via più difficile, quella del non perdono con il calcione in culo. Si, perchè vi sembra facile non perdonare e perseguire questa strada coerentemente nel futuro ogni volta che quella persona si farà sentire.
Io dico sempre che preferisco non sapere, ma se scopro non perdono, se perdono ci sarà una terza persona che subirà la mia ira, se non me la si vuole consegnare io sono fuori, me ne vado e non c'è possibilità di avere più rapporti di ogni tipo con me.
Chi tradisce me deve avere anche il coraggio di vedere una persona che in parte solo colpevole soffre per una azione non del tutto colpa sua, poi se è uno come Lothar che gode nel pensiero anche di rendere cornuto uno...il piacere è sublime.
 

bubu

Utente di lunga data
Bhe, c'è la via più difficile, quella del non perdono con il calcione in culo. Si, perchè vi sembra facile non perdonare e perseguire questa strada coerentemente nel futuro ogni volta che quella persona si farà sentire.
Io dico sempre che preferisco non sapere, ma se scopro non perdono, se perdono ci sarà una terza persona che subirà la mia ira, se non me la si vuole consegnare io sono fuori, me ne vado e non c'è possibilità di avere più rapporti di ogni tipo con me.
Chi tradisce me deve avere anche il coraggio di vedere una persona che in parte solo colpevole soffre per una azione non del tutto colpa sua, poi se è uno come Lothar che gode nel pensiero anche di rendere cornuto uno...il piacere è sublime.
Daniele, posso farti una domanda? Escludendo il tradimento di coppia, ti è mai capitato di fare qualcosa che abbia causato dolore a qualcuno senza che questa ti abbia fatto niente? E se si, non hai poi pensato di aver sbagliato e aver sentito dentro di te il desiderio di rimediare? E se si, non hai desiderato che chi ha subito un tuo torto fossse clemente dandoti una nuova posibilità?
 

Duchessa

Utente di lunga data
cosa significa veramente perdonare?
...ne parliamo tutti ma poi?
Ti perdono, ti perdono...quante volte questa frase, questo pensiero.
senza il tradimento non avrei neanche potuto sperimentare l'esperienza del perdono.
Adesso so cos'è il significato profondo del perdono e quanto sia difficile attuarlo, combattuto tra dignità
e rispetto.
La fiducia un salto nel vuoto con occhi bendati, ora però ha un significato, un senso che la rende possibile e reale.

Thornside
Il concetto di perdono lo considero unito a quello di aspettativa e di accettazione.
L'estremo obiettivo sarebbe quello di non avere aspettative e accettare le cose così come accadono, e le persone così come sono: a quel punto ogni idea di perdono risulterebbe superflua.

Credo che l'accettazione più difficile sia quella rivolta verso noi stessi, verso il male che abbiamo fatto (agli altri o a noi stessi).

Nel caso particolare di esperienze dolorose dentro la coppia, l'osservazione e l'accettazione di una realtà dovrebbero portarci anche un insegnamento, e un comportamento che serva a proteggerci.
 
Stato
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