Non che in passato fosse diverso.
C'era la nobiltà che governava, e sapeva, e il poveraccio sui campi tutto il giorno e poi la domenica a messa. Quella era la sua fonte di informazione. Un pelino di parte se vogliamo.
Gli esponenti della chiesa andavano a cena coi nobili..
Ha funzionato per secoli.
In passato però era necessario.
Molto prima della rivoluzione industriale, il 90% della popolazione era necessariamente addetto alla produzione destinata all'alimentazione umana, mentre solo il 10% poteva fare altro, ovvero l'artigiano, il sacerdote, il nobile, il soldato.
La disponibilità di energia era scarsa e principalmente di origine umana e animale, quindi dallo scarso rendimento.
In fasi successive, il rapporto è finalmente cambiato, in maniera graduale, consentendo un aumento di quel 10%, e consentendo a sempre più persone di accedere al "consumo".
Era Lever, nell'800, fondatore della Lever Brothers, a dichiarare necessaria la crescita economica degli operai in maniera che potessero divenire consumatori innescando un processo di crescita in teoria che si sarebbe autoalimentata. In seguito questa filosofia venne seguito e propagandata da altri industriali (se non ricordo male, Giacosa in Italia ai tempi dello sviluppo delle prime utilitarie Fiat).
La disponibilità di energia consentì anche la crescita culturale, la produzione e la fruizioni di libri e la necessità di adeguare lo studio alla sempre maggiore specializzazione richiesta dall'industria, consentendo così la nascita del terziario (e la crescita del settore finanziario). Anche l'ingresso delle donne nel mercato del lavoro fu facilitato dalla filosofia di ampliare in maniera progressiva ai mercati, si voleva concedere alle donne maggiore indipendenza economica, creando un target di consumatori particolarmente importante che avrebbe innescato un ulteriore crescita nell'industria.
I tempi moderni vedono anche la scomparsa della schiavitù (che giunse fino alla fine dell''800), un mezzo arcaico di avere manodopera.
Contrariamente a quello che si pensi l'utilizzo di schiavi divenne antieconomico e obsoleto con la disponibilità di manodopera a basso costo (principalmente per immigrazione o produzione in paesi con valute meno apprezzate), in quanto non occorreva più garantire il mantenimento a vita a una persona, ma se ne poteva usufruirne solo finché fosse rimasta sufficientemente produttiva.
Ovviamente le lotte per i diritti dei lavoratori negli anni hanno un po' eroso questo vantaggio, che molti hanno tentato di superare andando a sposare la produzione o cercando di favorire l'immigrazione da paesi più poveri.
Tornare all'epoca precedente alla rivoluzione industriale semplicemente non si può, soprattutto nel mondo globale.
L'evoluzione consisterà quindi in qualcosa di altro.
Anche perché il problema reale oggi sta diventando quello demografico, ovvero di una crescita superiore alle risorse disponibili.
Basti pensare alla paventata guerra dell'acqua nei paesi centrali asiatici.