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Darty

Utente di lunga data
Danny

Non si può cancellare così una persona che si è amata.
L'amore può scemare lentamente, e morire nella noia, negli anni, consumarsi sul divano davanti a una tv, ma non può interrompersi di botto perché lo riteniamo necessario o per una delusione subita.
C'è, è lì, rimane silente finché un evento esterno lo riporta a galla e ci sorprende...
Ma non lo riconosciamo, perché ci fa paura dover ammettere questa che riteniamo a un certo punto essere una debolezza.
Siamo uomini tutti d'un pezzo, e dovremmo avere la forza di resistere... ma ora siamo inquieti e non comprendiamo cosa sta accadendo dentro noi.
Chi amiamo?
Quella donna che è stata o quella che supponiamo potrà esserci ora, dopo la delusione da noi subita?
Questo è l'inghippo, che si risolve solo tornando a frequentare quella persona e effettuando il percorso necessario per trovare la risposta.
Non è un tornare indietro, ma un esplorare se stessi per acquisire consapevolezza dei propri sentimenti, e non semplicemente seppellirli.
Potrai anche scoprire che questa donna come è ora, come la vedi ora, non è più quella che tu sei in grado di amare.
Ma restando lì, da solo, a farti domande, non avrai mai una risposta.
Grande danny.
 

Spot

utente in roaming.
Non si può cancellare così una persona che si è amata.
L'amore può scemare lentamente, e morire nella noia, negli anni, consumarsi sul divano davanti a una tv, ma non può interrompersi di botto perché lo riteniamo necessario o per una delusione subita.
C'è, è lì, rimane silente finché un evento esterno lo riporta a galla e ci sorprende...
Ma non lo riconosciamo, perché ci fa paura dover ammettere questa che riteniamo a un certo punto essere una debolezza.
Siamo uomini tutti d'un pezzo, e dovremmo avere la forza di resistere... ma ora siamo inquieti e non comprendiamo cosa sta accadendo dentro noi.
Chi amiamo?
Quella donna che è stata o quella che supponiamo potrà esserci ora, dopo la delusione da noi subita?
Questo è l'inghippo, che si risolve solo tornando a frequentare quella persona e effettuando il percorso necessario per trovare la risposta.
Non è un tornare indietro, ma un esplorare se stessi per acquisire consapevolezza dei propri sentimenti, e non semplicemente seppellirli.
Potrai anche scoprire che questa donna come è ora, come la vedi ora, non è più quella che tu sei in grado di amare.
Ma restando lì, da solo, a farti domande, non avrai mai una risposta.
Mh.
 

oscuro

Utente di lunga data
Ma

Non si può cancellare così una persona che si è amata.
L'amore può scemare lentamente, e morire nella noia, negli anni, consumarsi sul divano davanti a una tv, ma non può interrompersi di botto perché lo riteniamo necessario o per una delusione subita.
C'è, è lì, rimane silente finché un evento esterno lo riporta a galla e ci sorprende...
Ma non lo riconosciamo, perché ci fa paura dover ammettere questa che riteniamo a un certo punto essere una debolezza.
Siamo uomini tutti d'un pezzo, e dovremmo avere la forza di resistere... ma ora siamo inquieti e non comprendiamo cosa sta accadendo dentro noi.
Chi amiamo?
Quella donna che è stata o quella che supponiamo potrà esserci ora, dopo la delusione da noi subita?
Questo è l'inghippo, che si risolve solo tornando a frequentare quella persona e effettuando il percorso necessario per trovare la risposta.
Non è un tornare indietro, ma un esplorare se stessi per acquisire consapevolezza dei propri sentimenti, e non semplicemente seppellirli.
Potrai anche scoprire che questa donna come è ora, come la vedi ora, non è più quella che tu sei in grado di amare.
Ma restando lì, da solo, a farti domande, non avrai mai una risposta.
Discutibile,molto discutibile.
Si che si può.Io pensavo di amare una donna di un certo tipo,con delle qualità morali,con un certo spessore,quando vengo a scoprire che quella donna è diversa,che si è messa a misurare un altro pisello da vicino e non con il centimentro....,bè la delusione è forte e i sentimenti svaniscono,scemano fino a scomparire insieme alla stima.
Diciamola la verità:la nostra generazione è una generazione di maschietti:mammoni,senza onore,senza dignità,senza amor proprio,vuoti e invertebrati.QUESTA è la verità.
Basta con questi voli pindarici,basta con questi discernimenti che sanno tanto di alibi puerili e infantili.
Sono una generazione di uomini impreparati,irresponsabili e senza palle.
Piagnucoloni,invertebrati,dove pure le corna della moglie diventano cose che possono succedere....,dove davanti a brutali pecorine delle loro patner i maschietti declamano il loro amore....bella figura di merda.....
E che ride e chi piange,e chi trema e chi fa finta di nulla, ma cazzo gli uomini dove sono?
E quei pochi che ci sono...sono sotto attacco,ogni santo giorno,perchè ormai i diversi sono loro,perche ingestibili,perchè sani portatori di valori ormai in disuso.
E allora continuiamo a farci male,a cercare di capire,quando ci sarebbe solo da prendere la propria vita fra le mani e dare i giusti calci al culo.....:cool:
 

Juanpalambrond

Utente di lunga data
Discutibile,molto discutibile.
Si che si può.Io pensavo di amare una donna di un certo tipo,con delle qualità morali,con un certo spessore,quando vengo a scoprire che quella donna è diversa,che si è messa a misurare un altro pisello da vicino e non con il centimentro....,bè la delusione è forte e i sentimenti svaniscono,scemano fino a scomparire insieme alla stima.
Diciamola la verità:la nostra generazione è una generazione di maschietti:mammoni,senza onore,senza dignità,senza amor proprio,vuoti e invertebrati.QUESTA è la verità.
Basta con questi voli pindarici,basta con questi discernimenti che sanno tanto di alibi puerili e infantili.
Sono una generazione di uomini impreparati,irresponsabili e senza palle.
Piagnucoloni,invertebrati,dove pure le corna della moglie diventano cose che possono succedere....,dove davanti a brutali pecorine delle loro patner i maschietti declamano il loro amore....bella figura di merda.....
E che ride e chi piange,e chi trema e chi fa finta di nulla, ma cazzo gli uomini dove sono?
E quei pochi che ci sono...sono sotto attacco,ogni santo giorno,perchè ormai i diversi sono loro,perche ingestibili,perchè sani portatori di valori ormai in disuso.
E allora continuiamo a farci male,a cercare di capire,quando ci sarebbe solo da prendere la propria vita fra le mani e dare i giusti calci al culo.....:cool:
Esatto! Sarà colpa di Mazinga, Devil Man o dell'uomo Tigre? Oppure già da bambini ci nascondevamo nella stanzetta delle nostre sorelle a giocare con le Barbie e guardare Candy Candy?

La generazione dei nostri nonni (o genitori) si che aveva le palle! Le mogli a casa, in cucina ed a badare ai bambini mentre l'omo va a lavurà. E poi magari tornavano a casa e vedevano due scarpe spuntare da sotto le tende, oppure il compianto Montagnani nascosto nell'armadio. Ma lì anche la costituzione ti veniva incontro, delitto d'onore e passa la paura. :cool:

Bei tempi, bei tempi davvero...
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Riflessione:

sulla percezione dell'onore di se stessi.

Io credo, e correggetemi se sbaglio, che voi maschietti siate piuttosto confusi a riguardo.

pare che l'onore sia legato ad un concetto di forza. Innanzitutto forza di controllo delle emozioni.

E che per forza si intenda "essere tutto d'un pezzo" o "essere a pezzi".

Mammoni...i mammoni sono gli uomini, e le donne che non si sanno assumere la responsabilità di se stessi. Emozioni comprese. Che non sanno governare il proprio ego perchè lo collocano ancora all'interno della relazione con la madre. non quella fisica, fuori. Ma quella interiore.

Non voglio farla troppo lunga.

Dal mio punto di vista un uomo è mammone quando mette le sue emozioni in un contenitore esterno a sè. La propria donna, o meglio, l'immagine angelicata e materna, e diventa una sorta di zerbino perchè non ha accesso alle sue emozioni se non tramite quell'immagine.

Ma anche è mammone quando esprime la sua forza nella negazione e nell'allontanamento duro perchè così è definito onore di uomo. Che questo è il rovescio della medaglia. Del collocare nella donna angelicata e materna. Ti butto fuori perchè non sei quella donna.

Io penso che entrambi gli approcci non portino lontano nella conoscenza di sè. Che è smettere di essere mammoni, ossia di aver bisogno di collocare fuori da sè cose che riguardano sè.

Dalla sofferenza al piacere.

Entrare invece nelle emozioni viene in un qualche modo considerato segno di debolezza per uomo.

Entrare nelle proprie emozioni, che inevitabilmente scattano dentro una relazione affettiva, significa prendersene carico e fare quello che ha detto Danny.

La grossa differenza fra l'essere o non essere mammoni, secondo me, sta nel fatto che quell'entrarci non ha nessun altro scopo se non capire che posizione prendere.Che l'altro, l'altra, c'entrano molto poco in questo. Se non niente.
Se non in termini di valutazione.

Io guardo e capisco le emozioni che provo per te. E i desideri e il volere che ad esse sono connessi. E li espongo. Al netto dell'onore e dell'onorabilità. Che esprimere il proprio sentire, anche sofferente, non è debolezza.
E' forza. E' farsi interamente carico del proprio essere. Senza dover dimostrare niente a se stessi.
E' non prendere posizione per principio.

E poi guardo te. Tutta intera. Anche nelle stronzate che fai o hai fatto. E ti ascolto. Esponendomi. E valutando la tua capacità di esposizione.

E decido. Se quello che sento in me trova risposta in te. E lo decido in base a me.
Se non la trova, non ha senso rimanere.
Se trova qualcosa allora forse può essere interessante approfondire ancora.

Ma l'unico interesse in tutto questo, dal mio punto di vista, deve essere il dire per sè.
E non il dire o il chiedere per ottenere.

Questo intendo quando chiedo a juan se è pronto per guardare la donna reale. Perchè prima di poter guardare lei, deve guardare se stesse e capire se è pronto e vuole liberarsi dai suoi assunti su se stesso e su di lei, l'immagine di lei, per poter solo poi guardare lei.

Se lui va da lei, sentendosi di dover dimostrare onore, fermezza, quello che vuole, a se stesso innanzitutto...non ha senso si muova. Meglio che stia per i fatti suoi.

Il fatto è che, appena l'ha vista un po' più da vicino, i suoi principi si sono destabilizzati. E questo significa che lui non è solido in quello in cui crede di essere solido.

A lui decidere se forzarsi a esserlo. Affidandosi ai principi.
O se mollare il colpo, essendo comunque sicuro di se stesso, e andando ad indagare lei.

E parlare, incontrare, guardare non significa avere obiettivi. Dover decidere o perdere dignità. Non significa decidere qualcosa. Significa andare a raccogliere informazioni. Semplicemente. E solo per se stesso.

E se lei chiede risposte sentirsi libero di dire che non ne ha neanche una. Senza sentirsi in dovere di consolare o sentirsi merda totale di fronte alla sua sofferenza. Che lui si è sentito merda proprio per la sua incapacità di essere consolante.

Ma io credo che quel sentire di fronte al dolore dell'altro è il sentire del bambino di fronte alla mamma quando non può soddisfarla. Ed è legato ad un'idea di uomo tutto d'un pezzo che non può corrispondere alla realtà dell'essere umano, prima che uomo o donna. Nessuno è tutto d'un pezzo. E' impossibile. Se non per costrizione. Ma non è vero allora. E' costrizione ad un ruolo.

(oscù...abbastanza confuso?...e lo è...me ne rendo conto. :D)
 
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Spot

utente in roaming.
Discutibile,molto discutibile.
Si che si può.Io pensavo di amare una donna di un certo tipo,con delle qualità morali,con un certo spessore,quando vengo a scoprire che quella donna è diversa,che si è messa a misurare un altro pisello da vicino e non con il centimentro....,bè la delusione è forte e i sentimenti svaniscono,scemano fino a scomparire insieme alla stima.
Diciamola la verità:la nostra generazione è una generazione di maschietti:mammoni,senza onore,senza dignità,senza amor proprio,vuoti e invertebrati.QUESTA è la verità.
Basta con questi voli pindarici,basta con questi discernimenti che sanno tanto di alibi puerili e infantili.
Sono una generazione di uomini impreparati,irresponsabili e senza palle.
Piagnucoloni,invertebrati,dove pure le corna della moglie diventano cose che possono succedere....,dove davanti a brutali pecorine delle loro patner i maschietti declamano il loro amore....bella figura di merda.....
E che ride e chi piange,e chi trema e chi fa finta di nulla, ma cazzo gli uomini dove sono?
E quei pochi che ci sono...sono sotto attacco,ogni santo giorno,perchè ormai i diversi sono loro,perche ingestibili,perchè sani portatori di valori ormai in disuso.
E allora continuiamo a farci male,a cercare di capire,quando ci sarebbe solo da prendere la propria vita fra le mani e dare i giusti calci al culo.....:cool:
Ma non è questione di colonna vertebrale.
Nemmeno io concordo con Danny. Se qualcuno si pone a noi in una forma che riteniamo inaccettabile è normale che i sentimenti cambino drasticamente. Non scompaiono del tutto magari, ma lì bisogna fare i conti con sè stessi e riconoscere che quello che rimane è una sottoforma dell'amore, uno strascico rivolto a una figura che appartiene al passato, o che ci siamo fatti noi, che non corrisponde alla persona che abbiamo di fronte.

Se c'è ancora l'amore, un amore che ha a che fare col reale, vuol dire che non si è raggiunto l'inaccettabile. E che l'altro è ancora qualcosa di prezioso per noi. Anche in virtù dei suoi errori, del suo essere fallace.

Il coraggio, in questo caso, sta solo nell'essere capaci di mettersi di fronte alla realtà nuda e cruda e non a quello che ci piacerebbe che fosse. E decidere se è qualcosa che vogliamo accogliere o rifiutare.
Non nel calcio in culo a tutti i costi. Quello non è coraggio, è solo un mostrare i muscoli chiudendosi nei confronti della realtà. Ben poco coraggioso a dire il vero.
Secondo me.

In tal senso hai ragione nel dire che piangere e far finta di nulla tenendo in piedi un sentimento legato a qualcosa che non esiste è un atto di codardia. Verso sè stessi però.
Anche perchè, pure se decidi di far finta di nulla, lo stridere, dentro, lo senti. E infatti si continua a star male.
 
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Diletta

Utente di lunga data
Ma non è questione di colonna vertebrale.
Nemmeno io concordo con Danny. Se qualcuno si pone a noi in una forma che riteniamo inaccettabile è normale che i sentimenti cambino drasticamente. Non scompaiono del tutto magari, ma lì bisogna fare i conti con sè stessi e riconoscere che quello che rimane è una sottoforma dell'amore, uno strascico rivolto a una figura che appartiene al passato, o che ci siamo fatti noi, che non corrisponde alla persona che abbiamo di fronte.

Se c'è ancora l'amore, un amore che ha a che fare col reale, vuol dire che non si è raggiunto l'inaccettabile. E che l'altro è ancora qualcosa di prezioso per noi. Anche in virtù dei suoi errori, del suo essere fallace.

Il coraggio, in questo caso, sta solo nell'essere capaci di mettersi di fronte alla realtà nuda e cruda e non a quello che ci piacerebbe che fosse. E decidere se è qualcosa che vogliamo accogliere o rifiutare.
Non nel calcio in culo a tutti i costi. Quello non è coraggio, è solo un mostrare i muscoli chiudendosi nei confronti della realtà. Ben poco coraggioso a dire il vero.
Secondo me.

In tal senso hai ragione nel dire che piangere e far finta di nulla tenendo in piedi un sentimento legato a qualcosa che non esiste è un atto di codardia. Verso sè stessi però.
Anche perchè, pure se decidi di far finta di nulla, lo stridere, dentro, lo senti. E infatti si continua a star male.

Concordo in tutto! :up:
 

Eratò

Utente di lunga data
Ma non è questione di colonna vertebrale.
Nemmeno io concordo con Danny. Se qualcuno si pone a noi in una forma che riteniamo inaccettabile è normale che i sentimenti cambino drasticamente. Non scompaiono del tutto magari, ma lì bisogna fare i conti con sè stessi e riconoscere che quello che rimane è una sottoforma dell'amore, uno strascico rivolto a una figura che appartiene al passato, o che ci siamo fatti noi, che non corrisponde alla persona che abbiamo di fronte.

Se c'è ancora l'amore, un amore che ha a che fare col reale, vuol dire che non si è raggiunto l'inaccettabile. E che l'altro è ancora qualcosa di prezioso per noi. Anche in virtù dei suoi errori, del suo essere fallace.

Il coraggio, in questo caso, sta solo nell'essere capaci di mettersi di fronte alla realtà nuda e cruda e non a quello che ci piacerebbe che fosse. E decidere se è qualcosa che vogliamo accogliere o rifiutare.
Non nel calcio in culo a tutti i costi. Quello non è coraggio, è solo un mostrare i muscoli chiudendosi nei confronti della realtà. Ben poco coraggioso a dire il vero.
Secondo me.

In tal senso hai ragione nel dire che piangere e far finta di nulla tenendo in piedi un sentimento legato a qualcosa che non esiste è un atto di codardia. Verso sè stessi però.
Anche perchè, pure se decidi di far finta di nulla, lo stridere, dentro, lo senti. E infatti si continua a star male.
Ma Oscuro sta dicendo proprio questo, uomini codardi verso se stessi... no?
 

Spot

utente in roaming.
Ma Oscuro sta dicendo proprio questo, uomini codardi verso se stessi... no?
Non so, magari ho interpretato male io :D
Però mi sembrava la mettesse su un piano diverso.
Non è che fermarsi, cercare di capire, tremare, abbiano a che fare con la forza col coraggio o coi valori. Anzi.
E' far finta di non tremare che crea disastri.
 

Eratò

Utente di lunga data
Non so, magari ho interpretato male io :D
Però mi sembrava la mettesse su un piano diverso.
Non è che fermarsi, cercare di capire, tremare, abbiano a che fare con la forza col coraggio o coi valori. Anzi.
E' far finta di non tremare che crea disastri.
Per affrontare se stessi però di coraggio ce ne vuole... E per farlo bisogna anche fermarsi, capire, tremare... Non si può fare tutto questo senza coraggio. Tremare e fermarsi e rassegnarsi senza agire serve a poco... Non affronti la vita tremando e rimanendo fermo... Rischi le sabbie mobili.
 

Spot

utente in roaming.
Per affrontare se stessi però di coraggio ce ne vuole... E per farlo bisogna anche fermarsi, capire, tremare... Non si può fare tutto questo senza coraggio. Tremare e fermarsi e rassegnarsi senza agire serve a poco... Non affronti la vita tremando e rimanendo fermo... Rischi le sabbie mobili.
Ecco appunto :up:
Secondo me il nostro Juan ha bisogno di affrontare un bel po' di punti che non ha ancora risolto, e se ciò significa affrontare la sua ex, che ben venga.
Basta che lo faccia esclusivamente per capire e per capirsi. Senza vergogna di mostrarsi debole o di scoprirsi. Mostrandosi e basta. E vedendo se lei riesce a fare lo stesso.

Che la frase "bisogna essere forti per mostrarsi deboli" è si un luogo comune, ma non è per niente una cazzata. Anzi, è qualcosa di davvero complicato. E lo si fa tentando e sbagliando.

Io mi ricordo, ad esempio, che ho provato tantissima vergogna e senso d'inadeguatezza, come se da me ci si aspettasse dell'altro. Per un bel po'.
 

Ingenuo

Utente di lunga data
Esatto! Sarà colpa di Mazinga, Devil Man o dell'uomo Tigre? Oppure già da bambini ci nascondevamo nella stanzetta delle nostre sorelle a giocare con le Barbie e guardare Candy Candy?

La generazione dei nostri nonni (o genitori) si che aveva le palle! Le mogli a casa, in cucina ed a badare ai bambini mentre l'omo va a lavurà. E poi magari tornavano a casa e vedevano due scarpe spuntare da sotto le tende, oppure il compianto Montagnani nascosto nell'armadio. Ma lì anche la costituzione ti veniva incontro, delitto d'onore e passa la paura. :cool:

Bei tempi, bei tempi davvero...
:carneval::carneval:
Preferisco quelli odierni
 

danny

Utente di lunga data
Ma non è questione di colonna vertebrale.
Nemmeno io concordo con Danny. Se qualcuno si pone a noi in una forma che riteniamo inaccettabile è normale che i sentimenti cambino drasticamente. Non scompaiono del tutto magari, ma lì bisogna fare i conti con sè stessi e riconoscere che quello che rimane è una sottoforma dell'amore, uno strascico rivolto a una figura che appartiene al passato, o che ci siamo fatti noi, che non corrisponde alla persona che abbiamo di fronte.

Se c'è ancora l'amore, un amore che ha a che fare col reale, vuol dire che non si è raggiunto l'inaccettabile. E che l'altro è ancora qualcosa di prezioso per noi. Anche in virtù dei suoi errori, del suo essere fallace.

Il coraggio, in questo caso, sta solo nell'essere capaci di mettersi di fronte alla realtà nuda e cruda e non a quello che ci piacerebbe che fosse. E decidere se è qualcosa che vogliamo accogliere o rifiutare.
Non nel calcio in culo a tutti i costi. Quello non è coraggio, è solo un mostrare i muscoli chiudendosi nei confronti della realtà. Ben poco coraggioso a dire il vero.
Secondo me.

In tal senso hai ragione nel dire che piangere e far finta di nulla tenendo in piedi un sentimento legato a qualcosa che non esiste è un atto di codardia. Verso sè stessi però.
Anche perchè, pure se decidi di far finta di nulla, lo stridere, dentro, lo senti. E infatti si continua a star male.
Ma infatti occorre a un certo punto fare un percorso per comprendere se stessi la natura dei sentimenti che si provano e capire quale strada intraprendere. Capire perché si lascia rende questo gesto definitivo. In questo caso la questione non è ancora stata risolta ma sospesa.
 

danny

Utente di lunga data
Ecco appunto :up:
Secondo me il nostro Juan ha bisogno di affrontare un bel po' di punti che non ha ancora risolto, e se ciò significa affrontare la sua ex, che ben venga.
Basta che lo faccia esclusivamente per capire e per capirsi. Senza vergogna di mostrarsi debole o di scoprirsi. Mostrandosi e basta. E vedendo se lei riesce a fare lo stesso.

Che la frase "bisogna essere forti per mostrarsi deboli" è si un luogo comune, ma non è per niente una cazzata. Anzi, è qualcosa di davvero complicato. E lo si fa tentando e sbagliando.

Io mi ricordo, ad esempio, che ho provato tantissima vergogna e senso d'inadeguatezza, come se da me ci si aspettasse dell'altro. Per un bel po'.
Riquoto e condivido.
 

Brunetta

Utente di lunga data
A me sembra che si stia sopravvalutando il sentimento del tradito. Se una persona viene tradita e non è chi ha tradito è abbastanza chiaro che nella maggior parte dei casi amava e ama.
Ma un chi se ne frega non ce lo mettiamo?
È il traditore che non ha amato.
Di questo bisogna prendere atto, anche se per ragioni sue il traditore vuole perdono.
Si deve solo scegliere se si può stare con chi non ci ama.
 

danny

Utente di lunga data
A me sembra che si stia sopravvalutando il sentimento del tradito. Se una persona viene tradita e non è chi ha tradito è abbastanza chiaro che nella maggior parte dei casi amava e ama.
Ma un chi se ne frega non ce lo mettiamo?
È il traditore che non ha amato.
Di questo bisogna prendere atto, anche se per ragioni sue il traditore vuole perdono.
Si deve solo scegliere se si può stare con chi non ci ama.
Qui stai semplificando troppo. Pur esistendo tante similitudini tra le storie ogni coppia o ogni famiglia hanno ragioni motivi cause diverse che l'hanno portata a una crisi e queste andrebbero esplorate se sussiste l'interesse o la necessità per un prosequio della relazione. Nel caso contrario si chiude ma con sufficienti motivazioni per non portarsi dietro tutta la vita quello che è accaduto. Senza rimpianti o rancori, insomma, o con una limitata influenza degli stessi sulla nostra vita. Non è il caso di Juan che si ritrova ad avere ora a che fare con un conflitto personale. Evidentemente la situazione non è risolta. Che lei cerchi il perdono è probabile. I sensi di colpa agiscono comunque.
 
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Brunetta

Utente di lunga data
Qui stai semplificando troppo. Pur esistendo tante similitudini tra le storie ogni coppia o ogni famiglia hanno ragioni motivi cause diverse che l'hanno portata a una crisi e queste andrebbero esplorate se sussiste l'interesse o la necessità per un prosequio della relazione. Nel caso contrario si chiude ma con sufficienti motivazioni per non portarsi dietro tutta la vita quello che è accaduto. Senza rimpianti o rancori, insomma, o con una limitata influenza degli stessi sulla nostra vita. Non è il caso di Juan che si ritrova ad avere ora a che fare con un conflitto personale. Evidentemente la situazione non è risolta. Che lei cerchi il perdono è probabile. I sensi di colpa agiscono comunque.
Con una famiglia subentrano altre valutazioni.
Però per me il principio deve essere la considerazione di ciò che ha dimostrato il traditore. E su questo basare la scelta. Se ci si basa sul sentimento del tradito si diventa tappetini.
 

Horny

Utente di lunga data
Si deve solo scegliere se si può stare con chi non ci ama.
Una scelta comune a tante situazioni di coppia,
tradimenti con altri partner o meno.
domanda:
si può amare qualcuno che non ci ama?
(nel caso dei figli credo di si, ma un partner?)
e condividere la vita con qualcuno che non amiamo e non ci ama e' sano?
forse sopravvalutiamo l'amore?
 
Stato
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