Arcistufo
Papero Talvolta Posseduto
Che cosa vuoi che ti dica?No, non è qualcosa che si AGGIUNGE.
E' qualcosa che si crea insieme.
Quel famoso tutto che è maggiore della somma della parti.
Ed entrambi si è fondamentali, se insieme si è creato.
Senza raccontarsi cazzate nel qui e ora.
Senza fare pieghe nel qui e ora.
Senza dirsi "vabbè dai, su questa cosa qui, fa niente, poi vedremo".
E dubito che esista un progetto senza Io che ci mettono dentro creatività, competenze, paure, limiti, bisogni, visioni.
Io non penso che il noi sia una sorta di corpo unico in cui i due io vanno a confluire.
Io sperimento il noi come un luogo in cui i due io mettono creatività, competenze, paure, limiti, bisogni, visioni.
Parti vitali del loro essere. Essenze.
Ma i due io hanno un loro posto che non è il noi.
Il noi è una contenitore, per dirla male.
E non degli io, ma di quello che i gli io si offrono vicendevolmente.
Ecco perchè non è tigri siberiane che sene vanno incrociandosi ogni tanto e raccogliendosi per sbranare la preda.
Anche se resta una immagine veramente suggestiva, in particolare per gli ambienti della siberia che adoro profondamente per la loro desolazione e per il freddo e il silenzio.
come scrivevo a skorpio, per me i costi e i benefici stanno nel qui e ora.
E non è un reset.
E' una costante valutazione.
Questo rende piuttosto pesante lo stare con me, per la verità.
Non ti valuto una volta per tutte.
Io continuo a guardarti, a pesarti, a osservarti, a valutarti.
E per me buona parte della pesata si svolge qui.
Il resto della pesata eè che non c'è futuro che tenga.
E' adesso che le cose hanno da funzionare.
Faticosamente? Discutendo? Dandosi nei denti? Scopando?
Quel che è.
Ma qui e ora.
Col cazzo che me la gioco sul futuro.
Domani potrei essere morta.
Il futuro non esiste. E il risultato di ciò che metto e faccio qui e ora.
Che è poi il luogo dell'investimento.
Questo è il motivo di fondo per cui non mi sono mai sposata.
Di base ho sempre ritenuto una cazzata madornale investire nel futuro.
Giocandosi il presente nell'attesa del premio finale.
Fotte un cazzo del premio.
Non faccio per il premio.
Io faccio per il piacere di fare.
Che è poi il motivo per cui ti dicevo che vivo di rendita.
Tutto ciò che faccio,anche quel che non mi piace, lo faccio perchè mi piace. Per il dritto o per il rovescio.
Ribadisco, pesante.
Perchè non resetto nulla.
Anzi...ho un archivio bastardissimo.
Chi sta con me sa che ho tutto segnato.
E non per presentare il conto.
Ma perchè se sono qui è perchè quel che è stato l'ho preso tutto.
Goditi il qui e ora. Raccogli i frutti da terra che crescono spontanei. Se sei felice così. Spero che non ti offendi se ti dico che per me il traguardo che hai raggiunto, con tutto il rispetto per la fatica che puoi aver fatto per raggiungerlo, è un entry level.
Per me è la base di partenza.
E, so di essere piuttosto stronzo quando dico questo, un buon rapporto con me stesso non mi è mai mancato. Quindi sono l'ultima persona al mondo a cui presentare come una vittoria il raggiungimento di un qualsivoglia lavoro su se stessi.
Della stabilità relazionale poi a me alla fine non interessa un granché.
Quello che mi interessa alla fine e osservare le vite degli altri che girano come prevedevo che girassero.
Coltivare un frutto della terra piantando un anno prima per avere l'anno dopo la fila fuori di gente che vuole ciò che hai raccolto.
Figli, gente, case, aziende, roba che parla di me: in parole povere un retaggio.
Ridere in faccia alla morte, che arrivi tra mezz'ora, domani o dopodomani, sapendo che ciò che ho costruito porterà avanti il medesimo retaggio.
Il piacere di una scommessa vinta, se vuoi, oppure il lusso di concedersi degli spazi di pigrizia mentre qualcun altro si fa il culo per portare avanti i tuoi sogni.
Per questo la coppia per me è quella delle tigri siberiane. Perché poi uno smette di giocare e c'è questo. Tu hai scelto diversamente, rispetto la tua scelta e ci mancherebbe pure, ma penso che mi mancherebbe l'ossigeno dopo 30 secondi.
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