Tu come ti porrai di fronte al quesito? Vuoi condividere il tuo personale punto di vista? a me interessa molto.
Sono convintamente per il SI.
Da sempre ho sostenuto che, in un sistema accusatorio, è inammissibile che accusa e difesa non siano in un regime di parità e esista la possibilità di un PM di diventare giudice e viceversa.
È vero che con la recente riforma Cartabia tale permeabilità è stata ridotta di molto ma esiste.
Ricordo di aver portato negli anni giovani avvocati stranieri stagisti ad assistere ad udienze in Tribunale o Corte d'appello penali e che si sono scandalizzati per il fatto che il presidente del collegio giudicante appellasse come "collega" il PM.
L' avvocato difensore non è "collega" dei giudici attualmente. Invece dovrebbe esserlo dei rappresentanti della pubblica accusa.
In moltissimi paesi che hanno un sistema accusatorio (Stati Uniti d' America, Regno Unito, Germania, ecc.) si parla sempre di rappresentanti della pubblica accusa che non appartengono all' ordine giudiziario.
Già hanno il vantaggio di poter utilizzare la polizia nelle indagini rispetto ai difensori degli imputati. Questi ultimi possono svolgere indagini (con forti limiti formali e concreti) da soli (da pochi anni) o attraverso investigatori privati.
In Italia è capitato spesso agli avvocati di incontrare nelle aule giudiziarie un PM che a distanza di anni diventa giudice civile. O viceversa (meno frequente come eventualità). E la mentalità del PM, posso assicurare, è poco conciliabile con la "terzietà" assoluta che è richiesta ai giudici. Di partenza, tende a credere di più ai rapporti della polizia, tanto per dirne una.
La formazione dovrebbe essere diversa, in ragione delle diverse funzioni.
Non dimentichiamo mai che la Costituzione italiana venne redatta all' indomani della fine della II guerra mondiale e del crollo del regime fascista, del quale mantenne il sistema inquisitorio, a partire dall' appartenenza dei giudici e dei pubblici ministeri al medesimo ordine giudiziario.
Mentre i principi fondamentali della Costituzione sono considerati intoccabili (giustamente) in relazione ai diritti fondamentali, la parte riguardante l' amministrazione della giustizia ha subito graduali modificazioni, con il progressivo abbandono del sistema inquisitorio verso un sistema accusatorio più rispettoso del principio di uguaglianza.
Non è una questione di essere a favore o contrario al governo del momento ma di stabilire regole del gioco più corrette. Per tutti, indifferentemente.
Altra questione è l' efficienza del sistema giudiziario, che non ha nulla a che fare con la riforma costituzionale sulla quale i cittadini italiani sono chiamati ad esprimersi tra poco più di un mese in sede di referendum confirmativo del responso del parlamento (che ha già approvato la riforma in doppia lettura a maggioranza semplice).