Se il traditore è tornato con te e dimostra di star bene con te e di essere felice e sereno, probabilmente non ha un buon ricordo dell'altro e di quello che ha fatto con lui
Chi si mostra disimpacciato nel garbuglio, pur tra le più terribili incursioni e i vastissimi contrassalti, non trova ragione di cedere all'illascivimento sottile che ostacola il continuo spaiarsi e riabbinarsi.
E il ricordo è una fanciullezza dell'anima prima ancora che uno strumento di persecuzione, che se da un lato inneggia ai mancamenti che furono di fede, decoro e affetto, dall'altro li ricopre con leopardiana mitopoieticità di di un decoro sublime, come quei gloriosi giorni in cui le barche rovesciate sulla spiaggia erano i castelli di regni immensi e le corse in bicicletta avevano come premio la figlia del re o, meglio ancora, una spada per uccidere i draghi.
Perchè i draghi devono essere uccisi in qulache modo, altrimenti loro uccidono noi, o se proprio non noi, almeno qualcuno che ci piace, come quella biondina che mangiava il gelato l'altra sera al chiosco o il suo cane che aveva un pelo così morbido che ti ci saresti tuffato dentro.
Ma quando esci dal pelo del cane hai già finito di essere un cavaliere, e l'affetto viene da sottane che ti sorridono malevolmente mentre si alzano, oh, quanto fanno più male quando ci danno quello che volevano, che credevamo di volere, piuttosto che quando ce lo negano, con le nostre brevi lacrime e la nostra vita ancora in mano.
E il decoro ti fa andare in luoghi bui a fare le cose che non si devono, perchè gli occhi che ti guardano sono come i tuoi e le mani che ti toccano sono peggio di quelle della figlia del re, ma lei non esiste e tu hai una pelle violenta, che vuole essere toccata, e le mani sono sporche, prima e dopo aver toccato, ma dopo lo sono di più, ma non t'importa, tanto nessuno ti ha visto.
E la fede, quella che hai promesso per vederla nuda, quella che hai giurato mentre era appiattita a te, perchè non si staccasse più, perchè un respiro potesse bastare per un secolo intero, ed anche quella che ti ha messo al dito, quella che è d'oro solo per farla della materia contraria alla tua decadenza, alla tua stanchezza ed alla tua prigionia, come un cane a pelo raso, non ti ci puoi più tuffare.
"Uno virgola seicentodiciotto..." rispondeva lei, guardando altrove, alla tua domanda: "Cosa pensi di noi?", e tu eri felice perchè, mentre ti spupazzavi sul letto un peluche a forma di Luca Pacioli, credevi che lei alludesse al fatto che il vostro era un rapporto perfetto...
Scopristi più tardi che invece era il voto che lei dava a te.
In trentesimi.
Ed allora ricorda solo quello che fa piacere a te, e fa ricordare buone cose a chi ti piace.
Ed anche agli altri.
Non si sa mai.