Sono quattro mesi che ho una storia con un mio collega. Io sposata con due bimbi, lui separato con una figlia dal primo matrimonio con una nuova compagna e un bimbo du un anno e mezzo. Da tempo c'era affinita' complicita, attrazione ma non ho mai considerato la cosa come fattibile perche' e trambi sposati. Poi ho iniziato a capire che gli piacevo davvero e la cosa e' successa. All'inizio vivevo bene la cosa, poi la situazione mi e' sfuggita di mano .... inizio ad avere bisogno di lui. Lui e' strano, quando siamo insieme mi dice cose che mi fanno pensare che ci tenga a me, poi pero' passa momenti che si fa sentire poco. Noi non ci telefoniamo mai, ci vediamo a volte per il caffe' o per pranzo e poi quando stiamo insieme. Io so che ha mille problemi fra il lavoro e le due famiglie e altri casini .... pero' non so cosa fare quando si allontana. A volte mi lascio desiderare e non lo cerco neanche io, altre volte faccio la comprensiva, la amica che lo ascolta e gli mando sms piccanti .... come oggi che pero' non ha neanche risposto. Mi dico anche che non ha senso che dovrei prendere il bello e basta anche perche' non ci puo' ne' deve essere altro.
Non cerco giudizi, ma esperienze e consigli
Il gelido cilindro di metallo viaggiava a profondità mai raggiunte prima di allora, tanto veloce quanto letale, inquietante, avvolto in una cappa di oscurità protetto da centinaia di metri di mare.
al suo interno uomini arruolati dopo un duro addestramento, uomini pronti ad ogni evenienza, uomini dalla tempra d'acciaio forzuti e abili, pronti ad obbedire ai comandi. uomini dalla calma inossidabile, pronti ad usare tutte le risorse a disposizione, efficienti, arguti, ciascuno stava al suo posto sempre all'erta.
poi, di tanto in tanto sotto il comando del generale di ghiaccio manovre compiute con destrezza e precisione lo portavano a pochi metri sotto il livello del mare, siluri armati, armi spianate, dritto sull'obiettivo.
si diceva avesse Mai fallito un bersaglio.
il Killer degli Abissi lo chiamavano.
Un giorno il mare era incandescente, bombe piovevano a grappoli, il Generale di Ghiaccio preparava piani su piani, coordinate, latitudine, longitudine, mestierava con fervore e ad ogni nuova nave segnalata in superficie ricominciava tutti i calcoli da zero, l'inclinazione, l'assetto, la manovra di distrazione.
sempre più immerso nei fogli e su sè stesso, gli uomini attendevano i comandi ma il Generale ancora calcolava le possibili traiettorie. e poi ancora una nave, e un'altra e di nuovo tutto da capo, un altro piano, la mappa da rifare.
poi un inatteso ronzio colpì le pareti del sommergibile, un sordo boato si propagò fra le nicchie e nelle cavità, l'onda d'urto investì tutti i presenti, gli uomini caddero lateralmente perdendo l'equilibrio. e poi tutti si misero a correre, le sirene suonavano, porte stagne che si chiudevano, settori isolati, ordini confusi, parapiglia generale e il Killer degli Abissi cominciò ad imbarcare acqua, una grossa falla ornava il fianco destro, e piano piano si inabissò portando con sè tutti gli occupanti. mai più venne recuperato.
ancora oggi alcuni pensano che mai sia esistito.